Bracconaggio, 40 anni di carcere ad un cacciatore, nuove speranze per gli animali a rischio?

di Marco Mancini Commenta

Dopo tanti anni in cui si dibatte sulle contromisure per ridurre o eradicare del tutto il fenomeno del bracconaggio, finalmente qualcosa si sta muovendo. La novità più eclatante (ma non è l’unica) è arrivata nei giorni scorsi quando in Sudafrica un bracconiere tailandese, Chumlong Lemtongthai, uno dei principali trafficanti di ossa di animali del mondo, è stato condannato a ben 40 anni di carcere per aver esportato corna di rinoceronte, nonostante sia una specie protetta.

Lui stesso ha ammesso di far parte di un’organizzazione illegale più vasta che si occupa di fornire le corna del rinoceronte bianco ai collezionisti di mezza Asia, e di organizzare battute di caccia con suoi connazionali nelle aree protette. Negli ultimi anni in alcune zone dell’Asia, ed in particolare in Vietnam, sono aumentate enormemente le richieste di corna dei rinoceronti, ma anche degli elefanti, oltre che per mostrarle come trofei, anche per la medicina tradizionale cinese secondo cui si possono trarre unguenti miracolosi in grado di migliorare le prestazioni sessuali, curari i postumi di una sbornia e addirittura curare il cancro. Per questo negli ultimi anni la richiesta è salita a tal punto da arrivare nel 2012 a 450 animali uccisi nel solo Sudafrica.

Questo allarme ha costretto molte organizzazioni ad intervenire e così è notizia proprio di questi giorni che alcune organizzazioni di intelligence americane, asiatiche e africane si sono unite per tentare di contrastare il fenomeno del bracconaggio. Ciò è stato possibile perché il bracconaggio è stato “elevato” a grado di pericolo per la sicurezza nazionale dal precedente pericolo per l’ambiente. Per questo ora gode di maggiore attenzione da parte della comunità internazionale, e maggiori risorse possono essere investite in questa direzione.

La prossima settimana Hillary Clinton si recherà per conto di Barack Obama a Phnom Penh, in Cambogia, per il vertice delle nazioni del Sud-Est asiatico per discutere anche di questa minaccia. La minaccia per la sicurezza deriva anche dal fatto che le popolazioni locali vengono spaventate da questi veri e propri gruppi paramilitari che arrivano anche ad uccidere chi si oppone alla strage di rinoceronti, e per questo verranno messe in campo tutte le risorse disponibili, compresi elicotteri e visori notturni. Verranno attivati anche nuovi controlli alle agenzie doganali e verrà messa in campo anche l’Interpol. Vedremo se anche così i cacciatori senza scrupoli riusciranno a farla franca.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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