Test sugli animali, torture in nome della scienza

di Paola P. 26

Tutti gli essere viventi sono creature di Dio. Così può essere più o meno sintetizzato il diritto alla vita di animali, piante, umani così come è concepito dal Cristianesimo. Ebbene, in questa sede non vogliamo certo arrogarci di riuscire ad interpretare il divino volere meglio dei suoi rappresentanti sulla Terra, però è insito nella curiosità propria degli essere razionali porsi degli interrogativi. Del tipo: Dio sarabbe d’accordo che invece di utilizzare cellule staminali sterminassimo migliaia di scimmie, conigli, topi, gatti, cani, orsi, condannandoli a morire tra le sofferenze più atroci per dei test che nel 90% dei casi falliscono?

I test sugli animali, di questo parliamo oggi, delle torture ai danni di centinaia di cavie, rese cieche, fatte ammalare di Aids, delle malattie più rare, che su di essi, non essendo umani, hanno conseguenze ancora più terribili, moltiplicando il dolore ai limiti del sopportabile. Tutto in nome della ricerca scientifica.

E’ giusto che gli scienziati facciano il loro lavoro, ma se molti di questi esami in laboratorio sugli animali non hanno esito positivo, il motivo è davvero elementare. Una scimmia, un coniglio, un gatto non hanno le stesse reazioni dell’uomo alle malattie, ai virus.
Come l’uomo hanno però la stessa capacità di soffrire, di essere tristi rinchiusi a vita in una gabbia, di impazzire dal dolore, come l’uomo, hanno lo stesso diritto alla vita.

Certo si potrà obiettare che noi gli animali li mangiamo. Ma un conto è la sopravvivenza, prendere ciò che ci serve per vivere, un conto è la crudeltà. Eh si, perchè anche escludendo tutti gli esperimenti a fin di bene, per trovare terapie valide all’Aids, al morbo di Parkinson, ai tumori, che dire quando vediamo soffrire un povero coniglio per testare l’ennesima lacca per i capelli? Ne abbiamo davvero bisogno? E dei rasoi elettrici, perchè non testare sulla nostra pelle se funzionano, se prendiamo la scossa, se fanno male? Siamo noi a doverli usare, non loro. Loro che ci guadagnano?
Sappiamo tutti che il fumo di sigarette fa male, nuoce alla salute di te e di chi sta intorno ecc ecc, allora perchè costringere i primati a fumare per farli ammalare di cancro e morire?
Questo è assolutamente non scientifico. Vi lascio a queste immagini, che forse esprimono meglio di qualsiasi monologo indignato, la rabbia e l’impotenza di fronte a quello che chiamano il miracolo della scienza.

Commenti (26)

  1. Da quando mangiare animali è per la sopravvivenza? Non scherziamo, per favore. Si può vivere benissimo anche senza mangiare animali, anzi, una ricerca a settimana conferma che si vive pure meglio.

    Quindi direi che è ora di finirla con questa ipocrisia, perchè la carne non la mangiate per la sopravvivenza, la mangiate perchè è buona.

  2. Io non consumo carne, accade di rado e solo pollo, non mangio maiale, agnello, coniglio, cavallo ecc ecc le proteine le prendo dai legumi, comunque non giustificavo il consumo di carne, dicevo soltanto che un conto è uccidere un coniglio per mangiarlo un conto è per testare la lacca per i capelli, sono due episodi gravi ma tra i due cosa riterresti meno crudele?

  3. Brava Paola, è giusto che se ne parli. I test sugli animali sono una di quelle cose che mi fanno stare male. Io per aiutare la ricerca partecipo al progetto Folding@home, dove si usano i computer e NON animali, anche se (ahime) non sono sicuro che tali risultati vengano utilizzati SOLO da aziende contro questi test. Qui la mia discussione su un forum:http://forum.ubuntu-it.org/index.php/topic,177282.0.html

  4. Prima ho fatto una prova perché non riuscivo a postare un mio commento. Probabilmente era troppo lungo.
    Ciao ^^

  5. Grazie Nexso della costante presenza 🙂 leggerò quanto prima la tua discussione sul forum, per quanto riguarda le petizioni sugli scimpanzè in pericolo in Africa al momento non ho ancora trovato nulla A presto

  6. @ Paola Pagliaro:
    non la lacca sicuramente

  7. sono d’accordo solamente su un punto: che non è giusto testare prodotti cosmetici su animali. Per il resto intendo farmaci ma anche sperimentazioni a carattere medico, biologico i test devono assolutamente essere fatti.
    Se il 90% dei test falliscono allora che se ne facciano altrettanti finchè non si scopre un benedetto farmaco che possa far guarire un essere umano. Preferisco uccidere 1000 animali che un uomo. Non capisco davvero come facciate a non capire che se non sperimentassimo farmaci su animali adesso si potrebbe morire di polmonite. Avete coì tanta compassione per un gatto e non l’avete per dei bambini che in africa crepano per aids in quanto non c’è una cura.
    Un’altra cosa. Un essere umano non può sostituire carne animale con vegetali. L’evoluzione umana dice che siamo diventati quel che siamo mangiando oltre a frutta e verdure anche carogne di animali e crostacei. Ci vogliono millenni per un nuovo adattamento e per ora l’uomo non è pronto ad astenersi dalla carne. Anche non avendo basi scientifiche è facile da capire.

  8. Paola, la tua domanda è fuorviante. Non puoi giustificare le torture degli animali mettendo a paragone un’altra tortura. E’ ovvio che uno ti risponde “Beh, ovvio, meglio torturarli e poi mangiarli”.

    Ma dimentichi che tutte e due le cose non sono assolutamente indispensabili

  9. @ :
    primo gli animalo nn posso avere l’aids e se quei poveri bambini c’è l’hanno è tutta colpa nostra da quando siamo arrivati nella loro terra a rompere le palle e pure come gli indiani d’america sn morti per colpa nostra,la malaria ki la portata???noi europei, tutte le malttie sn colpe nostre anche se molte persone nn lo ammettono,noi abbiamo portato malattie in africa in america,quando loro quelle malattie nn le avevano…

  10. non è giusto uccidere gli animali perchè chi non vuole bene agli animali non vuole bene neanche a se stesso

  11. Ma te stai male!!!!!
    Come ti permetti di dire queste sciocchezze? Le foglie morte di cui stai parlando sono persone come te e la sensibilizzazione degli individui non avviene con l’atteggiamento di superiorità che stai adottando in questo post! Spero che tu sia stato arrabbiato in quel momento, perchè non si comunica con la provocazione o con sterili paragoni! @ :

  12. “quando abbandonerete il progresso”

    Sei davanti ad un computer, attaccato ad una rete elettrica. Vieni a dirmi che devo tornare a fare la contadina e poi mi rispondi via internet. Predicare bene e razzolare male.

    Per il resto, i test non sono giusti. Punto. Ci sono metodi alternativi e non si usano. Ci sono le leggi e non si rispettano. E pochi si prendono la briga di controllare se un prodotto sia testato.
    Finchè ci si volta dall’altra parte non cambierà nulla.

  13. Megli predicare bene e razzolare male che predicare male e razzolare male.

    Non è il tuo caso, Aryma, parlo in generale…

  14. Aryma ho scritto questo post dopo aver visto il video della Peta ed ero molto scossa, ammetto che dopo aver visto questo genere di immagini si può per un attimo perdere i lumi. Si sto attaccata ad un computer, comprato con gli incentivi per il risparmio energetico. Come vuoi che ti risponda, inviando una colomba 😉 ? Internet inquina come tutto ma amplifica anche dei messaggi positivi, perché parlare solo di cavolate e non utilizzare la rete per migliorare il mondo? Utopia? Forse… intanto io il mio orto lo coltivo sul serio e non ci trovo nulla di male a fare i contadini. Consumo carne una volta alla settimana. Uso la bici ogni giorno. Chiudo il rubinetto quando lavo i denti. Faccio la doccia piuttosto che il bagno. Compro il tonno che non uccide i delfini. Raccolta differenziata. Spegnere la luce. Sì sono piccole azioni, mi rendo conto. Ma tutti insieme non sono poi tanto piccole. Ti basta per capire che non predico bene e razzolo male oppure devo spedirti un cesto di pomodori biologici? 😉

  15. ah, ho moderato il secondo commento di anonimo, conteneva parolacce ed insulti che non sono ammissibili in un dibattito tra persone civili. Sono sicura che non mancherà a nessuno il suo inutile contributo ad uno scambio di opinioni che finora si era rivelato fruttuoso.

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