Nucleare, Gran Bretagna divisa tra abbandono o prosecuzione del programma

di Marco Mancini 4

A giorni è attesa una decisione storica per la Gran Bretagna. Da decenni non viene costruita una centrale nucleare nell’isola, e di qui a breve qualcosa potrebbe cambiare. La EDF, la più famosa compagnia energetica al mondo che si basa sul nucleare, dopo l’addio all’atomo della Germania ha riposto tutte le sue speranze nel Regno Unito. Sta facendo pressione per ottenere tutte le autorizzazioni alla costruzione di una centrale, e così se queste arrivassero determinerebbero una politica di continuità sul nucleare, ma se fossero negate potrebbe trattarsi del primo passo verso l’uscita.

Di fatto è ciò che gli chiedono i britannici. Già qualche settimana fa le analisi territoriali per la costruzione di una centrale furono bloccate dalla popolazione civile che non fece nemmeno avvicinare al sito interessato gli esperti e gli addetti alla sicurezza. Da anni la gente chiede di uscire dal programma nucleare, e dopo Fukushima le richieste si sono fatte ancora più pressanti. La politica però prima ha fatto finta di nulla, ma di fronte alle proteste non ha più potuto fare orecchie da mercante e sta valutando un possibile addio all’atomo. L’incertezza va avanti da oltre un anno e così ora ci si ritrova tra due fuochi, con la EDF che spinge da una parte e la popolazione che preme dall’altra.

La EDF chiede garanzie sullo smaltimento dei rifiuti e sullo smantellamento dell’impianto a fine vita (insomma, la solita storia che i costi sono statali e i ricavi privati), nonché la garanzia di avere un contratto a lungo termine. A suo favore l’amministratore delegato Vincent de Rivaz afferma che questo progetto creerà tanti posti di lavoro quanti ne ha creati l’Olimpiade di Londra.

Dall’altra parte però sono le aziende del rinnovabile a protestare perché temono che gli aiuti alle grandi imprese “spremano” quelle piccole. Il dubbio del Governo ora è su come la popolazione potrebbe prendere la decisione di far costruire una nuova centrale. Le proteste delle scorse settimane sono state veementi, e dare l’ok a questa significherebbe sbloccare i progetti che per ora rimangono sospesi di altre due compagnie, la GDF Suez e la Iberdrola. Al momento purtroppo sembra che il Parlamento propenda verso l’autorizzazione, e sta cercando soltanto il metodo più indolore per concederla.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

Commenti (4)

    1. per forza dice l’esatto opposto, è il sito dell’edf!

    2. perchè……le associazioni ambientaliste che hanno commissionato questo non hanno i loro interessi in gioco? greenpeace in primis?
      http://www.scotsman.com/scotland-on-sunday/opinion/letters/wind-power-poll-raises-suspicions-1-2277689@Marco Mancini:

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