La vacanze dell’estate 2013 sono segnate, ancora una volta, dalla crisi economica. Il turismo green degli agriturismi italiani, tuttavia, regge l’impatto molto meglio di altre soluzioni di vacanza, con una flessione stimata appena al 3,2%.
Per le vacanze estive 2013 quasi un italiano su due se ne resterà a casa, e anche partendo non ci si sposterà troppo: due terzi dei vacanzieri, difatti, non lasceranno la penisola. Inutile dire che nel complesso anche questa estate i settori turistici prenderanno un’altra pesante batosta (si può sperare il contrario, naturalmente non abbiamo ancora i dati completi dell’estate, ma le previsioni sono chiarissime).
Tuttavia per le vacanze estive 2013 c’è una tipologia di soggiorno che sembra risentire poco dell’infinita crisi economica in cui siamo impantanati. Mentre altrove si ravvisano cali da capogiro, per quanto riguarda gli agriturismi italiani si attendono 1 milione e 450 mila ospiti tra fine luglio e agosto, con un calo complessivo di presenze, rispetto allo stesso periodo del precedente anno, pari al 3,2%. Il calo c’è ma poteva andare molto peggio.
Da un lato la sensibilità green continua a crescere in Italia, dall’altro la crisi permette di riscoprire qualcosa di poco costoso e a portata di mano, qualcosa di cui molti si erano dimenticati: la bellezza della vita all’aria aperta e a contatto con la natura. Il connubio tra risparmio, comodità, genuinità e relax continua a rivelarsi, nonostante il lieve calo, decisamente solido, e gli agriturismi ne sono la prova.
Come spiega l’associazione Turismo Verde della CIA, confederazione italiana agricoltori,
c’è il relax della campagna ma non così lontano dal centro urbano, la possibilità di soggiornare, risparmiando, vicino a località di mare o città d’arte, e soprattutto c’è l’aspetto enogastronomico. D’altra parte, per metà degli italiani andare in vacanza vuol dire proprio questo: riposo (25 per cento), buona tavola (19 per cento) e attività ricreative e culturali (13 per cento).
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