Da Katrina a Gustav, l’intensificarsi degli uragani è provocato dal riscaldamento degli oceani

di Paola P. 5

Che il surriscaldamento della Terra e delle acque fosse un fenomeno tremendamente rischioso per molte specie viventi e per l’equilibrio degli ecosistemi globali, era un fatto noto da tempo ad esperti e a chiunque guardasse più in la dei telegiornali, approfondendo temi che raramente vengono toccati, se non di striscio, dai principali network di informazione.
Basti pensare che la circumnavigazione dell’artico, resa possibile per la prima volta dallo scioglimento in massa dei ghiacciai, è stata presentata quasi come una bella notizia, e il viaggio intorno al polo disciolto probabilmente andrà ad arricchire le brochures delle agenzie di viaggio, magari con vicino una bella foto degli orsi morti che galleggiano dopo essere caduti dagli iceberg e aver smarrito la terraferma.
In effetti, per gli esemplari alla deriva di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa mostrandovi una foto davvero terribile, non c’è più nulla da fare.
Sembra infatti che siano destinati a soccombere e a morire di una morte atroce, vista l’impossibilità per gli ambientalisti del WWF di portarli in salvo, impossibilità determinata dalle difficili, per non dire impossibili, operazioni di salvataggio.

Per quanto riguarda il polverone mediatico sollevato dall’arrivo dell’uragano Gustav, che ha portato all’evacuazione in misura preventiva, dopo l’esperienza tragica di Katrina, della città di New Orleans, c’è da dire che poco si è detto su giornali e televisioni delle cause che stanno determinando l’intensificazione e l’aumento di  potenza degli uragani tropicali.
I ricercatori della Florida State University e dell’università Wisconsin-Madison hanno recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Nature uno studio che fa luce sui fattori determinanti il fenomeno.


Primo imputato, neanche a farlo apposta, è il riscaldamento delle acque degli oceani.
Gli studiosi hanno analizzato i dati raccolti dai satelliti relativamente alla velocità dei venti e alla durata dei cicloni in un arco di tempo che va dal 1981 al 2006.
L’esame statistico delle informazioni satellitari ha registrato un trend ascendente nella velocità dei venti nonchè un aumento degli uragani nell’area dell’Oceano Atlantico settentrionale e dell’Oceano Indiano settentrionale.

Secondo i calcoli dello studio, anche un aumento pari ad un solo grado della temperatura delle acque può portare ad un incremento senza paragoni dei cicloni: la frequenza globale degli uragani potrebbe aumentare del 31%, con una crescita annuale di 13-17.
Questa intensificazione trova una spiegazione nella teoria del calore come motore dell’intensità dei cicloni. Se le acque superficiali diventano più calde, gli oceani hanno a disposizione più energia, che rilasciano proprio nei venti tropicali dei cicloni, che diventano in tal modo più potenti e distruttivi.

Nei prossimi anni, gli uragani andranno ad intensificarsi ulteriormente, provocando danni che non potranno più essere taciuti o passati sotto silenzio come fenomeno naturale.
Questo tipo di surriscaldamento globale, qualsiasi cosa se ne dica, è tutto tranne che un fenomeno naturale: è provocato dall’uomo e solo l’uomo ha il potere di fermare l’autodistruzione della specie e del pianeta intero.

Commenti (5)

  1. Circa gli orsi “alla deriva”, è incredibile come possano avvenire le manipolazioni dei fatti. L’orso polare a cui si scoglie il ghiaccio sotto ai piedi è un’icona algoriana di successo. Tutti oramai temono per le sorti degli Orsi polari. Quello che nessuno sa però è che gli Orsi polari sono fortemente aumentati, passando da 5.000 a 20.000 esemplari in pochi anni e non corrono assolutamente pericolo di estinzione, a fronte del 90% del ghiaccio artico tuttora presente. (fonte: intervista a Sterling Burnett, titolare degli studi su clima e ambiente al National Center for Policy Analysis di Dallas, rilasciata alla Stampa di Torino del 3 febbraio 2006 e riportata nel libro: Che tempo farà – Falsi allarmismi e menzogne sul clima; di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, Piemme 2008). Inoltre, il WWF ha finalmente parlato, e facendolo ha in pratica confermato che è stato il giornale Daily Mail ad inventarsi quasi tutta la storia degli orsi in affogamento.
    Gli orsi sono stati avvistati una volta e poi non piu’. Non c’e’ nessun tentativo di salvarli, anche perche’ hanno ottime probabilita’ di riuscire a cavarsela da soli, potendo nuotare senza problemi per oltre 320 chilometri ! E non muoiono di fame, visto che si nutrono di pesci ! Non si sa neanche se fossero in mare perche’ il ghiaccio su cui stavano si e’ sciolto. etc etc
    Insomma tutta questa storia altamente drammatica e’ stata una bufala giornalistica.
    Ambientalismo di Razza

  2. L’orso polare a cui si scoglie il ghiaccio sotto ai piedi è un’icona algoriana di successo. Tutti oramai temono per le sorti degli Orsi polari. Quello che nessuno sa però è che gli Orsi polari sono fortemente aumentati, passando da 5.000 a 20.000 esemplari in pochi anni e non corrono assolutamente pericolo di estinzione, a fronte del 90% del ghiaccio artico tuttora presente. (fonte: intervista a Sterling Burnett, titolare degli studi su clima e ambiente al National Center for Policy Analysis di Dallas, rilasciata alla Stampa di Torino del 3 febbraio 2006 e riportata nel libro: Che tempo farà – Falsi allarmismi e menzogne sul clima; di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, Piemme 2008). Inoltre, il WWF ha finalmente parlato, e facendolo ha in pratica confermato che è stato il giornale Daily Mail ad inventarsi quasi tutta la storia degli orsi in affogamento.
    Gli orsi sono stati avvistati una volta e poi non piu’. Non c’e’ nessun tentativo di salvarli, anche perche’ hanno ottime probabilita’ di riuscire a cavarsela da soli, potendo nuotare senza problemi per oltre 320 chilometri !. Non si sa neanche se fossero in mare perche’ il ghiaccio su cui stavano si e’ sciolto. etc etc
    Insomma tutta questa storia altamente drammatica e’ stata una bufala giornalistica.
    Ambientalismo di Razza

  3. Grazie per il tuo prezioso contributo, è ovvio che bisogna distinguere tra invenzioni giornalistiche e fatti reali, le foto d’altra parte erano eloquenti… andrò immediatamente a leggere la smentita del Wwf, grazie per i suggerimenti bibliografici, tornerò a visitare il tuo sito
    Paola

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