Salento, grandi proteste per la centrale a biogas vicino Galatone

di Redazione 1

Nel Salento si lotta anche contro la centrale a biogas che dovrebbe sorgere vicino Galatone (e Nardò), non lontano dal famoso parco di Porto Selvaggio. Le proteste dei cittadini vanno avanti da tempo, e si è attivato un comitato per bloccare il progetto che dovrebbe portare alla coltivazione di 200 ettari di terreno a mais.

Nel Salento si protesta con catene umane e grande determinazione contro il progetto di una centrale a biogas a circa 2 km da Galatone, non lontano dalle abitazioni di alcuni cittadini. La centrale a biogas in questione verrebbe alimentata, peraltro, con 200 ettari di terreno coltivato a mais, genere di coltura che appare per molti versi inadatta al territorio.

Come sempre più spesso accade in tutta Italia quando un progetto ambientale o energetico viene considerato dannoso o deleterio dai cittadini, l’organizzazione della protesta fa ampio uso dei social network, soprattutto Facebook. Il gruppo di cittadini salentini, preoccupato tanto per le colture quanto per le esalazioni della centrale che potrebbero ammorbare l’aria dei vicini centri residenziali (tra Galatone e soprattutto Nardò, si parla di oltre 30 mila persone), è ben deciso a far sentire la propria voce.

Il gruppo di protestanti comprende, oltre agli attivisti del comitato No Centrale e No Biogas, anche membri di Sel e del Movimento 5 Stelle della provincia, nonché diversi esponenti politici delle amministrazioni locali. Il caso pian piano sta montando, come dimostra l’articolo dedicato oggi da La Stampa alla catena umana.

Il progetto della centrale dovrebbe coinvolgere complessivamente 260 ettari di terreno “no food”, coltivati, oltre che a mais, anche a loietto e tricale, tutte colture inadatte al territorio e potenzialmente, secondo molti attivisti, atte a depauperare il suolo e a inquinare terreni e falde dato l’uso intenso di forti agenti chimici per portare avanti le coltivazioni nel territorio prescelto.

Per il momento il progetto della centrale non si arresta, ma i cittadini non sembrano minimamente intenzionati a interrompere le manifestazioni di protesta, e chissà che ora che il caso sta uscendo dai confini della stampa locale, non possano godere di maggior considerazione da chi di dovere.

Photo credits | Genevieve Prentice su Flickr

Commenti (1)

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