
Si è riaccesa la paura per il nucleare in Europa. Ieri pomeriggio, verso le 17.30 ora italiana, si è verificato un incidente, in Slovenia, alla centrale nucleare di Krsko, distante, in linea d’aria, circa 130 chilometri da Trieste. A lanciare l’allarme, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata la Commissione Europea che ha allertato tutti gli Sati membri. L’allerta è scattata in seguito alla comunicazione dell’incidente al sistema d’allerta dell’Ecurie (European Community Urgent Radiological Information Exchange). I responsabili della centrale fanno sapere che si è verificata una fuoriuscita di liquido nel circuito di raffreddamento dell’impianto. È stata attivata tempestivamente una procedura di spegnimento sicuro dell’impianto,che durerà diversi giorni e servirà per stabilire le cause dell’incidente ed effettuare le riparazioni.
In tarda serata l’Unione Europea fa sapere che l’allarme è rientrato, affermando che nessuna fuga radioattiva è stata riscontrata nell’ambiente circostante. Le rapide rassicurazioni non sono servite però a frenare la paura degli europei e gli ecologisti hanno fortemente ribadito il loro no al nucleare.
In Italia, l’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente) ha diramato un comunicato in cui viene scongiurato il rischio per il nostro paese: la situazione alla centrale è sotto controllo e non si è avuta nessuna conseguenza per l’ambiente esterno. Anche il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali tranquillizza gli italiani ribadendo che l’incidente ha interessato esclusivamente la centrale di Krsko, poiché il liquido fuoriuscito dall’impianto si è riversato in un’apposita vasca che lo ha assorbito completamente senza alcuna emissione nociva all’esterno. Il Ministero fa, inoltre, sapere che in Italia la vigilanza resterà comunque alta.
La centrale di Krsko è attiva dal 1983, è di seconda generazione, e si tratta di una centrale a doppio circuito ad acqua pressurizzata. Sfruttata contemporaneamente da Slovenia e Croazia, produce il 20% dell’elettricità consumata in Slovenia e il 15% di quella utilizzata in Croazia.
Secondo gli ambientalisti, l’incidente alla centrale nucleare in Slovenia, considerato tra quelli ritenuti possibili, deve essere un avvertimento sul pericolo rappresentato dal nucleare, del cui ritorno tanto si sta parlando in Italia, ed invitano a riflettere attentamente sul da farsi.