Ecologia è anche ortomania, le mode del fai da te in primavera

di Redazione Commenta

Con l’arrivo della bella stagione e con la voglia di stare all’aria aperta, è boom di orti urbani e di ortaggi e verdura a km zero! E sul web si moltiplicano i siti e i consigli per un orto sostenibile, per un’alimentazione sana e per coltivare in modo genuino e senza pesticidi zucchine, pomodori, insalata…Con lo slogan “Coltiva oggi, cambia il mondo” nasce la community GrowThePlanet, ideata da tre giovani toscani con l’aiuto dell’incubatore di imprese H. Farm, per aiutare anche i non esperti a coltivare e curare un piccolo orto in casa.

Il sito è online da pochissimo eppure ha già raccolto oltre 5mila iscritti tra professionisti e orticultori alle prime armi, ma anche tra ristoratori che vogliono conoscere i loro clienti e proporre menù a km zero. Uno dei soci fondatori, Gianni Gaggiani, ha definito GrowThePlanet una “sorta di Almanacco Barbanera 2.0”. L’iscrizione alla community è gratuita e sta dando sin da subito ottimi risultati perché, come spiega Gaggiani

Complice la crisi c’è un crescente interesse all’avvio di orti, magari non più di guerra, ma da spread. In Italia sono stati censiti più di 10 milioni di orti che arrivano a contare 18 milioni di praticanti se si sommano le piccole coltivazioni, in balcone così come negli orti urbani.

Inoltre GrowThePlanet è molto semplice da consultare, anche per chi non è esperto di web

Funziona come un social network ed essendo georeferenziato offre la possibilità di conoscere i propri vicini di orto. Facciamo così crescere e interagire gli utenti su Facebook e nella sezione Impara proponiamo una sorta di Wiki con i trucchi del mestiere. Ma il cuore del progetto è Coltiva, dove un tutor fa e-learnig. E grazie ad un nostro algoritmo diamo i tempi della semina e della raccolta geolocalizzati, zona per zona.

La forza del progetto non si esaurisce qui: Gaggiani & comp. hanno ideato un sistema di baratto per evitare che le eccedenze, soprattutto per chi è alla prima esperienza, non vadano sprecate, ma scambiate con altri ortaggi o verdure di un collega “di campo”.

[Fonte e foto: GrowThePlanet]

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