Ambiente, la scelta sostenibile di HM

di Valentina Ierrobino 2

 Una nuova notiza per l’ambiente arriva dal noto brand di abbigliamento per uomo, donna e bambino H&M. Abbiamo visto come il gruppo sostenga l’ambiente con la linea sostenibile Conscious, di cui ha appena lanciato la nuova collezione primavera-estate con l’eco-testimonial Vanessa Paradis; ma dal 21 febbraio il brand ha lanciato una nuova sfida per l’ecologia: in ogni store H&M verrà installato un raccoglitore per abiti smessi che l’azienda provvederà a trasferire in Svizzera per riciclarli. E’ qui difatti che si trova la sede di I:Collect, l’unica azienda al mondo specializzata
nel riciclo degli abiti.

Si potranno lasciare nei raccoglitori fino a due sacchetti al giorno di abiti che permetteranno di ricevere un bonus di 5 euro, per ogni sacchetto, da spendere in acquisti presso gli store H&M. Se il vantaggio per i clienti è nella possibilità di eliminare dal guardaroba gli abiti non più indossati, ricevendo un buono sconto; per l’ambiente non ha eguali: basta dire che oggi il 95% degli abiti che finisce in discarica potrebbe essere riciclato. Come spiega Catarina Midby, Global Fashion and Trend Coordinator del gruppo non si tratta di una campagna promozionale, H&M si è sempre occupata di ambiente

Abbiamo iniziato nel ’97, quando è esploso il trend dell’eco-fashion ma non avevamo ancora ben chiara la situazione. Abbiamo cominciato con l’Organic Cotton, ottenuto riducendo gli elementi chimici del ciclo produttivo, poi siamo passati  al riutilizzo dei tessuti artificiali come il poliestere, il materiale più diffuso e indistruttibile del mondo.

Il loro obiettivo è far sì che l’uso dei materiali ecocompatibili e riciclati sia per il marchio una prassi, e non un’eccezione. Il prossimo passo per H&M è acquistare da I:Collect le fibre tessili ottenute dal riciclo degli abiti per utilizzarle nelle loro creazioni. Inoltre, svela la Midby

Abbiamo appena aderito al protocollo del WWF volto al raggiungimento di cicli produttivi con il minor impatto possibile sull’ambiente e sulle risorse d’acqua dei Paesi in cui produciamo, Cina e Bangladesh in testa. Per chiudere il cerchio, in questi paesi applichiamo anche un sistema di protezione degli operai, informandoli costantemente sui loro diritti.

Anche gli acquirenti di H&M possono fare la differenza e il brand lo sa, per questo sulle nuove creazioni vi è un’etichetta con una ninfea che spiega come evitare gli sprechi d’energia e come risparmiare sui consumi, con lavaggi meno aggressivi ed evitando l’uso dell’asciugatrice. Il comportamento degli acquirenti conta il 37% per l’ambiente e, come aggiunge la Global Fashion and Trend Coordinator di H&M

Abbiamo calcolato che il 50% del pubblico legge le etichette di manutenzione: se convinciamo anche solo una parte di loro ad adottarli ne sarà valsa la pena.

[Fonte: La Repubblica]

[Foto: H&M]

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