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Caccia: il Governo rischia di condannare a morte gli animali

cacciatore uccelli

L’Unione Europea nel 2006 ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia perché, in sostanza, nel nostro Paese si caccia troppo. La risposta del Governo è stata allungare ulteriormente i periodi di caccia. In questi giorni al Senato si discute su come reagire di fronte a questo problema, e soprattutto a seguito delle pressioni che giungono da Bruxelles. Il problema è che pare che il Governo sia orientato verso un ulteriore aggravamento della situazione.

Se attualmente infatti la stagione venatoria prevista va dal 1 settembre al 31 gennaio (5 mesi), l’articolo 38 della legge Comunitaria pare voler abbattere anche questo limite, lasciando campo libero ai cacciatori tutto l’anno. Ciò significa condannare a morte gli animali. Infatti verrebbero uccise prede anche nei periodi migratori, cosa vietata in tutto il mondo, e nel periodo di svezzamento dei cuccioli, quando non sono ancora in grado di cavarsela da soli. Per questo 100 associazioni animaliste e ambientaliste hanno scritto al Presidente del Consiglio, chiedendogli di fare qualcosa in merito.

Tra le associazioni compaiono le principali, Lipu, Amici della Terra, Enpa, Legambiente, Lav, Greenpeace e Wwf, ma anche diverse associazioni di cittadini che non vogliono vedere nelle loro campagne gente con un fucile in mano tutto l’anno, con il pericolo di sparare anche a bambini o a persone che per caso si trovano a passare da quelle parti. Spiegano le associazioni, nel documento congiunto:

L’articolo 38 dalla legge Comunitaria è un inganno all’Europa e ai cittadini italiani. Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perchè intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della legge Comunitaria. Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. Con il primo provvedimento del Governo che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera a un nuovo assalto, le chiediamo, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38.

Nella stessa maggioranza stessa ci sono dei parlamentari che non sono d’accordo con tale mostruosità. Vedremo se ancora una volta le lobby della caccia avranno la meglio su centinaia di migliaia di cittadini arrabbiati.

Fonte: [Corriere della Sera]

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