
E’ passato appena un mese da quando il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, insieme al suo omologo francese Jean-Louis Borloo, ha stretto l’accordo per aumentare i controlli e la protezione delle aree marine ricche di biodiversità tra Italia e Francia. Ma proprio nei giorni scorsi è arrivata la notizia che la famosa Primatist Trophy 2010, la gara di motonautica più famosa d’Italia, si terrà proprio in una delle aree più delicate del pianeta.
La gara infatti coprirà parte della Toscana, Sardegna, Corsica e Provenza, un’area chiamata Santuario Internazionale Pelagos in quanto ospita una miriade di mammiferi marini, alcuni anche in pericolo d’estinzione, i quali di certo non vivranno dei giorni facili vedendosi sfrecciare vicino centinaia di imbarcazioni, con inquinamento da scarichi annesso.

Chiariamo subito che non abbiamo nulla contro la gara, ma non si capisce come mai non possa essere disputata nella zona in cui si è tenuta lo scorso anno, e cioè un’area della Sardegna che non è nominata riserva marina. Insomma, la Pelagos è l’area marina protetta più grande d’Europa, ma come spiega Umberto Mazzantini, responsabile Legambiente dell’Arcipelago Toscano, non vengono mantenute le promesse di protezione. Scrive infatti nella sua denuncia sul sito di Legambiente
Il Santuario dei cetacei somiglia sempre di più a una presa in giro. E’ protetto, di fatto, da vincoli molto blandi e l’unico vero divieto era rivolto, appunto, alle gare di motonautica. Da tempo abbiamo denunciato il lavaggio di cisterne a mare, il passaggio di petroliere e navi pericolose accanto al mare protetto dell’Arcipelago Toscano, la presenza di containers affondati, pescatori abusivi con reti derivanti e il rischio di trivellazioni petrolifere e addirittura la follia di una centrale nucleare a Pianosa. Ora crolla anche l’ultimo baluardo di tutela ufficiale.
Un aspetto incredibile considerando che sarebbe già deplorevole se accadesse in un’area marina normale, figuriamoci se si tratta di un’area protetta. A Mazzantini fa eco il vice presidente di Legambiente Sebastiano Venneri, il quale chiede un intervento della politica:
Chiediamo il suo intervento (del ministro Prestigiacomo, ndr) per bloccare questa manifestazione insensata nel tratto di mare che ospita il maggior numero di cetacei dell’intero bacino mediterraneo. Chiediamo inoltre al ministro di intervenire per assicurare il funzionamento del Comitato di Pilotaggio, l’Ente con sede a Genova che dovrebbe gestire Pelagos, bloccato e rimasto sulla carta anche per le inadempienze del nostro Paese.
Un appello a cui aderisce anche Ecologiae.