Reti ferroviarie dismesse trasformate in piste ciclabili, spettacolare progetto in Piemonte

di Redazione 2

Reti ferroviarie dismesse da almeno 10 anni trasformate in piste ciclabili immerse nella natura: lo spettacolare progetto sperimentale è al vaglio in Piemonte, dove il consiglio regionale ha di recente approvato un emendamento proposto dal Partito Democratico.

Un’idea davvero splendida questa che giunge dal Piemonte: trasformare le reti ferroviarie dismesse, con i loro percorsi unici e spesso incantevoli in lunghe piste ciclabili, a tutto vantaggio dei tanti appassionati delle due ruote della regione (e non solo) e dell’ecoturismo, che non potrebbe che beneficiare di un simile progetto. Si tratta di un progetto sperimentale e unico. Come ha spiegato Alberto Cirio, assessore regionale al Turismo del Piemonte

Stiamo lavorando a un progetto sperimentale di questo tipo già da diversi mesi. Stiamo discutendo anche con Rfi per ottenere il comodato d’uso gratuito. Per la tecnologia utilizzata l’idea non avrebbe altri esempi in Italia.

Non si deve credere, inoltre, che si tratti di un progetto faraonico. L’idea è quella di posare pannelli sulle rotaie al fine di creare una pista ciclabile a due direzioni, e come ha sottolineato Alberto Cirio

Si tratta di una modalità innovativa che ha tre punti di forza: è economica, non impatta sull’ambiente ed è reversibile, nel caso in cui si decidesse di riattivare il tratto ferroviario.

Per il progetto non sarebbero necessari grandi investimenti e potrebbe essere sostenuto con i Fondi Fas destinati al comparto turistico. L’assessore al turismo ha giustamente fatto notare che il progetto permetterebbe di “restituire alla natura” aree altrimenti condannate al degrado, e non solo: in tal modo le si restituirebbero anche ai cittadini. Il progetto per trasformare le reti ferroviarie dismesse ci sembra un esempio estremamente intelligente di intervento sul territorio a basso costo ma dal grande potenziale, che punta sul settore del turismo ecologico che continua a crescere e che meno di molti altri risente della crisi.

Photo credits | Ian Sane su Flickr

Commenti (2)

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