Tornado in Oklahoma, è colpa dei cambiamenti climatici

di Marco Mancini 2

Quello di qualche giorno fa è stato il più potente tornado mai verificatosi negli Stati Uniti. In quello che viene definito “il corridoio dei tornado”, ovvero uno spazio nel centro del Paese in cui le correnti provocano spesso eventi del genere, la popolazione è abituata a catastrofi naturali, tanto che gli edifici hanno tutti una cantina-bunker in cui difendersi dalla forza della natura. Ma allora perché questa volta sono stati prodotti tutti questi danni?

L’eccezionalità dell’evento, dicono gli esperti, deriva dal fatto che oltre alla potenza (sono stati toccati venti a 320 km/h), il fenomeno ha stazionato sulla cittadina di Moore per circa 40 minuti. Se poi alla potenza e alla durata ci aggiungiamo anche la dimensione di questo enorme vortice d’aria, ecco spiegati i quasi cento morti. Come se non bastasse, altri tornado si stanno formando nell’area e ne sono previsti altri nei prossimi giorni. Ma come si possono spiegare eventi così devastanti? A questa domanda ha risposto l’esperto Douglas Main su Livescience:

Un fronte freddo avanza verso Est. Questa sacca di aria fredda si è scontrata con l’aria calda proveniente dal Golfo del Messico. Come un cuneo, il fronte freddo ha causato l’ascesa dell’aria calda, dal momento che è meno densa. Questo aumento di aria calda ha creato temporali che hanno a loro volta generato tornado, che traggono la loro rotazione da abbondanti wind shear del sistema, che è una variazione di velocità e direzione del vento ad alta quota. In questo caso, i venti hanno soffiato a Nord al largo del Golfo del Messico, ed interagito con correnti in movimento verso Est lungo il fronte freddo.

Questa la spiegazione della formazione del fenomeno. Ma perché è stato così potente? La spiegazione è che quest’anno, un po’ come in Italia, la temperatura è stata molto al di sotto della media degli ultimi anni. Le temperature insolitamente fredde hanno così permesso ad una corrente altrettanto fredda di spingersi molto più a Sud del solito, e di incontrare il fronte caldo e umido. E quando gli è stato chiesto se sia colpa del cambiamento climatico, la risposta dell’esperto è stata:

Se non possiamo dare la colpa al cambiamento climatico, a chi possiamo darla?

A confermare la teoria c’è anche la spiegazione di Marlene Cimons di Climate Nexus che spiega che il cambiamento delle temperature globali sta rendendo i luoghi umidi ancora più umidi e quelli aridi ancora più aridi. Vengono così create cariche di umidità più potenti che alimentano gli uragani, ma anche le tempeste di neve, le quali a loro volta diventano più potenti rispetto a come sarebbero se non ci fosse in atto il fenomeno del riscaldamento globale.

[Fonte: Treehugger]

Photo Credits | Getty Images

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