Nestlé si impegna a non distruggere più la foresta pluviale

di Marco Mancini 1

La battaglia contro la distruzione delle foreste per l’olio di palma di Greenpeace si può dire ufficialmente vinta. Uno dei più grandi produttori di cibo e bevande del mondo, la Nestlé, ha promesso di smettere di usare l’olio di palma legato alla distruzione della foresta pluviale. Il monitoraggio dell’impegno è stato affidato a The Forest Trust (TFT) che farà in modo che nessun prodotto provenga da imprese che possiedono o gestiscono “piantagioni ad alto rischio o aziende legate alla deforestazione”.

Nestlé e TFT hanno lavorato insieme sui criteri che garantiscano sugli acquisti riguardanti l’olio di palma. Essi infatti devono:

  • Essere derivati da piantagioni e aziende che operano nel rispetto delle leggi e dei regolamenti locali;
  • Proteggere l’alto valore di conservazione delle zone forestali;
  • Ottenere il libero consenso preventivo e informato delle comunità indigene e locali per le attività sulle loro terre;
  • Proteggere le torbiere;
  • Proteggere le foreste dall’alto “valore di carbonio”.

L’impegno di Nestlé arriva dopo diversi mesi di pressione, effettuati da Greenpeace e non solo, che sottolineva la natura ecologicamente e socialmente insostenibile della maggior parte della produzione di olio di palma in Indonesia e in Malesia. L’attivista forestale di Greenpeace, Rolf Skar, ha così espresso il suo pensiero:

Siamo felici che la Nestlé intenda dare agli orangotango una pausa e invitiamo altri distributori internazionali come Carrefour e Wal-Mart, a fare lo stesso. Fin dall’inizio della nostra campagna, centinaia di migliaia di persone hanno contattato Nestlé per dire che non acquisteranno i prodotti legati alla distruzione della foresta pluviale.

Nestlé ha poi tenuto a precisare che la sua politica vedrà entro il 2015 la totalità degli acquisti di olio di palma provenire da fonti sostenibili, passando dal 18% a circa il 50% entro la fine del 2011. Anche se questo impegno si applica solo alle palme da olio, Nestlé ha indicato che si tratta di studiare le sue catene di fornitura, per determinare un obiettivo ambizioso allo stesso modo per la cellulosa e la carta che utilizza.

Fonte: [Treehugger]

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