Alcuni detergenti domestici inquinano l’acqua e diventano cancerogeni per l’uomo

trattamento acque reflue

Gli scienziati dell’American Chemical Society hano segnalato di aver trovato la prova che alcuni ingredienti utilizzati nella composizione di shampoo, detersivi e detergenti per uso domestico possono essere una fonte di materiali precursori per la formazione di un contaminante sospetto cancerogeno che finisce nelle riserve di acqua che ricevono le acque reflue degli impianti di depurazione.

Lo studio getta nuova luce sulle possibili fonti ambientali di questo contaminante poco conosciuto, chiamato NDMA, che è fonte di preoccupazione costante per i funzionari della sanità. Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista dell’ACS Environmental Science & Technology.

E’ Torino la città più inquinata d’Italia nel 2010

mole antonelliana inquinata

E’ finito il tour del Treno Verde di Legambiente, ed i primi risultati che arrivano sono molto poco incoraggianti. Secondo i dati raccolti dall’associazione ambientalista, in collaborazione con il sito www.lamiaaria.it, il 35% dei capoluoghi di provincia italiani ha già raggiunto il limite dei giorni consentiti per legge di superamento del limite delle polveri sottili (35 giorni). Considerando che siamo appena ad aprile, il dato desta molta preoccupazione.

Nelle prime 97 giornate dell’anno, la città che ha sforato più di tutti il limite è Torino, che ha superato la quantità consentita di Pm10 (50 microgrammi per metro cubo) per ben 59 volte. Non sorprende più di tanto, dato che il capoluogo piemontese è uno dei più industrializzati d’Italia. Quello che sorprende è il dato delle due città che seguono, che nell’immaginario collettivo non sembrano poi così inquinate. Si tratta infatti di Frosinone che ha superato il limite per ben 57 volte, e Padova, 56.

L’America riprende a trivellare: che sta succedendo ad Obama?

trivellatrice

Se dal punto di vista umanitario (vedi riforma sanitaria), Obama ha fatto benissimo da quando è stato eletto presidente degli Stati Uniti, dal punto di vista ambientale è un completo disastro. Prima il flop del vertice di Copenaghen, dove ha preso impegni talmente scarsi da farlo risultare il peggiore al mondo, poi la riapertura di vecchie centrali nucleari sul proprio territorio, ed ora addirittura compie una mossa che nemmeno due seguaci del petrolio come Bush padre e Bush figlio sono riusciti ad attuare: trivellare le coste americane in cerca di petrolio.

Secondo il presidente americano, le motivazioni per cui compie questa azioni sono più d’una, ed hanno carattere economico, strategico e politico, ma intanto questa mattina gli ambientalisti si sono alzati talmente sbigottiti che probabilmente pensavano che stessero ancora sognando. Una scelta del genere, di punto in bianco, non se l’aspettava nessuno, ma significa che a breve lungo le coste americane, persino quelle in “pericolo” come quelle dell’Alaska, compariranno le trivellatrici brutte esteticamente e terribili dal punto di vista ecologico.

Un’isola di spazzatura si è formata nell’Oceano Atlantico

isola dei rifiuti

Se Cristoforo Colombo avesse percorso l’Oceano Atlantico oggi, avrebbe trovato un’isola molto prima di scoprire l’America. Ma se l’avesse trovata, siamo sicuri non ci sarebbe più tornato. Stiamo parlando della Great Pacific Garbage Patch, o in italiano la Grande Chiazza di Rifiuti del Pacifico. Così è stata soprannominata l’opera peggiore dell’umanità: un’isola grande tra 700 mila e 15 milioni di km quadrati (non è possibile stimarla con precisione perché le immagini satellitari non la captano) che fluttua al centro del secondo oceano più grande del mondo.

Ma non è fatta di sabbia, rocce e terreno, ma solo di plastica e altra immondizia che, fluttuando nel mare, viene trasportata da quattro diversi tipi di correnti nell’area corrispondente al Mar dei Sargassi. Immaginatevi dunque che spettacolo vedere un’area grande da due a 50 volte l’Italia, maleodorante e fluttuante.

Il satellite dimostra come l’inquinamento cinese viene sparso in tutto il mondo

inquinamento cinese

La crescita economica in gran parte dell’Asia è dotata di un effetto collaterale preoccupante: le sostanze inquinanti provenienti dalla regione sono “spruzzate” fino alla stratosfera durante la stagione dei monsoni. La nuova scoperta, effettuata in uno studio condotto dagli scienziati del National Center for Atmospheric Research, fornisce ulteriori prove della natura globale dell’inquinamento atmosferico e dei suoi effetti ben al di sopra della superficie terrestre.

Lo studio è stato pubblicato su Science Express. Per mezzo di osservazioni satellitari e modelli di computer, il gruppo di ricerca ha stabilito che gli schemi di circolazione estiva associati con il monsone asiatico rapidamente trasportano verso l’alto l’aria inquinata dalla superficie della Terra. Tali movimenti verticali creano un percorso di carbonio nero, anidride solforosa, ossidi di azoto e altri inquinanti che salgono nella stratosfera, a circa 20-25 miglia (30-40 km) sopra la superficie della Terra.

L’esposizione ai gas del diesel fa male ai bambini sin dalla gravidanza

camion diesel

Ridurre le emissioni di carbonio è estremamente importante, ma non deve far dimenticare altri importanti obiettivi come, primo fra tutti, il miglioramento della qualità dell’aria. Un nuovo studio intitolato “L’esposizione in utero ad una bassa concentrazione di gas di scarico diesel interessa l’attività locomotoria spontanea ed il sistema monoaminergico nei topi maschi” pubblicato in Particle and Fibre Toxicology ha studiato l’impatto dell’inquinamento diesel sulla salute sui topi. I ricercatori hanno osservato alcuni effetti preoccupanti (insieme a quelli che già conoscevamo, come i problemi respiratori e cardiovascolari).

Dallo studio si legge che:

E’ stato riportato che l’esposizione neonatale e tra gli adulti ai danni dello scarico diesel, induce alterazioni comportamentali nel sistema nervoso centrale. Recentemente, ci siamo concentrati sugli effetti dell’esposizione prenatale ai gas di scarico diesel sul sistema nervoso centrale. In questo studio, abbiamo esaminato gli effetti dell’esposizione prenatale alla bassa concentrazione dello scarico dei motori diesel sul comportamento e il sistema monoaminergico neuronale.

Hanno dunque esaminato casualmente dei maschi neonati le cui madri erano state esposte ad uno scarico di motori diesel o aria filtrata durante la gravidanza, e fatto osservazioni a intervalli di 10 minuti per la durata di 3 giorni.

Città del Messico torna a respirare

città del messicoLa buona notizia: Città del Messico torna a respirare. E se ce l’ha fatta la megalopoli più inquinata al mondo, ci sono buone speranze anche per tutte le altre. Abbiamo documentato spesso, con notizie e approfondimenti, il grave inquinamento atmosferico della metropoli centroamericana. E oggi, fortunatamente, siamo qui a rendere noto un cambio di tendenza più che positivo.

Sono passati solo pochi anni da quando il Forbes posizionò Città del Messico al quinto posto tra le megalopoli più sporche del mondo, e al primo posto per quanto riguarda invece il solo Nord-America. I dati diffusi in quell’occasione fecero rabbrividire: l’aria in città era irrespirabile per l’85% dell’anno con livelli di gas d’ozono superiori agli standard per circa 300 giorni.

Cap and trade: utile ma sbagliato

cappa di inquinamento

Tutti sanno che l’anidride carbonica è il principale gas a effetto serra che determina il cambiamento climatico. E tutti sanno che è un problema globale. Ora uno studio della Stanford University ha dimostrato che è anche un problema locale, dato che danneggia la salute degli abitanti delle città “molto più degli abitanti delle zone rurali”, a causa dell’effetto “cappa” del biossido di carbonio che si sviluppa sulle aree urbane.

Tale constatazione, ha detto il ricercatore Mark Z. Jacobson, espone una grave mancanza del cap-and-trade per la riduzione delle emissioni di gas che trattengono il calore, dato che non fanno distinzione sui diversi punti inquinanti d’origine. La scoperta fornisce anche la prima base scientifica per il controllo delle emissioni di biossido di carbonio locali in base al loro impatto sulla salute.

Le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera riprendono a salire nel 2010

emissioni

Non ci è voluto molto tempo. Le emissioni globali, dopo una fase di stallo a seguito della recessione mondiale cominciata nel 2008, la quale ha portato come unico beneficio il crollo delle emissioni da parte di molte nazioni, prima delle quali la più inquinante, gli Stati Uniti, sembrano ripartire. Il 2010 infatti ha registrato un nuovo rialzo della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, dopo un calo del 2009.

Secondo un rapporto della Reuters,

I livelli del principale gas a effetto serra nell’atmosfera sono aumentati a nuovi massimi nel 2010, nonostante un rallentamento economico in molte nazioni che ha frenato la produzione industriale, hanno mostrato i dati di lunedi. Il biossido di carbonio, misurato alla stazione di Zeppelin, in Norvegia, sull’arcipelago Artico di Svalbard, è salito a una media di 393,71 parti per milione nell’atmosfera nelle prime due settimane di marzo dalle 393,17 nello stesso periodo del 2009, che ha interrotto anni di incrementi.

Pm10: al Sud provoca più morti che al Nord

inquinamento palermo

Siamo ormai passati dalla classica affermazione “l’inquinamento fa male”, all’analizzare cosa significa inquinamento. Così, andando a scoprire tutte le varie sfaccettature di questo problema di cui non ci libereremo tanto presto, scopriamo che probabilmente il pericolo maggiore arriva dall’aria che respiriamo, ed in particolare dai Pm10, meglio conosciute come polveri sottili.

Secondo un’indagine effettuata da Epiair è risultato che queste particelle che entrano facilmente nelle nostre vie respiratorie e comportano diversi danni, tra cui anche alcuni tumori, fanno molto più male al Sud che al Nord Italia. In particolare, tra le prime 10 città analizzate in questa ricerca che verrà replicata e allargata per il periodo 2010-2012, pare che il Pm10 provochi maggiori danni nella città di Palermo, e minori in quella di Milano.

Può un particolare tipo di eucalipto essere cancerogeno?

Eucalyptus nitens

Un’incredibile notizia che, se venisse confermata, potrebbe essere molto più che preoccupante, arriva dalla Tasmania. Un medico australiano, un ecologo marino, e gli allevatori ostriche locali hanno lanciato un allarme qualche settimana fa su una vicina piantagione in monocoltura di Eucalyptus nitens. Secondo queste persone infatti, essa può essere la causa dell’avvelenamento delle riserve idriche locali, il quale ha causato tumori rari e mortalità elevata nelle ostriche lì allevate. Tuttavia, la tossina non deriva dai pesticidi usati per proteggere le colture dalle specie invasive, come originariamente si era pensato, ma sembra provenire proprio dagli alberi stessi.

La tossina è in realtà proveniente dagli alberi in monocultura

ha spiegato il biologo marino Marcus Scammell al giornalista del programma che per primo, in Australia, ha recepito l’allarme, e cioè lo show Today.

Il tabacco geneticamente modificato potrebbe assorbire le sostanze tossiche

tabacco geneticamente modificato

Non tutti gli OGM vengono per nuocere. Il tabacco potrebbe diventare la soluzione del futuro per quanto riguarda il problema dell’inquinamento delle acque. Questa pianta, lavorata per finire in una sigaretta, può provocare malattie, ma grazie a dei ricercatori britannici, potrebbe avere delle proprietà del tutto nuove, e tutt’altro che dannose.

In un nuovo rapporto di ricerca pubblicato sulla rivista The FASEB Journal, gli scienziati spiegano come hanno sviluppato un ceppo geneticamente modificato di tabacco che aiuta a temperare gli effetti dannosi delle sostanze tossiche che ristagnano nell’acqua, scientificamente conosciute come microcistina-LR (MC-LR), che rende l’acqua non sicura da bere, ma rende pericoloso anche il nuoto o la pesca nelle zone colpite. Questa pianta geneticamente modificata potrebbe servire come uno strumento fondamentale per aiutare a mantenere le fonti di acqua potabile ancora buone da utilizzare, soprattutto nelle nazioni in via di sviluppo.

Spreco di cibo: quanto ci costa in termini di riscaldamento climatico

cibo in discarica

Si stima che il 40% del cibo prodotto in America viene sprecato. Esso equivale a 1400 calorie a persona ogni giorno. E’ vero che negli Stati Uniti sono molto più spreconi che dalle nostre parti, ma le abitudini europee si stanno avvicinando sempre più a quelle americane, tanto da rendere la differenza davvero minima.

Secondo l’EPA, 31 milioni di tonnellate di cibo commestibile è gettato in discarica. Gran parte della produzione, mentre marcisce, è metano, il quale è circa 25 volte più potente rispetto al gas ad effetto serra del biossido di carbonio. Il sito internet di The Next Generation Food, un blog britannico,  stima che ogni tonnellata di rifiuti alimentari è equivalente a 4,2 tonnellate di CO2. Gli autori della ricerca concludono che, se semplicemente smettessimo di perpretrare sprechi alimentari, riusciremmo a risparmiare talmente tanto inquinamento da togliere dall’atmosfera l’equivalente delle emissioni di un quarto di tutte le automobili in America.

Inquinamento, donne più a rischio degli uomini

inquinamento donneLa scadente qualità dell’aria influisce negativamente sulla salute umana, a diversi livelli. Gli studiosi hanno scoperto che a soffrirne maggiormente sarebbero le donne, dato appurato basandosi sulle prestazioni in calo delle maratonete. Pare, infatti, che i tempi di esecuzione delle donne nelle maratone siano condizionati dall’inquinamento atmosferico.

A dirlo è uno studio effettuato dall’ingegnere ambientale Linsey Marr, della Virginia Tech.
I risultati della Marr provengono da uno studio approfondito che ha preso in analisi i tempi della maratona, i dati meteorologici e le concentrazioni di inquinanti nell’aria in sette maratone in un periodo di tempo da otto a ventotto anni. I tempi dei primi tre classificati maschili e femminili sono stati confrontati con il record storico della pista e con i livelli di inquinanti atmosferici, tenendo conto ovviamente delle alte temperature che hanno alterato le prestazioni prese in considerazione.