Vicino Alessandria il più grande impianto fotovoltaico d’Italia

di Redazione 3

Va ad Alessandria il primato come cittadina più fotovoltaica d’Italia. Anzi, per essere più precisi, a Casalnoceto, un paesino di campagna appena fuori il capoluogo piemontese. Qui è stato realizzato, in soli 3 mesi, il più grande impianto fotovoltaico d’Italia: produrrà 450 KWp (chilowatt picco, la potenza massima prodotta da un impianto), sufficiente a dare energia elettrica a tutto il paese, o come minimo ad almeno 200 famiglie.

Il progetto è stato realizzato dalla Solar Ventures nelle campagne dell’azienda agricola Stringa, e immetterà nella rete l’energia prodotta, rendendola disponibile in tutta Italia, con un risparmio di 2,4 tonnellate di CO2 (quanto riescono a smaltire 24 mila alberi).


L’impianto è formato da 2.500 moduli disposti su 22 file, occupando un’area di soli 1,6 ettari di terreno, “mimetizzandosi” tra le colture di pomodori e grano, quasi come se facesse parte dell’ambiente, a cui non toglie nemmeno dello spazio utile.
«E’ uno dei primi esempi italiani di installazione fotovoltaica su terreno», ha dichiarato l’amministratore delegato di Solar Ventures, Michele Appendino, «Quando si dice che l’energia solare potrà coprire solo poche percentuali del fabbisogno complessivo – commenta ancora Appendino – è forse vero su un piano globale, quando si considerano i carburanti; ma a livello locale con un impianto come questo quasi si sopperisce ai bisogni di un singolo comune». Infatti, secondo la sua idea, se ogni comune installasse un impianto simile a questo, si risolverebbe in pochissimo tempo il problema dei combustibili fossili, perchè l’energia elettrica sarebbe già fornita dai moduli solari.

L’impianto dovrebbe durare minimo una ventina d’anni, ma si riuscirebbe ad ammortizzare il suo costo in appena dieci. A questo però va aggiunto l’aspetto ambientalista che questo impianto comporta, e cioè zero emissioni, zero costi di acquisto combustibile, nessuna scoria e possibilità di riutilizzare il terreno se si volessero dismettere gli impianti, in quando non verrebbe danneggiato dai pannelli.
Ma la Solar Ventures ha in progettazione, o già in costruzione, altri impianti simili in Puglia, Toscana e Sardegna, chissà se magari questa volta ci sarà veramente una svolta solare.

Commenti (3)

  1. Magari il terreno ci servirà per produrre il cibo: sciocchi.

    E’ molto meglio se i pannelli li applichiamo sui tetti dei capannoni e delle case.

    Attenzione alle pendenze: ho visto molti pannelli collocati troppo in piano e distrutti dal neviflusso (peso della neve e suo movimento sul tetto).

  2. Ne’favorevole ne’ contrario perche’ le informazioni sono contradditorie;i mie dubbi sono dovuti a:1)alto costo di costruzione e gestione di una centrale nucleare;2)i tempi di costruzione e la durata dell’operativita’;3)la dipendenza dall’estero per l’uranio che mi pare sia in esurimento,4)lo smaltimento delle scorie. Inoltre lo sviluppo in atto di fonti energetiche alternative ecocompatibili,potrebbero sostituire il nucleare,con un risparmio notevole sul piano economici / finanziario ed ottenere un migliore impatto ambientale

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