Ambiente, nuove scoperte sul Mar Morto

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Il Mar Morto, o mare del sale, come è chiamato in ebraico si trova tra il territorio di Israele e la Giordania. Da decenni si teme per la sua scomparsa dovuta all’innalzamento della temperatura terrestre ma una scoperta resa nota da un gruppo di ricercatori di Tel Aviv ha dimostrato che l’abbassamento del livello dell’acqua ha avuto dei precedenti nel tempo e forse non c’è da preoccuparsi. Gli studiosi dell’Università di Israele hanno scoperto che nel corso degli ultimi 200mila anni, il livello delle acque del Mar Morto si è abbassato e alzato costantemente, come spiega il ricercatore Zvi Ben-Avraham del Minerva Dead Sea Research Center

Studiando i livelli degli strati di sale, abbiamo scoperto che circa 120mila anni fa, durante un periodo interglaciale, il Mar Morto è arrivato vicino all’asciugarsi completamente.

Inoltre

Il materiale recuperato ci ha permesso di scoprire i precedenti storici. Oggi, il Mar Morto si trova a 426 metri sotto la superficie del mare, e sta recedendo rapidamente nella stessa maniera di centinaia di migliaia di anni fa. Solo che in questo caso è principalmente a causa dell’attività umana. Le preoccupazioni dal punto di vista ecologico non sono infondate.

Eppure la ricerca ha dimostrato che negli ultimi decenni la causa dell’abbassamento delle acque è dovuta all’attività umana e negli ultimi anni il mar Morto si è abbassato di 27 metri. Il mare, situato nella depressione più profonda della Terra, è famoso per avere una salinità così elevata che nessun tipo di pesce riesce a viverci, tranne alcuni batteri. La salinità delle acque aumenta con la profondità perché il sale si deposita sui fondali del mar Morto per cui più è elevata la profondità e maggiore è il sale che si è deposto sul fondo. Questa sua caratteristica permette a chiunque di galleggiare senza fatica mentre invece provare a nuotare nel mar Morto sarebbe un’impresa ardua perché anche con piccoli movimenti si emerge troppo dall’acqua. Le sue acque ricche di ossigeno e di minerali sono sfruttate sin dall’antichità, e dai Romani, per gli effetti benefici sulle disfunzioni ghiandolari, mentre il fango è utile per curare la pelle. Oggi si teme che il mare possa scomparire a causa del riscaldamento terrestre che facilita l’evaporazione dell’acqua, non compensata da emissari e da corsi d’acqua.

[Fonti: Wikipedia; AGI News]

[Photo Credit | Thinkstock]

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