Arriva l’aereo a idrogeno, e parlerà italiano

di Marco Mancini Commenta

La zona di Portici, vicino Napoli, non è solo camorra o immondizia, ma un vero e proprio cuore pulsante della scienza del futuro. Tra tanta povertà è sorta una delle sedi dell’IMAST, il distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali polimerici e compositi e strutture. E il primo regalo ce lo ha già fatto: il primo aereo a idrogeno della storia, fatto in buona parte in questa struttura, che ospita il Boeing Phantom Works, organismo scientifico nato per sviluppare nuove tecnologie aereonautiche.

Ciò che in pratica è stato costruito sono i materiali compositi termoplastici utilizzati nella realizzazione della componentistica aerodinamica, mentre tutto il resto è stato realizzato alla Boeing Research & Technology Europe di Madrid, con la collaborazione di partner industriali in Europa e negli Stati Uniti.


Questo prototipo denominato FCDA (Fuel Cell Demonstrator Airplane) è partito da un modello di motoaliante biposto Dimona con un’apertura alare di 16,3 metri, prodotto dall’austriaca Diamond Aircraft Industries, a cui la casa produttrice spagnola ha modificato gli aspetti basilari del motore, passato dall’elettrico all’idrogeno. Il motore è alimentato anche da due batterie agli ioni di litio che suppliscono nei momenti di mancanza dell’idrogeno, per un volo più sicuro.

Finora sono stati effettuati 3 test nei cieli spagnoli, in cui il velivolo è stato capace di raggiungere quota 1000 metri e, solo con la forza dell’idrogeno, è riuscito a mantenere una rotta costante per 20 minuti, viaggiando a 100 km/h.
Dal punto di vista ecologico la novità è importantissima: si passa direttamente dagli scarichi inquinantissimi degli attuali modelli, ad emmissioni zero, dato che lo scarto dell’idrogeno è solo acqua. Inoltre per il futuro la Boeing sta progettando l’utilizzo di celle a combustibile ad ossido solido che garantiscono più stabilità.
Infatti, se proprio dobbiamo trovare un difetto a questa meraviglia, c’è la limitazione ad usare questo genere di motore pulito solo nei piccoli velivoli, dato che non garantisce stabilità per gli aerei civili, come potrebbe fare invece l’ossido solido.

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