The Global Day for Darfur: contro il genocidio in Sudan anche George Clooney

di Paola P. Commenta

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Forse ricorderete le interviste su temi scottanti fatte dalle Iene ad alcuni parlamentari italiani qualche tempo fa (e se non le ricordate andate a rivederle sul sito della trasmissione).
In uno di questi test per misurare il livello culturale dei nostri governanti, si parlava di Darfur. –Che cos’è il Darfur?-chiese la Iena. Dal momento che dall’altra parte ci fu un silenzio tombale ed imbarazzato, oggi proviamo a rispondere noi, riempiendo quel vuoto di ignoranza con la triste e sanguinosa storia di questa regione martoriata dalla guerra.

Il Darfur è una regione situata nell’ovest del Sudan, stato dell’Africa Centro-orientale.
Da febbraio del 2003 porta avanti un conflitto armato, che vede contrapposti i Janjaweed, un gruppo di miliziani islamici delle tribù nomadi dei Baggara, e le tribù non Baggara, dedite invece all’agricoltura.
Il governo sudanese fornisce armi e sostegno ai Baggara, anche se ufficialmente nega di offrire loro alcun tipo di supporto. La Coalition for Internal Justice stima in 400.000 morti la cifra di vittime dall’inizio dell’operazione di pulizia etnica. Un vero e proprio genocidio, che va avanti da anni. Senza contare le migliaia di sfollati, costretti a fuggire nelle regioni del Ciad, dove è anche difficile raggiungerli per fornire assistenza umanitaria. E’ necessario l’invio più cospicuo possibile di forze di pace, per ristabilire un equilibrio. E per far questo, è necessaria una cooperazione a livello mondiale.
Oggi torniamo a parlare di Darfur, in occasione della giornata mondiale per il Darfur, proclamata per il 13 aprile con iniziative in tutto il mondo. The Global Day for Darfur, di cui ha parlato George Cloooney a Roma, durante la presentazione del suo ultimo film, si è reso quasi necessario, direi, dopo che da febbraio 2008 la situazione nella regione del Sudan è precipitata.


the-global-day-for-darfur-contro-il-genocidio-in-sudan-anche-george-clooney-foto-2.jpgPiù di diecimila civili sono stati sfollati soltanto negli ultimi mesi. L’attore americano, in un video messaggio rivolto all’Associazione Italians for Darfur, ha espresso la sua solidarietà ed ammirazione agli attivisti italiani, impegnati nella campagna ed ha sottolineato l’importanza di parlare e far conoscere, grazie a questi eventi, la terribile situazione darfuriana.

In Italia, per via delle elezioni elettorali, l’evento ha avuto inizio ieri, con un incontro dibattito nella sede della Stampa estera a Roma. Oggi invece, a partire dalle 10,30 sarà attivo un punto informativo al Colosseo.
Sarà inoltre proiettato il video-documentario Live in Sudan, di Niccolò Fabi, testimonial della campagna per il Darfur in Italia.

Nel corso della conferenza, si ascolteranno le crude testimonianze di alcuni rifugiati in Italia del popolo darfuriano, che hanno perso i familiari nel conflitto.
Interverranno inoltre i rappresentanti di Amnesty international, Articolo 21, Bené Berith, Comunità ebraica di Roma e Unione giovani ebrei italiani. Un’occasione per conoscere e far conoscere il dramma darfuriano, per vincere l’ignoranza intorno a ciò che succede in questa parte del mondo.

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