Le tecnologie rinnovabili del futuro testate in Antartide

di Marco Mancini Commenta

L’isola King George, uno dei punti più settentrionali del continente Antartico, era una volta una base di caccia e pesca popolare, ma ora è sede di piccoli avamposti di scienziati provenienti da dodici Paesi. Le stazioni russe e cilene, Eduardo Frei e Bellingshausen, sono separate solo di pochi metri, e formano una piccola comunità. Sul versante cileno, c’è una scuola per i bambini delle famiglie che vi abitano, mentre, sul versante russo, una piccola chiesa ortodossa che si trova in cima ad una collina.

Una breve passeggiata al di là della chiesa e si trova l’E-base, una capanna di ricerca come tutte le altre, tranne che per i tubi solari termici, celle fotovoltaiche, turbine eoliche e altro. Il rifugio è diventato famoso nel 2008 per l’aver saputo dimostrare che la tecnologia delle energie rinnovabili è pronta già ora, non lo sarà “un giorno”. In Antartide, le condizioni, si sa, sono estreme, e ottenere anche le energie rinnovabili è più complicato che altrove. Eppure questi scienziati ci riescono.

L’energia solare fornisce acqua calda, e una turbina a vento dà elettricità. Ma questo non è l’unico tentativo, in Antartide, di cercare di fare il punto sulle energie rinnovabili. L’Australia ha montato un generatore di idrogeno, alimentato a vento, presso la Mawson Station, e all’inizio di quest’anno, il Belgio ha aperto ufficialmente la Princess Elisabeth Antarctica, la sua stazione di ricerca eolica e solare ad emissioni zero.

Si tratta di una buona notizia per il futuro a basso impatto della presenza umana in Antartide. Ma ciò che l’E-base e questi altri progetti dovrebbero davvero farci chiedere, è perché non stiamo facendo tornare a casa queste tecnologie, le quali, per essere testate, devono arrivare fin nella zona con il clima più duro e imprevedibile della Terra. Con gli esperti che chiedono la riduzione delle emissioni di carbonio del 20-40% entro il 2020, e dell’80% entro il 2050, è facile capire perché le nostre case dovrebbero essere più fornite di queste tecnologie per le energie rinnovabili. Se riescono a farlo funzionare in Antartide, può funzionare ovunque.

Fonte: [Treehugger]

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