Expo 2015 di Milano, la sostenibilità ambientale secondo il protocollo Leed

di Redazione Commenta

Arrivano i dati della prima analisi sulla sostenibilità ambientale dell’Expo 2015 di Milano: l’ICQM, organismo di parte terza, ha infatti reso noti i risultati della prima indagine sul sito espositivo e sull’Expo 2015 di Milano più in generale basandosi sul protocollo Leed. Vediamo nel dettaglio cos’è il protocollo Leed e quali sono i risultati dell’indagine sull’Expo.

L’analisi di ICMQ sul sito espositivo di Expo 2015 Spa si è basato anche sul protocollo statunitense di sostenibilità ambientale denominato Leed, ovvero Leadership in Energy and Environmental Design. Ricordiamo che già il dossier di registrazione dell’esposizione milanese al Bureau internazionale del 2010 conteneva l’impegno a realizzare l’esposizione di Milano secondo i criteri del sistema Leed, prendendo a riferimento più precisamente il protocollo Leed ND (Neighborhood Development 2009). Inoltre, si è anche scelto di far riferimento ai criteri Leed per le “piastre” e gli stessi padiglioni previsti all’interno dell’area dell’Expo 2015 di Milano.

In sostanza il protocollo Leed per la sostenibilità ambientale (elaborato dal GBCI, il Green Building Council Institute per la bonifica e il rinnovamento dei quartieri e per le costruzioni ex novo) è un sistema di misura che basandosi su indicatori prestazionali restituisce idee e buone pratiche orientate allo sviluppo sostenibile, all’urbanistica intelligente e all’ecoresponsabilità più in generale. I punti di analisi valutativa sono i seguenti: Smart Location and Linkage, Neighborhood Pattern and Design, Green Infrastructure and Buildings e Innovation and Design Process. Il punteggio totale teorico ottenibile è di 110 punti e l’area espositiva al momento, secondo ICMQ, potrebbe ottenerne 31. Si tratta, come anticipato, di una prima indagine provvisoria: il reale punteggio ottenibile lo si potrà eventualmente conoscere solo quando l’enorme cantiere dell’esposizione milanese sarà ultimato o quasi ultimato.

Oltre che giusto è interessante notare che questi primi risultati piuttosto incoraggianti non sono correlati alla volontà di Expo 2015 Spa di raggiungere una certificazione Leed ND. Tale obiettivo, purtroppo, viene considerato incompatibile con i vari obiettivi generali; tuttavia è stato comunque incaricato l’ICMQ di controlli periodici per la conferma dei dati parziali e la raccolta di nuove informazioni in merito al rispetto dell’ecosostenibilità del gigantesco cantiere chiamato Expo.

Come ha spiegato il DG di ICMQ Lorenzo Orsenigo,

Il nostro lavoro è consistito in un’analisi tecnica preliminare (Gap Analysis) volta a valutare la rispondenza dei criteri di progettazione e costruzione attuati all’interno del sito di Expo con i pre-requisiti obbligatori e i crediti del protocollo. Si è trattato di una verifica iniziale sull’esistenza o meno delle condizioni di partenza necessarie per procedere poi alle verifiche periodiche sul mantenimento dei requisiti. La verifica riguarda l’intera area, che si sviluppa su circa 90 ettari.

Si tratta di un lavoro notevole e ci auguriamo che i prossimi dati possano essere particolarmente positivi, a maggior ragione se consideriamo che il tema generale dell’Expo 2015 di Milano è Nutrire il pianeta, energia per la vita, e che moltissimi padiglioni e strutture sono progettate per incarnare al meglio i criteri di sostenibilità ambientale insiti nella tematica dell’esposizione, come ad esempio il padiglione della Romania di cui abbiamo parlato nel dettaglio alcuni giorni fa.

Photo credits | Padiglione Italia

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