Le abitudini quotidiane che mettono alla prova la digestione

La digestione è una delle funzioni fisiologiche più importanti dell’organismo umano, legata non solo a fattori biologici, ma anche a comportamenti quotidiani poco sani legati alla tavola. In una società così frenetica, le abitudini alimentari stanno peggiorando sempre di più.

Gli impegni quotidiani e lavorativi ci portano spesso a mangiare in piedi, davanti a un pc o a uno smartphone e in tempi molto ridotti. La scarsa attenzione durante il pranzo determina molte problematiche, come una masticazione veloce che costringe l’intestino e lo stomaco a un superlavoro e che non invia al cervello la sensazione di sazietà. Queste cattive abitudini portano a problemi gastrointestinali che, a lungo andare, possono compromettere il benessere psicofisico generale.

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L’errata demonizzazione di determinati cibi

Problemi tipici come il gonfiore, la pesantezza o il bruciore di stomaco sono spesso associati all’assunzione di determinati cibi. In realtà non bisogna “demonizzare” alcun tipo di alimento, perché il corpo saltuariamente ha bisogno di ogni tipo di prodotto, compresi i fritti e i dolci spesso messi all’indice dei cibi “proibiti”.

Come dimostrato da diversi studi, in realtà anche il contesto, la frequenza e la modalità di consumo dei cibi incidono negativamente sul processo digestivo. Anche un alimento sano, se consumato in un ambiente stressante, risulta complicato da digerire, e lo stesso discorso vale per un pasto ingerito in pochissimi minuti.

Concentrarsi esclusivamente sulla composizione dei cibi e dei loro nutrienti è quindi sbagliato, poiché bisogna considerare tutti gli altri aspetti legati all’alimentazione, come la masticazione e lo stato psicologico del momento in cui si mangia. Ignorarli significa non avere un quadro complessivo del problema e quindi non avere gli strumenti necessari per contrastare le problematiche legate alla digestione.

Conoscere il proprio corpo per evitare errori a tavola

Una maggiore consapevolezza del proprio corpo aiuta sicuramente a mangiare meglio a tavola ed evitare disturbi digestivi ricorrenti. Ad esempio pasti consumati rapidamente, cene abbondanti a fine giornata e situazioni di stress prolungato rendono complicato l’assimilazione dei cibi e possono provocare alterazioni nel processo digestivo.

Una cosa sbagliatissima è, ad esempio, mangiare tanto la sera, magari perché il pranzo è stato oltremodo leggero e frugale. Così facendo si sovraccarica l’apparato digerente in un momento in cui il metabolismo rallenta fisiologicamente per prepararsi al riposo notturno.

In sostanza si fa più fatica a digerire quello che si è mangiato e si favoriscono problemi tipici come il reflusso gastroesofageo. Sarebbe opportuno seguire queste tre regole, diventate uno slogan per una corretta alimentazione: colazione da re, pranzo da principe e cena da povero. Per integrare ancora meglio la propria alimentazione, si può ricorrere a rimedi per l’acidità di stomaco, purché siano prodotti naturali che favoriscono la digestione.

Bisogna seguire anche un ritmo di vita meno stressante, quindi è sufficiente adottare alcune “best practices” come staccare il cellulare quando si è concluso il lavoro, godersi del tempo di qualità con i propri cari e concedersi qualche attività sportiva oppure hobby che aiutano a rilassarsi.

I profili maggiormente a rischio

Ci sono alcuni profili più a rischio, che a maggior ragione dovrebbero seguire una vita più regolare e un’alimentazione più oculata. Tra questi ci sono chi lavora su turni, chi tende a saltare i pasti e chi conduce una vita sedentaria, tutti soggetti maggiormente esposti a problematiche di natura digestiva.

I turnisti, ad esempio, sono costretti a mangiare a orari diversi ogni settimana, mandando in tilt il corpo. Non è certo positivo mangiare in orari notturni, quando il corpo non è programmato per digerire, provocando criticità tipiche come il gonfiore.

Altra pratica scorretta è saltare i pasti, soprattutto la colazione e il pranzo, situazione che determina un accumulo di succhi gastrici a stomaco vuoto e che di conseguenza sfocia in abbuffate sregolate nel pasto successivo per mettere a tacere la fame.

Altro fattore di rischio per il benessere personale, ma in generale per la salute, è l’eccessiva sedentarietà. La sedentarietà favorisce la stitichezza e il meteorismo, mentre la prolungata posizione seduta comprime l’addome, ostacolando il transito del cibo.

Un nuovo approccio per un’alimentazione più sana

Non serve quindi seguire diete drastiche, che in alcuni casi piuttosto che risolvere il problema lo peggiorano, ma semplicemente approcciarsi in modo più sano e consapevole all’alimentazione.

Come già accennato non bisogna quindi “demonizzare” alcun alimento, né tanto meno fare una lista di cibi “vietati”. La cosa da fare è ragionare sulla quantità dei cibi, sulla distribuzione dei pasti e sui momenti della giornata in cui certi alimenti vengono tollerati e assimilati meglio dal corpo.

Eliminare del tutto alcune classi di alimenti, come carboidrati o latticini, si rivela spesso non solo inutile, ma controproducente, poiché il corpo andrà a cercare altrove quei nutrienti di cui ha comunque bisogno.

È quindi opportuno consumare nelle ore centrali del giorno gli alimenti che richiedono un maggiore impegno digestivo, assicurandosi di far trascorrere almeno 2 o 3 ore tra l’ultimo pasto e il momento in cui andare a dormire. Spostare l’attenzione dal cosa mangiare, al come e quando mangiare, aiuta a mantenere in salute il proprio apparato digerente in modo naturale e sostenibile nel tempo.

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