I tempi cambiano. Secondo una analisi della Coldiretti in collaborazione con la Swg i giovani italiani sognano di gestire un agriturismo in campagna, non più un impiego in banca in città o un lavoro in una multinazionale entro una grande metropoli. Un’analisi ricca e molto interessate, questa divulgata dalla Coldiretti in occasione del Salone del Gusto – Terra Madre a Torino.
Secondo questa analisi realizzata da Swg i giovani non vedono più la campagna come un luogo caratterizzato da arretratezza culturale e marginalità sociale, al contrario, sognano di poter vivere in campagna gestendo un agriturismo. Se da un lato non si può non pensare che la crisi e la mancanza di lavoro abbiano influito sulle rilevazioni, dall’altro è indubitabile, e particolarmente interessante, il cambiamento culturale in atto: i giovani (tra i 18 e i 34 anni) coinvolti nello studio dimostrano un’attenzione molto maggiore all’ambiente, al territorio, alla qualità della vita, e non ultimo anche alla qualità del cibo.
Non solo, come sottolinea giustamente Coldiretti il dato è anche correlato alla nuova visione del posto fisso, ormai evanescente, che quando raggiunto conduce spesso a impieghi monotoni e avari di soddisfazioni. Ed ecco allora che una nuova visione della vita a contatto della natura si fa strada, assieme, più specificamente, a una nuova visione del lavoro in campagna.
Ulteriori interessanti dati tra quelli proposti da Coldiretti sono infatti relativi all’intera popolazione: ben il 28% preferirebbe fare l’agricoltore, anziché ricoprire il proprio attuale lavoro. I motivi? Per il 50% degli intervistati per fare una vita più sana, per il 18% poiché ci si sentirebbe più liberi, per il 17% per il piacere del vivere in campagna e il 7% poiché ritiene che potrebbe guadagnare di più. Non c’è dubbio che una maggiore propensione per la vita naturale ben si sposa con una maggiore attenzione per l’ambiente e con una visione del territorio più rispettoso e genuina. Dati, questi relativi ai giovani (e non solo), che non possono che essere accolti con favore, nella prospettiva di una mentalità più ecoresponsabile in futuro.
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