Apple rinuncia ai programmi ambientali e parte il boicottaggio

di Redazione 2

La Apple è sempre stata una delle aziende più impegnate al mondo dal punto di vista dei programmi ambientali. Per anni infatti i prodotti Apple sono stati sinonimo di rispetto per l’ambiente e la certificazione sono anche le varie infrastrutture aperte negli ultimi anni alimentate per gran parte dalle rinnovabili. La scorsa settimana però l’azienda ha deciso di cambiare radicalmente rotta, abbandonando definitivamente l’EPEAT, ovvero l’Electronic Product Environmental Assessment Tool, il programma sugli apparecchi ecologici.

Il motivo alla base della decisione è che il certificato EPEAT che in America viene rilasciato quando si rispettano determinati parametri non è applicabile agli ultimi prodotti di casa Apple, e per questo l’azienda ha deciso che né questi né i prossimi si sottoporranno a valutazione. Apriti cielo. L’EPEAT infatti è uno dei parametri secondo cui gli americani scelgono quale prodotto acquistare, ed oltre la normale mobilitazione da parte delle associazioni ambientaliste è scesa in campo addirittura la massima autorità di San Francisco che ha letteralmente vietato a 50 agenzie governative locali di acquistare computer Mac ed altri prodotti Apple.

Non che questa mossa possa pesare così tanto sulle tasche dell’azienda, la quale però subisce un ritorno d’immagine distruttivo. L’esempio di San Francisco potrebbe essere adottato da moltissime altre aziende e municipalità (il Governo americano richiede che il 95% dei suoi computer abbia il certificato EPEAT), nonché dai consumatori di tutto il mondo. E allora sì che sarebbero dolori. Per questo la compagnia ha rilasciato un comunicato in cui ribadisce che rispetta tutti i parametri ambientali per i suoi prodotti, è la più chiara di tutte in quanto ad emissioni di gas serra, ha alcune regole ancora più rigide di quelle EPEAT e che molti prodotti hanno tassi di efficienza energetica tra i più elevati d’America, dunque non è giusto prendersela soltanto per questa decisione. Basterà? Visto quanto monta la protesta probabilmente no.

Photo Credits | Getty Images

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