Inquinamento: è guerra Legambiente-Basilicata sui dati di Goletta Verde

di Marco Mancini 1

Prima o poi doveva capitare che qualcuno contestasse i dati di Goletta Verde, ed il ruolo di “ribelle” è toccato alla Basilicata, ed in particolare ai rappresentanti dei Comuni balneari della Provincia di Matera che protestano in quanto, per dirla in breve, i dati di Legambiente sarebbero imprecisi e “approssimativi”, come denunciano i vertici regionali. Il contrasto arriva tra i dati provenienti dalle rilevazioni della barca dell’associazione ambientalista che ogni anno fa il giro delle coste italiane, e quelli provenienti dall’Arpab (Agenzia Regionale Ambientale della Basilicata) che mostrano in molti casi valori differenti, ed anche di molto.

Il primo terreno di scontro sono le aree balneabili intorno a Nova Siri e Metaponto, tra le più famose d’Italia, le quali secondo Legambiente non avrebbero depuratori a sufficienza per il forte afflusso turistico della stagione estiva, mentre i rappresentanti regionali affermano non solo che gli impianti sono sufficienti, visto che riescono a coprire 20 mila utenze, a fronte dei circa 13 mila effettivi, ma che negli ultimi anni sono stati attivati 3 depuratori molto efficienti che hanno risolto il problema dell’inquinamento marino che, effettivamente, fino al 2009 esisteva.

Altro terreno di scontro è il luogo della rilevazione. Mentre l’Arpab segue la legge e fa rilevazioni nei tratti balneari che, in quanto turistici, sono serviti dagli impianti di depurazione, Goletta Verde effettua i suoi campionamenti in aree generiche, anche in quelle in cui non arriva l’azione del depuratore. Per questo i risultati sarebbero falsati. E quali sono questi risultati?

Gli enterococchi fecali nell’area a 150 metri dall’idrovora sarebbero di 18 Ufc/100 ml per l’Arpab, mentre per Legambiente superano i 100 Ufc/100 ml che è la soglia di legge; stesso discorso per l’Escherichia coli e per gli enterococchi intestinali (che per Legambiente sarebbero circa il triplo di quanto denunciato dall’Arpab). Dunque a chi credere? Nella serata di ieri è arrivata anche la risposta dell’associazione che ha svelato l’arcano: le rilevazioni sono state effettuate in punti diversi, e cioè quelle dell’Arpab nella zona balneabile mentre quelle di Goletta Verde in aree di scarico dei depuratori, come specificato nella nota:

il nostro monitoraggio è un’istantanea rappresentativa esclusivamente del punto monitorato e non vuole assolutamente sostituirsi al ruolo dell’Arpab e degli enti preposti a stabilire la balneabilità o meno dei tratti di costa, cui rimandiamo per eventuali informazioni.

Stesso discorso per le rilevazioni effettuate sul fiume Busento. La conclusione della vicenda è semplice: fare il bagno nelle aree attrezzate non fa correre pericoli, ma nelle altre il rischio c’è.

Commenti (1)

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