Sichuan e Tibet: ritorno in un Paese sempre più green

di La Redazione Commenta

Himalaya

Alla fine del 2022, la Cina aveva installato 365 GW di capacità eolica e 392 di solare. Cioè, circa un terzo del totale mondiale. Uno sforzo verso la sostenibilità che – pur non abbandonando completamente né il fossile, né il nucleare – a fine 2023 potrebbe portare le rinnovabili del Paese a quasi il 52%. E, questo, attraverso una impressionante accelerazione degli investimenti nelle infrastrutture e negli impianti su tutto il territorio, fino ai piedi dell’Himalaya. Per l’esattezza a Chengdu e Lhasa, nella provincia del Sichuan e nella regione del Tibet.

Due luoghi antichi e leggendari, ricchissimi di Storia, Cultura e Natura. Due ambienti magnifici e preziosi, patrie del Panda gigante e dello Yak, nei quali passato e futuro si incontrano in maniera davvero sorprendente. Come sta per scoprire un inedito gruppo di viaggiatori, in partenza questo 24 agosto. Composto da tre seguitissimi social influencer e da una guida di eccezione perché sia “turista slow” di suo, sia attento divulgatore della cultura orientale, sia esperto di comunicazione digitale. Più che un viaggio, un’esperienza – promossa dall’Associazione ‘Mirabile Tibet’ e organizzata dall’Agenzia di comunicazione e Digital Marketing I SAY.

Cosa sappiamo di Chengdu. In vista della 31ma edizione dei Giochi mondiali universitari estivi, tenutisi nel capoluogo del Sichuan da fine luglio a inizio agosto, le infrastrutture erano state potenziate in modo tale da alimentare le sedi delle gare con energia sostenibile: 11 nuove reti elettriche, 200 mq di stazione fotovoltaica di ricarica e pannelli fotovoltaici sui tetti degli alberghi destinati agli atleti, con una tecnologia – quello del tellururo di cadmio – già usata per i Giochi olimpici invernali di Pechino nel 2022. Infatti, il Sichuan è oggi una delle maggiori basi di energia pulita della Cina. Alla fine del 2022, la capacità green installata della provincia aveva superato i 100 milioni di kilowatt e, di questa, la idroelettrica aveva raggiunto i 97,5 milioni. Infatti, nei suoi due millenni di esistenza, Chengdu è fiorita sull’acqua, lungo il “Fiume Azzurro” Jin e le sue due ramificazioni – i fiumi Min e Tu, a loro volta connessi ad altri 40. Una rete idrica che garantisce l’approvvigionamento a un’area di oltre 700 chilometri quadrati, non a caso chiamata “terra dell’abbondanza”.

E il Tibet? Con le sue abbondanti risorse solari, idriche ed eoliche e grazie ai notevoli investimenti da parte della Cina, negli ultimi cinque anni ha visto delle impressionanti novità. Solo dalla fine del 2022 all’inizio di quest’anno: l’inizio dei lavori per la generazione di energia fotovoltaica dai tetti, progetto decisamente innovativo per la regione; l’entrata in funzione di un impianto da 1,2 milioni di kW al confine tra il Tibet e il Sichuan, cioè della prima centrale idroelettrica lungo il corso superiore del fiume Jinsha e l’accensione dell’ultimo modulo solare nel nuovo impianto da 120mila kW della città tibetana di Nagqu. Parliamo del maggiore impianto fotovoltaico del Tibet, che aiuterà a risparmiare quasi 200mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno. Un progetto completato da più di 1.000 lavoratori in 90 giorni, per portare più calore e luce alla popolazione durante l’inverno.

Himalaya

Dopo tre anni di fermo al turismo internazionale, la Cina ha riaperto le porte a 60 paesi compresa l’Italia. Con un immediato boom di visti e di biglietti aerei – siamo convinti, all’insegna di una diversa sensibilità. Ambientale, energetica e culturale.

Perché Chengdu, oltre alla cucina Sichuan e al magnifico Centro per la protezione dei Panda giganti (che gli ha salvati dall’estinzione), è anche la città della Casa con tetto in paglia di Du Fu, del Tempio Wuhou e del Monastero Wenshu. Dell’antica Qintai Street, che conserva ancora tutto il suo antico fascino, e della Kuanzhai Alley – fatta da vecchi vicoli nei quali molti degli edifici ancora presenti hanno mantenuto l’architettura originale, pur aprendo oggi a ristoranti di ogni genere. Ma anche dell’edificio più grande al mondo: il New Century Global Center. Che, tra tante altre cose, ospita un gigantesco parco acquatico con una spiaggia coperta lunga più di un chilometro, una grandissima pista da pattinaggio e un museo di Arte contemporanea, progettato dall’architetto Zaha Hadid. 

Dal suo canto, Lhasa è il cuore della cultura tibetana. Con i suoi tre grandi riferimenti spirituali – il Palazzo del Potala, il Tempio di Jokhang e il Palazzo Norbulingka – l’ultimo dei quali, “Parco del Tesoro”, è anche il luogo del più bello e grande giardino storico della regione: un’area di quasi 20 ettari che conta più di 100 specie di piante, incluse 49 di alberi, e 15 di uccelli e animali. Senza contare la più importante, che da millenni accompagna l’intera esistenza della popolazione tibetana: lo Yak, creatura generosa e amica, fonte di cibo e di indumenti, che la assiste anche nel lavoro agricolo, nel trasporto di merci in questo ambiente impervio e persino nel riscaldamento delle abitazioni.

Un Buon Viaggio, dunque, ai tre influencer – Laura Comolli, Roberto De Rosa e Nicolò Leone – e alla loro guida, Alex Zarfati: attendiamo notizie green dal “tetto del mondo”!

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