UE, il bando ai pesticidi neonicotinoidi divide l’Europa

di Matteo Carriero 2

Il bando ai pesticidi neonicotinoidi, e più in generale ai cosiddetti pesticidi killer che provocano morie di api con varie conseguenze negative per gli ecosistemi, divide l’Europa: raggiunta maggioranza relativa per vietarli, ma ancora non basta: forte l’opposizione delle lobby chimiche.

In Europa si discute del bando ai pesticidi neonicotinoidi che già da molto tempo sono sotto il mirino di scienziati, agronomi e ambientalisti per l’altissimo impatto ambientale che causa, tra l’altro, alta mortalità tra le api. La decisioni di bandirli divide l’Unione, con una forte azione lobbistica per tentare di mantenerli in commercio che tuttavia man mano sembra destinata a soccombere davanti alla volontà di tanti stati membri, tra cui l’Italia.

L’ultima votazione per il bando ai pesticidi killer ha visto numerosi paesi favorevoli, tra cui oltre all’Italia anche Francia, Spagna e Belgio, ma anche nove paesi contrari e cinque astenuti. Ciò significa maggioranza relativa, ma non maggioranza qualificata, quindi per ora nessun bando entrerà in vigore. Cosa succederà adesso? La commissione potrebbe sottoporre l’attuale proposta a un organo di rappresentanza superiore o elaborarne una nuova. Come ha spiegato Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura di Greenpeace:

Anche se questo voto non è vincolante, rimane il fatto che la maggioranza dei Paesi UE, Italia compresa, ha votato a favore del bando ai tre pesticidi killer delle api, nonostante la pesante lobby esercitata dall’industria chimica. L’evidenza scientifica è chiara, i neonicotinoidi costituiscono un problema per gli insetti impollinatori – non solo se utilizzati come rivestimento delle sementi. Ora l’Italia e la Commissione Europea non devono piegarsi alla pressione di aziende quali Syngenta e Bayer.

Come avevamo riportato in un altro articolo, tali pesticidi e insetticidi sono stati considerati fortemente negativi anche dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Ci auguriamo che i rappresentanti europei possano superare le pressioni esterne, come scrive Federica Ferrario.

Photo credits | supersum ( off ) su Flickr

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