Rifiuti zero, a Capannori dal 6 al 9 ottobre le Giornate internazionali delle esperienze comuni

di Marco Mancini 2

Cos’hanno in comune Capannori, piccola cittadina toscana e San Francisco, metropoli californiana? Essere comuni virtuosi, centri propulsori delle buone pratiche che hanno come fine l’ambizioso target dei rifiuti zero. Dal 6 al 9 ottobre se ne parlerà proprio a Capannori nell’ambito dell’evento Giornate Internazionali: esperienze comuni verso Rifiuti Zero. Si partirà il 6 ottobre con la presentazione del manuale Zero Rifiuti di Marinella Correggia.

Come spiega il sindaco di Capannori, non è un caso che la rassegna di apra con un libro:

perché solo dando vita a profondi cambiamenti culturali e a nuove consapevolezze sarà possibile avere un mondo più pulito, un ambiente sostenibile, un futuro migliore per i nostri figli. Lo abbiamo sperimentato con la positiva esperienza della raccolta porta a porta. Quando i cittadini sollecitati da incontri e assemblee hanno compreso la portata della novità hanno partecipato attivamente dando vita a quella che amo definire la rivoluzione culturale di Capannori. Credo che le Giornate Internazionali sui Rifiuti Zero siano un’occasione davvero importante per fare rete, affinché tutte le amministrazioni pubbliche italiane virtuose in campo ambientale mettano insieme idee e risorse per tagliare insieme nuovi importanti traguardi, ha spiegato Giorgio Del Ghingaro.

Alle Giornate si segnala la presenza di Tommaso Sodano, vice sindaco di un Comune, Napoli, che certamente ha molto da imparare dall’esempio di Capannori. Il manuale Rifiuti zero, nello specifico, potrebbe rivelarsi un valido supporto per chi ha difficoltà con la gestione dei rifiuti dal momento che spiega come liberarsi di discariche e pattumiere e vivere senza monnezza, con pratiche che vanno dalle scelte individuali a programmi collettivi più ampi. Correggia è convinta infatti che prevenire sia meglio che smaltire e persino meglio che riciclare:

ridurre o azzerare gli scarti e sostituire oggetti di vita breve con beni durevoli. E, come Gandhi, diventare “spazzini di noi stessi”, in casa o in ufficio.

Venerdì 7 ottobre verrà presentato un altro volume Il libro nero dello spreco in Italia: il cibo di Andrea Segrè e Luca Falasconi (Ed.Ambiente). Un libro che analizza la portata, immensa, degli sprechi e valuta come gestire le eccedenze. Ogni anno pensate che solo negli USA viene buttato il 40% del cibo prodotto.

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