No alla presenza di carne clonata sulle nostre tavole

di Redazione 2

Da un’indagine dell’Università di Hannover sui salmoni confezionati è emerso che spesso presentano una concentrazione di batteri, tra cui le listerie, molto superiori al consentito. Contaminazioni che possono causare mal di pancia, vomito, diarrea, e, in taluni casi, provocare nelle donne in gravidanza persino l’aborto. Pare che la causa della contaminazione sia da imputarsi alla scarsa igiene nei processi produttivi. L’ agenzia americana Fda e l’ Agenzia europea per la sicurezza alimentare, Efsa, avevano vagliato l’ipotesi di consentire la vendita di latte e carne clonati. Nella relazione dell’Agenzia europea, si leggeva che, nonostante i casi di malattia e mortalità precoce negli esemplari clonati siano significativamente più alti di quelli osservati negli animali riprodotti convenzionalmente, il metodo della clonazione sarebbe potuto essere usato con successo per maiali e bovini. Tuttavia nella consultazione pubblica avviata dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, Coldiretti e Slow Food Italia hanno espresso in maniera definitiva parere negativo sulla possibilità di autorizzare la produzione e la commercializzazione in Europa di prodotti derivanti dalla clonazione animale,annunciandolo in occasione della conclusione della fase di consultazione aperta sul progetto di parere presentato dall’EFSA.


L’impossibilità, in ragione dell’attuale livello delle informazioni disponibili, di prevedere le conseguenze di questa scelta a lungo termine, oltre che nella violazione di quanto disciplinato a livello europeo in materia di benessere animale.
Gli esperimenti condotti finora su animali clonati dimostrano che le loro condizioni di vita non rispettano i principi di base del benessere animale, violando la stessa normativa europea in materia, per esempio rispetto alla funzionalità del sistema immunitario, ai livelli di crescita e di fertilità.

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