No all’olio di palma in Francia, e la Nutella ne paga le conseguenze

di Redazione Commenta

L’olio di palma è dannoso per la salute dell’uomo e delle foreste. Migliaia di alberi vengono abbattuti nelle aree incontaminate per far spazio alle coltivazioni di palma che comportano una serie di disagi all’ecosistema di cui sono estranee. Tutto ciò è ben noto alle multinazionali che lo utilizzano, ma per una mera questione economica, non se ne interessano e continuano ad investire in questa direzione. Per questo ora la Francia ha deciso di usare la mano pesante e super-tassare tutti i prodotti contenenti l’olio di palma.

Per qualcuno può sembrare una mossa protezionistica (e dalla Francia c’è da aspettarselo) visto che finora tutti i prodotti che sono stati al centro del mirino della super tassazione sono stranieri. Dalla Coca Cola alle altre bevande zuccherate, passando per le sigarette e proprio la Nutella che contiene l’olio di palma, sono tutti prodotti non made in France. Insomma, c’è chi storce il naso visto che gli aiuti di Stato alle compagnie interne non sono permessi dall’UE, ma bisogna anche ammettere che non hanno tutti i torti.

Produrre olio di palma provoca deforestazioni massicce che compromettono l’ecosistema

ha affermato il Ministro delle Finanze Jerôme Cahuzac, uno dei più accaniti sostenitori di questa legge che, se passerà, aumenterà del 300% la tassazione sui prodotti che contengono olio di palma. Un prodotto che è completamente importato dall’estero e che quindi mira a ridurre le importazioni. Insomma, non vorremmo che per meri giochi politico-economici si utilizzi la bandiera dell’ambientalismo e del salutismo, anche se bisogna ammettere che da anni in tutto il mondo ci si batte contro l’olio di palma.

Il senato francese chiede di sostituire le sostanze dannose come questa, che contengono grassi acidi saturi, con altre che non comportino disagi per la salute. Vedremo se almeno così le grandi multinazionali saranno stimolate a ridurre o eliminare questi prodotti che fanno male a tutti, tranne che ai loro portafogli.

[Fonte: Corriere della Sera]

Photo Credits | Getty Images

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