Si è da poco concluso il meeting dedicato al progetto europeo Carbon capture and Storage dedicato all’inquinamento atmosferico e allo smog della città di Brindisi. Nella sede dell’ENEL della città pugliese, la Federico II, si è parlato di come abbattere i livelli di PM10 e di catturare e stoccare l’anidride carbonica con il progetto European Economic Recovery Programme.
L’incontro del Network Europeo, giunto alla sua quarta edizione, si è posto come obiettivo la promozione e lo sviluppo della tecnologia Cattura e Stoccaggio della C02, già in uso nelle capitali europee e a breve in partenza dalla sede ENEL della città pugliese.
I primi progetti di stoccaggio della C02, il cosiddetto progetto Carbon Capture and Storage, risalgono agli anni ’90 ed oggi sono una realtà per molte industrie europee. I piani di salvaguardia ambientale seguono le norme guida dell’European Economic Recovery Programme e sono in parte finanziati dalla Commissione europea.
E’ difatti possibile catturare l’anidride carbonica e limitare i danni dei gas serra convogliando, catturando esattamente, l’anidride carbonica nei fumi degli impianti industriali mediante l’uso di filtri speciali. Una volta catturata la C02 viene liquefatta e stoccata in serbatoi sotterranei.
Nella città di Brindisi verrà inaugurato il più grande progetto pilota europeo su scala industriale per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica attraverso la post-combustione. Si tratta dell’unico progetto italiano finora realizzato e dell’unico processo antinquinamento in grado di essere abbinato ad una centrale già esistente. La città pugliese potrebbe divenire un modello per il resto del Paese nella lotta all’effetto serra e allo smog. E non a caso sarà l’impianto ENEL Federico II di Brindisi a dar vita al progetto, impianto che come sappiamo è tra i maggiori responsabili dell’inquinamento locale, con oltre 13 milioni di tonnellate di anidride carbonica immesse nell’atmosfera nel solo anno 2009.
[Fonte: AGI News]
[Foto: ilgiornale]