Cap and trade: utile ma sbagliato

di Marco Mancini 1

cappa di inquinamento

Tutti sanno che l’anidride carbonica è il principale gas a effetto serra che determina il cambiamento climatico. E tutti sanno che è un problema globale. Ora uno studio della Stanford University ha dimostrato che è anche un problema locale, dato che danneggia la salute degli abitanti delle città “molto più degli abitanti delle zone rurali”, a causa dell’effetto “cappa” del biossido di carbonio che si sviluppa sulle aree urbane.

Tale constatazione, ha detto il ricercatore Mark Z. Jacobson, espone una grave mancanza del cap-and-trade per la riduzione delle emissioni di gas che trattengono il calore, dato che non fanno distinzione sui diversi punti inquinanti d’origine. La scoperta fornisce anche la prima base scientifica per il controllo delle emissioni di biossido di carbonio locali in base al loro impatto sulla salute.

Non tutte le emissioni di anidride carbonica sono uguali. Come nel settore immobiliare, l’ubicazione è importante

ha spiegato Jacobson, docente di ingegneria civile ed ambientale e direttore del programma Atmosfera/Energia della Stanford. Egli ha rilevato che le cappe delle concentrazioni di biossido di carbonio maggiori, scoperte a formarsi sopra le città più di un decennio fa, causano l’aumento della temperatura locale, che a sua volta può aumentare la quantità di inquinanti atmosferici locali, aumentando le concentrazioni del livello di ozono che si ripercuote sulla salute dei cittadini.

Nelle sue osservazioni Jacobson ha notato un aumento del tasso di mortalità correlato all’inquinamento atmosferico in tutte le regioni prese in considerazione. I risultati dello studio sono stati presentati in un articolo pubblicato silla rivista Environmental Science and Technology.

Il cap-and-trade, approvato dalla Camera dei Rappresentanti degli USA nel giugno 2009, pone un limite alla quantità di gas serra che si possono emettere, autorizzando a commerciarli se c’è un contraente che ne emette di più e un altro di meno. Con questa logica, accusa Jacobson, i prezzi che riguarderanno una tonnellata di CO2 emessa nel bel mezzo del nulla, dove la densità abitativa è quasi zero, varrà lo stesso di una tonnellata emessa a Los Angeles, dove la densità di popolazione è altissima e la qualità dell’aria già scarsa.

La soluzione proposta dallo studioso dunque non è di eliminare del tutto il cap-and-trade, ma di far valere delle quantità più realistiche di quelle proposte nella legge.

Fonte: [Sciencedaily]

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