Piccoli elettrodomestici, lo smaltimento non è affatto difficile

di Matteo Carriero Commenta

I piccoli elettrodomestici sono ovunque, in ogni casa. Frullatori, cellulari, ventilatori da tavolo e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo tuttavia solo il 18% di questo genere di rifiuti segue il corretto smaltimento e trattamento. Eppure è facilissimo indirizzare i piccoli elettrodomestici rotti o inutilizzabili sulla via del recupero.

Il consorzio Ecolight dedica un intervento al tema dei piccoli elettrodomestici, apparecchi di ampissima diffusione per cui solo il 18%, tuttavia, segue il corretto processo di smaltimento e recupero nel nostro paese. Come spiegato dal direttore generale del consorzio Giancarlo Dezio

Meno di uno su cinque viene conferito correttamente. Il resto, con ogni probabilità, finisce nel sacco della spazzatura indifferenziata. Anche se esiste l’obbligo di differenziarla, intercettare questa tipologia di rifiuto è complesso.

La corretta informazione dei cittadini italiani risulta essenziale per migliorare questi dati. Questi piccoli elettrodomestici spesso vengono chiusi in un cassetto per poi, in un futuro imprecisato, esser smaltiti, ma poi molto spesso in realtà vengono gettati nell’immondizia come rifiuti indifferenziati.

Eppure per avviare questo genere di dispositivi e apparecchi non occorre in realtà un grande impegno: basta metterli insieme e portarli alla piazzola ecologica del proprio comune, dove verranno poi ritirati e smaltiti, o anche, ancor più semplicemente, un piccolo elettrodomestico vecchio può essere consegnato al negozio in cui si compra il nuovo dispositivo. I negozi sono infatti obbligati a ritirarli se hanno equivalente funzionalità, il che vuol dire non solo un piccolo ventilatore per un piccolo ventilatore, ma anche, come spiega Dezio, un lettore Chs per un lettore DVD.

Si deve tener presente che un rifiuto di tipo R4 è riciclabile addirittura al 97%, infatti tali apparecchi

Sono composti prevalentemente da ferro e plastica, materiali che possono essere indirizzati verso un percorso di recupero per ottenere materie prime seconde riutilizzabili nei processi produttivi.

Photo credits | Hans Thijs su Flickr

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