Emissioni: Gran Bretagna impone taglio del 50% entro il 2025

Per mesi si è dibattuto in Europa se porre il limite al taglio delle emissioni di gas serra al 20 o al 30% entro il 2020, con l’obiettivo di portarlo dal 50 all’80% entro il 2050. L’Italia è sempre stata tra i Paesi che cercavano di tirare verso il basso la valutazione, considerando troppo già il 20%, ma visto ciò che ha intenzione di fare la Gran Bretagna, tutte le nazioni dovrebbero impallidire.

L’idea è del Primo Ministro David Cameron che ha deciso di dimezzare le emissioni del suo Paese entro il 2025. Si tratterebbe così del progetto più ambizioso del mondo e che fa sembrare i nostri governanti piccoli piccoli. Il periodo di riferimento del taglio è il 1990, considerato anno cruciale in tutte le misurazioni, e su cui si basa anche il calcolo dell’Ue sul taglio auto-imposto e che, almeno per come stanno attualmente le cose, obbliga ogni Paese a raggiungere un -20% di emissioni entro il 2020, lasciando la possibilità di migliorare ulteriormente tale obiettivo su base volontaria.

Nissan Leaf NISMO RC, l’auto da corsa emissioni zero

Nissan Leaf NISMO RC

Nissan Leaf NISMO RC. Un’auto da corsa che mette d’accordo ecologia e adrenalina, così la descrivono in casa Nissan. RC sta per Racing Competition e Leaf, che ve lo dico a fare, la conosciamo tutti, come l’etichetta del primo veicolo al mondo a emissioni zero prodotto per il mercato di massa.

Un cuore a propulsione 100% elettrica alimentato da una batteria agli ioni di litio per la vettura che promette una competizione a ridotto impatto ambientale e che fa il suo debutto al New York International Auto Show del 2011.

Stoccaggio CO2: taglio emissioni del 26% entro il 2050

Con lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CO2), ovverosia con il cosiddetto sistema “Carbon Capture and Storage“, le emissioni totali in atmosfera potranno essere tagliate del 26% entro l’anno 2050. A farlo presente in data odierna è stato l’MSE, il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo che il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi, ha approvato alcuni Decreti, tra cui proprio quello relativo allo stoccaggio dell’anidride carbonica prodotta da impianti industriali e dalle centrali termoelettriche.

Trattasi, in accordo con quanto riportato dall’MSE, di un Decreto approvato in via preliminare che recepisce un’apposta Direttiva comunitaria, e varato dal Governo in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. Grazie al Decreto, in particolare, vengono fissate le norme da applicare per quel che riguarda la scelta dei siti, il trasporto e l’immagazzinamento delle emissioni nocive che, senza essere immesse in atmosfera, vengono iniettate in un sito geologico di confinamento dove le emissioni nocive per l’ambiente rimangono “intrappolate” per un periodo pari a ben 100 anni circa.

Puglia, inaugurato il primo impianto di stoccaggio di C02

Enel ha inaugurato questa mattina il nuovo impianto di stoccaggio di anidride carbonica, il primo progetto pilota in Italia, alla presenza del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Il progetto, finanziato per 100 milioni dall’Europa, si pone come obiettivo l’azzeramento delle emissioni di C02. L’impianto, presso la centrale termoelettrica di Cerano, in provincia di Brindisi, entrerà in funzione entro il 2012.

Banca MPS in prima linea per il carbon management

Nel settore finanziario MPS, Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena, è la prima società nella classifica relativa alle “carbon disclosure leader 2010“. A darne notizia nei giorni scorsi è stato proprio il Gruppo senese nel sottolineare come la società abbia quasi dimezzato negli ultimi cinque anni le emissioni. Inoltre, secondo quanto dichiarato dal responsabile pianificazione strategica, research e investor relations del Gruppo, Alessandro Santoni, entro il 2013 Banca MPS le emissioni sarà in grado di azzerarle.

Questo in forza ai finanziamenti che MPS ha concesso con la finalità di investimento per l’ambiente e per l’energia, di cui 400 milioni di euro solo nel primo semestre dello scorso anno. Non a caso, tra le imprese che prestano attenzione, ai fini del proprio business, alla gestione del cosiddetto “climate change“, Banca MPS è l’unica società italiana che risulta essere inserita nell’indice settoriale Carbon Disclosure Leadership Index. Monte dei Paschi di Siena è nota anche per aver inaugurato in passato, a Castelnuovo Berardenga (SI), la prima filiale di una banca che rispetta pienamente i canoni previsti dalle nuove strutture ecosostenibili.

Quanta CO2 produci? Te lo dice un’applicazione online

Finalmente saremo in grado di scoprire quanta CO2 emettiamo con le nostre attività. La General Electric ha appena pubblicato un sito internet che calcola le emissioni di ogni singola attività umana. L’obiettivo, oltre che creare curiosità, è evidentemente quello di far rendere conto ad ognuno di noi quanto inquiniamo, e magari farci correggere le cattive abitudini.

Il sito di Kataweb ha tradotto in italiano le attività più comuni, mentre su quello originale si va maggiormente nel dettaglio. In entrambi i casi però è facile intuire il tasso di inquinamento di ognuno di noi. Ad esempio se decidete di vedere un bel film, sarebbe preferibile guardarlo in tv, dato che un’ora davanti ad un televisore da 15 pollici produce 34 grammi di CO2, contro i 63 di un monitor per pc. Se poi avete un giardino, sapete quanto risparmiereste ad autoprodurvi della frutta?

Benzoapirene, Puglia approva limiti alle emissioni

Il Consiglio regionale della Puglia, con voto unanime da parte di maggioranza ed opposizione, ieri 22 febbraio, ha detto sì alla legge che limita le emissioni di benzoapirene, nocive per la salute pubblica, ad un nanogrammo al metrocubo.
Profonda soddisfazione è stata espressa dal presidente Nichi Vendola che ci ha tenuto a sottolineare come ieri sia stata scritta una bella pagina per la Regione, dimostrando che i veleni non sono un dato fatale ma possono essere combattuti.

Spiega Donato Pentassuglia, presidente della quinta commissione, ambiente e territorio, che i valori norma dovranno essere raggiunti nel più breve tempo possibile proprio per arginare le conseguenze sui cittadini ed alla luce dei principi di cautela contemplati nell’articolo 191 del trattato di Lisbona.

Genova è la città più sostenibile d’Italia

In questi giorni in cui si è parlato di Genova e della Liguria quasi esclusivamente per il Festival di Sanremo, ci sarebbe piaciuto che venisse citato un altro primato cittadino che dovrebbe costituire un vanto, specialmente per l’amministrazione comunale. La città genovese infatti è stata la prima in Italia ad ottenere il Certificato d’azione europeo per l’energia sostenibile.

Si tratta di un riconoscimento, arrivato in seguito al “patto dei sindaci”, firmato nel 2008, in cui sostanzialmente i primi cittadini dei Comuni di tutta Europa si impegnavano ad attuare il famoso obiettivo del 20-20-20 autonomamente, anche se il proprio Governo nazionale avesse deciso di non aderirvi. Questo significa voler ridurre del 20% le proprie emissioni di gas ad effetto serra, aumentare del 20% il risparmio energetico ed aumentare del 20% l’energia proveniente dalle fonti rinnovabili.

Smog a Brindisi, al via il progetto cattura e stoccaggio C02

Si è da poco concluso il meeting dedicato al progetto europeo Carbon capture and Storage dedicato all’inquinamento atmosferico e allo smog della città di Brindisi. Nella sede dell’ENEL della città pugliese, la Federico II, si è parlato di come abbattere i livelli di PM10 e di catturare e stoccare l’anidride carbonica con il progetto European Economic Recovery Programme.

L’incontro del Network Europeo, giunto alla sua quarta edizione, si è posto come obiettivo la promozione e lo sviluppo della tecnologia Cattura e Stoccaggio della C02, già in uso nelle capitali europee e a breve in partenza dalla sede ENEL della città pugliese.

Diplomazia impatto zero, calcolo delle emissioni per le ambasciate italiane

Diplomatici sì ma a basso impatto. In occasione dell’anniversario del Protocollo di Kyoto, anche le ambasciate cercheranno di ridurre l’impronta ambientale generando meno emissioni. Un progetto ambizioso, quello allo start oggi, denominato Diplomazia a impatto zero, promosso in Italia dall’Ambasciatore del Costa Rica, Ortuño Victory, e da LifeGate che collaborano dal 2002 per affrontare concretamente l’annoso problema dei cambiamenti climatici.

La campagna diplomatica per la riduzione delle emissioni vede coinvolte le 190 ambasciate presenti sul territorio italiano. Tutte riceveranno il calcolo dell’impatto ambientale generato dalle loro attività.

Impatto ambientale del cibo, un sito calcola quanto inquina la tua dieta

Di solito è difficile riuscire a farsi un’idea chiara e precisa della propria carbon footprint, ed in particolare della propria dieta. E’ difficile comprendere tutti i dati alla base della produzione alimentare e dei trasporti con una normale calcolatrice.

Mentre i vari calcolatori di emissioni di anidride carbonica che si trovano su internet possono darvi una vaga idea dell’impronta della vostra dieta, la ricerca di informazioni molto specifiche diventa più difficile. Fino ad oggi. Clean Metrics ha pubblicato uno strumento gratuito che potete usare per calcolare le vostre emissioni in modo da poter individuare i cambiamenti dettagliati che si possono apportare nella dieta per renderla più ecologica.

Emissioni, quali sono i Paesi più inquinanti? A sorpresa le Isole Vergini e Gibilterra

Qualche giorno fa ci siamo occupati di osservare la produzione di energia pulita da un altro punto di vista, non da quello quantitativo, ma dalla disponibilità di rinnovabili pro-capite per ogni nazione. Oggi osserviamo l’altro lato della medaglia, quello dell’inquinamento. Di solito quando si parla dei maggiori emettitori mondiali di gas ad effetto serra, la Cina e gli Stati Uniti sono inevitabilmente al primo posto della lista, ma proprio come per le rinnovabili, queste misurazioni rappresentano quelle dei due Paesi più grandi e popolosi al mondo.

Certo, ridurre la produzione di carbonio tra queste nazioni renderebbe un grandissimo favore all’ambiente, tagliando di parecchio le emissioni nel loro complesso, ma se si vanno a cercare i Paesi che, nel rapporto popolazione/emissioni fanno peggio, il quadro risulta completamente diverso. Il grafico di cui sopra (da questo link sarà possibile vederlo per esteso), mette a confronto le emissioni per nazione e quelle pro capite, a forma di piede per notare l’impronta che ogni Paese lascia sull’ambiente. Andiamo ad analizzare i dati.

Polveri sottili, a Torchiarolo Comune vieta di accendere stufe a legna e caminetti

Nel comune di Torchiarolo, in provincia di Brindisi, il monitoraggio del PM10 effettuato dall’ARPA Puglia, ha registrato il superamento dei valori soglia di polveri sottili per più giorni all’anno. Pensate che nei primi dieci giorni del 2011, i superamenti sono stati già otto, tantissimi se si considera che in un anno la normativa ne permette in tutto trentacinque.

Lo sforamento, non a caso, ha inizio in concomitanza con l’arrivo della stagione invernale e termina a primavera. A correre ai ripari per tutelare la salute pubblica ci pensa un’ordinanza a dir poco restrittiva del Comune, giunta il 13 gennaio scorso: i cittadini non potranno più accendere stufe e caminetti. Il divieto resterà in vigore fino al 31 gennaio prossimo.

Rifiuti per tagliare le emissioni di CO2

Una buona notizia arriva da uno studio promosso dalle Nazioni Unite: tagliare le emissioni di CO2 e attenuare in parte i cambiamenti climatici è possibile. Basterebbe che le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti in tutto il Mondo, cominciassero ad abbattere le emissioni di gas serra.

Il comparto rifiuti dovrebbe in primo luogo ridurre le quantità di materie prime utilizzate dall’industria, stoccare il carbonio e recuperare il metano prodotto dalle discariche per produrre combustibile e dunque energia elettrica. Come afferma Achim Steiner, direttore del Programma ONU per l’Ambiente (UNEP)

Il comparto rifiuti sta già operando per rendere minimo l’impatto di gas serra potenti come il metano, ma si tratta di iniziative su base nazionale. E’ arrivato il momento di passare ad un livello superiore e dare una risposta globale più coordinata, specie rispetto alle economie in via di sviluppo.