Nuova Zelanda, si teme disastro ambientale

di Valentina Ierrobino Commenta

La nave incagliata nelle coste della Nuova Zelanda la scorsa settimana si sta per spezzare: l’inclinazione della Rena è passata da 12 a 18 gradi, cominciano a vedersi crepe e aperture lungo lo scafo, come racconta il premier John Key, in visita nell’area

Abbiamo identificato fratture da stress nello scafo quindi non possiamo escludere il rischio che la nave si spacchi e affondi, riversando in mare altre 1.300 tonnellate di petrolio.

Finora sono fuoriusciti in mare circa 300 tonnellate di idrocarburi che si sono riversati lungo le spiagge della Baia dell’Abbondanza, ma si teme il peggio. Ci sono ancora 1.368 container nella nave, tra cui 11 che contengono sostanze pericolose, e 70 sono caduti in mare.

Il capitano della nave container, arrestato e rilasciato su cauzione, è sotto inchiesta con l’accusa di aver gestito male la situazione e di aver creato rischi non necessari. Come informano le autorità guidiziarie della Nuova Zelanda, l’uomo potrebbe finire in carcere per un anno e pagare una multa di 10mila dollari neozelandesi, che corrispondono a circa 5.700 euro.

Nel frattempo le associazioni ambientaliste si interrogano sui probabili danni all’ambiente e all’ecosistema marino qualora la nave container dovesse spezzarsi e riversare il suo carico in mare. Uno dei primi effetti del disastro ambientale potrebbe essere la morte di uccelli e mammiferi marini che ingurgiteranno gli idrocarburi e inaleranno le esalazioni del petrolio. Un’altra causa della morte degli uccelli potrebbe essere l’ipotermia causata dal petrolio che ricopre il piumaggio. Finora sono quattro gli uccelli marini trovati morti dai volontari e militari che operano sulle spiagge in cui si sta riversando la marea di greggio. Danni collaterali al disastro ambientale sono previsti anche nei fondali marini dove gli idrocarburi si depositeranno; mentre danni a lungo termine si potranno riscontrare su balene, cetacei, uccelli marini e mammiferi, ossia sugli organismi ai vertici della catena alimentare che si ciberanno di pesci e molluschi contaminati.

[Fonti: Il Corriere della Sera; La Stampa]

[Photo Credit | Thinkstock]

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