Il blu: nuovo colore del deserto

di Redazione 1

Arriva dal satelitte della Nasa “SeaWiFs” la notizia allarmante sugli effetti dell’aumento della temperatura delle acque. Se pensando al colore blu, ci viene in mente il mare e gli stupendi fondali marini degli oceani; oggi il blu cupo visto dallo spazio diventa il colore del mare senza vita.



I dati raccolti dal satellite evidenziano come dal 1996 ad oggi, ci sia stato un aumento progressivo della mortalità delle specie marine che porta conseguentemente all’aumento delle presenza di terre aride sul nostro pianeta. Si conta infatti un aumento del 40% in più dei deserti sulla superficie terrestre.

Lo studioso statunitense del National Marine Fisheries Service, Jeffrey Polovina, ha affermato: “Abbiamo osservato questo fenomeno in tutti i grandi oceani. Ma nessuno dei nostri calcoli aveva previsto un progresso così rapido. Negli ultimi 9 anni i deserti si sono estesi con una rapidità 10 volte superiore al previsto”.

Jeffrey è l’autore di uno studio sugli oceani che verrà presto pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

Le parole dello studioso ci fanno capire come il colore verde-clorofilla, segnale di vita nelle acque, stia lasciando il posto ad una forma di deserto marino sempre più estesa e che va ad espandersi per tutta la superficie terrestre. Naturalmente il riscaldamento delle acque non è per noi una cosa nuova, la novità preoccupante, che troviamo nelle parole dello statunitense è come il fenomeno stia raggiungendo dimensioni allarmanti.

Sembra inoltre che in Italia la situazione sia ancora più grave. Infatti alle affermazioni del Polovina si aggiungono le parole di Silvio Greco, un ricercatore al lavoro presso l’istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica rivolta al mare, che non sono assolutamente rassicuranti. Dice il Greco: “L’interruzione della circolazione dell’acqua agisce su un ecosistema già compromesso da pesca eccessiva e inquinamento”.

Il problema principale arriva infatti dalla riduzione notevole di circolazione delle acque nei nostri mari, conseguenza della mancanza di variazioni climatiche forti; basti pensare come negli ultimi anni le nostre temperature invernali siano state molto superiori alle medie stagionali del periodo.

La mancanza di inveri rigidi, non permette quell’abbassamento delle acque superficiali in cambio dell’innalzamento delle acque dei fondali che più calde, portano in superficie gli elementi nutritivi di cui sono ricche.

Purtroppo i dati non lasciano dubbi, ogni anno i cosiddetti deserti blu, aumentano la loro superficie di ben 800 mila chilometri quadrati.

Commenti (1)

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