Ghiacci artici spariranno entro 4 anni, parola dell’esperto

di Marco Mancini Commenta

Uno dei principali esperti di ghiacciai del mondo è convinto che entro 4 anni i ghiacci artici spariranno. Almeno durante la stagione estiva. Ad affermarlo è il Prof. Peter Wadhams dell’Università di Cambridge che ha predetto, testuali parole, un “disastro globale”. Alla fine non ci voleva un luminare per notare che, di anno in anno, durante il periodo estivo il ghiaccio artico si assottigliava sempre di più. Però una previsione così catastrofica non ce l’aspettavamo proprio.

Secondo Wadhams il cambiamento climatico non è più una cosa che avverrà nel giro di qualche decennio, ma ormai è realtà già oggi. Raccogliendo negli anni i dati sullo spessore dei ghiacciai sottomarini che passano sotto l’oceano artico, il professore britannico già diversi anni fa aveva predetto che nel 2007 si sarebbe spaccata l’enorme lastra che bloccava l’accesso a quelle terre incontaminate. Cosa che puntualmente si verificò.

Ma perché avviene tutto questo? La risposta è una sola: riscaldamento globale. Gli effetti sono una minor creazione di ghiaccio durante l’inverno ed una velocità di scioglimento maggiore durante l’estate. Questo ciclo c’è sempre stato nel corso dei millenni, ma ora è fortemente sbilanciato verso lo scioglimento. Ogni anno viaggiamo alla velocità di centinaia di migliaia di chilometri quadrati di ghiacci persi, ed anche quest’anno non ha fatto eccezione.

Secondo le previsioni del docente i ghiacciai artici sopravviveranno per almeno altri 50 anni, ma la prima estate in cui non ce ne saranno più (prima che si riformino durante l’inverno) sarà quella del 2016, durante il periodo agosto-settembre. Anzi, nella peggiore delle ipotesi questo avvenimento potrebbe accadere già nel 2015. Le conseguenze saranno terribili. Il Continente artico è composto in gran parte da permafrost, sedimenti congelati rimasti lì dall’Era glaciale. Se l’acqua si riscalda il permafrost si scioglie, rilasciando nell’aria enormi quantità di gas metano che è molto più dannoso per l’atmosfera della CO2. La conseguenza sarebbe un ulteriore accelerazione del riscaldamento globale con effetti evidenti in tutto il mondo.

[Fonte: the Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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