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Proposta shock del Governo: tagliare le spese ambientali per recuperare l’Ici

Gli effetti del taglio dell’Ici cominciano a farsi sentire. Chi si sfregava le mani ed esultava perchè nella prossima dichiarazione dei redditi avrebbe risparmiato qualche centinaio di euro perchè non dovrà più pagare l’Ici, forse farà meglio a mettersi una mano sulla coscienza e chiedersi se davvero ci ha guadagnato.

Il taglio della più federale delle tasse (in tema di federalismo fiscale) ha già prodotto i primi danni: il primo, annunciato qualche giorno fa, è stato tagliare i costi sulla sicurezza stradale. Gli altri sono di poche ore fa: taglio alla ricerca, al recupero del patrimonio, alla cultura. Chi ci va di mezzo, ovviamente, è ancora una volta l’ambiente, e la nostra salute.


Stop alle ruspe. I progetti contro gli ecomostri saranno fermati. Per fortuna la saracinesca di Punta Perotti è già stata abbattuta, altrimenti avrebbe subito lo stesso trattamento di decine di costruzioni abusive ancora presenti in Italia, e cioè o salvate o lasciate a metà dell’abbattimento.
Uno dei primi tagli al recupero del patrimonio è stato proprio l’ordine di fermare l’abbattimento degli ecomostri. Costano troppo, e da qualche parte i soldi dell’Ici andavano recuperati. La Valle dei Templi sulle coste salentine, i cui progetti di riqualifica territoriale erano già partiti, dovrà rimanere una distesa di cemento da cui è meglio distogliere lo sguardo.

Prima di questa proposta di legge da terzo mondo, al “Fondo per il ripristino paesaggi” erano destinati 15 milioni di euro, che già non erano tantissimi, ma almeno qualcosa si sarebbe potuta fare. Azzerato anche il fondo da destinare ai centri storici tutelati dall’Unesco. 10 milioni di euro che adesso non ci sono più. I ricercatori universitari italiani, che già erano i meno pagati al mondo (causa della costante fuga di cervelli che si protrae ormai da decenni) vede dimezzare il suo fondo, dagli attuali 29 milioni a solo 16, e poi ci vengono a dire che stanno investendo sulla ricerca.

In fase di commissione l’on. del Pdl Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività culturali, aveva promesso che queste attività sarebbero state mantenute stabili con i parametri precedenti, anche se non si sarebbero potuti chiedere soldi in più a Tremonti. E invece ieri la doccia fredda, la cultura come al solito in Italia è la branca più bistrattata. A questo scempio non ci stanno nemmeno gli stessi componenti della maggioranza, come l’On. Fabio Granata di An e l’On Paola Goisis della Lega, che hanno minacciato di votare contro l’ordinanza se non verranno prese contromisure. E dire che nel programma di Governo c’era la lotta allo spreco, alle Mafie, e il ripristino della cultura come l’industria più prolifica della nostra nazione. Il taglio dell’Ici fa comodo a tutti (o quasi), ma ora vien da chiedersi chi effettivamente ci ha guadagnato.
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