Il riscaldamento globale porterà temperature troppo alte per la sopravvivenza umana

di Redazione 4

Gli scenari ragionevolmente peggiori sul riscaldamento globale potrebbero portare a temperature mortali per l’uomo nei secoli a venire, secondo i risultati della ricerca effettuata presso la Purdue University e la University of New South Wales, Australia. I ricercatori per la prima volta hanno calcolato la temperatura di bulbo bagnato massima tollerabile, ed hanno scoperto che essa potrebbe essere superata per la prima volta nella storia umana negli scenari climatici futuri, se le emissioni di gas ad effetto serra continueranno al loro ritmo attuale.

La temperatura cosidetta “di bulbo bagnato” è equivalente a ciò che si sente quando la pelle bagnata è esposta al movimento dell’aria. Comprende la temperatura e l’umidità atmosferica e viene misurata mediante la copertura di un termometro standard con un panno bagnato e ventilandolo continuamente.

I ricercatori hanno calcolato che gli esseri umani e molti mammiferi, la cui temperatura interna del corpo vicino a 36,6 gradi Celsius, sarà interessata da un livello potenzialmente letale di stress da calore di bulbo bagnato a causa di una temperatura superiore a 35 gradi per sei ore o più al giorno, ha spiegato Matthew Huber, docente di scienze atmosferiche e della Terra alla Purdue e co-autore del documento che sarà pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Anche se le aree del mondo regolarmente vedono temperature superiori a 38 gradi, temperature di bulbo bagnato davvero elevate sono rare. Questo è perché le zone più calde normalmente sono a bassa umidità, come il “calore secco” dell’Arizona. Quando è asciutto, siamo in grado di raffreddare il nostro corpo attraverso la traspirazione e può essere abbastanza confortevole. La più alta temperatura di bulbo bagnato di sempre è stata registrata in luoghi come l’Arabia Saudita vicino alla costa in cui i venti portano occasionalmente aria estremamente calda e umida oceanica il che porta a condizioni insopportabilmente soffocanti, che per fortuna sono di breve durata oggi

ha spiegato Huber. Lo studio non ha fornito nuove valutazioni del rischio di scenari climatici futuri, ma ha esplorato gli impatti del riscaldamento. Le sfide poste dagli scenari climatici futuri sono scoraggianti nelle loro dimensioni e gravità.

Interi Paesi potrebbero sperimentare stress da calore grave ad intermittenza che richiede sforzi di adattamento su grande scala. Si può immaginare che tali sforzi, ad esempio, riguardino l’adozione diffusa di aria condizionata, il che causerebbe l’incremento del fabbisogno di energia, e la disponibilità di tali approcci è in questione per gran parte del Terzo Mondo che sopporta il peso di questi impatti. Inoltre, il bestiame su cui facciamo affidamento, sarebbe ancora esposto, e non ci sarebbe alcun modo per metterlo fuori pericolo.

Mentre il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici prevede che entro il 2100 il riscaldamento avrà raggiunto pochi centesimi di grado, il riscaldamento probabile potrebbe anche superare i 3° C. Dopo 1,5 gradi di aumento, in alcune aree del mondo si potrebbe già superare il limite della temperatura di bulbo bagnato, in modo da mettere in pericolo già metà della popolazione mondiale.

Quando si tratta di valutare il rischio delle emissioni di carbonio, gli scenari peggiori devono essere presi in considerazione.

Steven Sherwood, docente presso il Climate Change Research Centre e l’Università del New South Wales, Australia, ha aggiunto che prolungate temperature di bulbo bagnato sopra i 35 gradi sarebbero intollerabili dopo poche ore.

Il limite di bulbo bagnato è fondamentalmente il punto in cui ci si surriscalda anche se siamo nudi all’ombra, bagnati fradici e in piedi davanti a un ventilatore di grandi dimensioni. Anche se è molto improbabile il raggiungimento di tali temperature in questo secolo, ciò potrebbe accadere nel prossimo

ha concluso Sherwood.

Fonte: [Sciencedaily]

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