Turismo spaziale, la nuova frontiera dell’inquinamento

di Marco Mancini 1

Se pensavate di aver visto tutti i possibili modi di inquinare l’ambiente, è arrivato il momento di ricredersi. I tentativi di diverse compagnie di avviare un programma di turismo spaziale creeranno, secondo un nuovo studio, una quantità di agenti inquinanti, primo fra tutti la fuliggine emessa dai razzi, tanto da incidere fortemente sul cambiamento climatico globale nei prossimi decenni.

I ricercatori della The Aerospace Corporation di El Segundo, in California, hanno notato che una rapida crescita del mercato del turismo spaziale suborbitale potrebbe svilupparsi nel corso del prossimo decennio, ed hanno esaminato l’impatto sul clima delle emissioni di biossido di carbonio e fuliggine dei circa 1.000 voli suborbitali a razzo che si stima possano partire in un anno. Il numero è approssimativo ed è quello pubblicizzato durante le recenti campagne di promozione del turismo spaziale.

I razzi sono l’unica fonte diretta di composti prodotti dall’uomo sopra le 14 miglia circa (22,5 chilometri), ed è quindi importante capire come i loro gas di scarico influenzano il clima

ha spiegato il ricercatore principale dello studio, Martin Ross. Ross e i suoi colleghi descrivono le loro scoperte in un articolo scientifico che è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.

Secondo lo studio, le particelle di fuliggine emesse dalla flotta dei razzi per il turismo spaziale si accumulerebbero a circa 25 miglia (40 km) di altitudine, tre volte oltre la quota del traffico degli aerei di linea. A differenza della fuliggine dei jet o delle centrali a carbone, la quale viene iniettata più in basso nell’atmosfera e cade a terra nel giro di poche settimane, le particelle create dai razzi rimangono nell’atmosfera per anni, assorbendo la luce solare in modo più efficiente, impedendo che raggiungano la superficie terrestre. Il risultato è un modello globale di cambiamento spiegato dal ricercatore Michael Mills del National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado, che lo definisce “sorprendente”.

Usando un modello computerizzato dell’atmosfera della Terra, i ricercatori hanno scoperto che sotto il livello previsto di fuliggine, la superficie della Terra si raffredderebbe di ben 1,2 gradi Fahrenheit (0.7 gradi Celsius). L’Antartide invece sarebbe riscaldato per 1,5 gradi F (0,8 ° C). Nel frattempo, le regioni equatoriali potrebbero perdere circa l’1% del loro ozono, mentre i poli potrebbero acquisirne il 10%. L’effetto globale sarebbe un aumento della quantità di energia solare assorbita dall’atmosfera terrestre. Ciò significa che la fuliggine dai razzi contribuisce al riscaldamento atmosferico ad un tasso superiore di quello dell’anidride carbonica che quegli stessi razzi emettono.

Un precedente studio di Ross, pubblicato sulla rivista Astrophysics, ha scoperto che le emissioni dei razzi sono particolarmente nocive per l’ozono, perché iniettate direttamente nella stratosfera, dove risiede lo strato di ozono. I ricercatori hanno basato le loro previsioni sui piani dei viaggi nello spazio suborbitali previsti per il 2020, e per questo i dati hanno bisogno di un costante aggiornamento man mano che i progetti si concretizzeranno.

Fonte: [Livescience]

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