Il buco dell’ozono sta “guarendo”

di Marco Mancini 4

E’ ancora presto per cantar vittoria, ma secondo gli scienziati dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, l’effetto serra si è leggermente attenuato, e così la riduzione dello strato di ozono si è ridotta, contribuendo a ridimensionarne il buco. L’annuncio è arrivato ieri, 16 settembre, in occasione della Giornata Internazionale per la Preservazione dello strato di ozono.

Secondo il rapporto, siamo di fronte ad

una riduzione più accentuata dell’ozono stratosferico grazie all’eliminazione progressiva della produzione e del consumo di sostanze nocive per questo gas.

Nella giornata di ieri si è celebrato l’anniversario del Protocollo di Montreal, firmato nel 1987. Si tratta di un trattato internazionale creato per limitare, e successivamente vietare, i cosiddetti “CFC” (Clorofluorocarburi) e altre sostanze che si è scoperto siano responsabili della riduzione dello strato di ozono. Quest’anno possiamo finalmente avere un motivo per festeggiare.

Nella relazione denominata “Scientific Assessment Ozone Depletion 2010”, gli scienziati delle Nazioni Unite hanno annunciato che lo strato di ozono nella stratosfera ha cessato di diminuire, a testimonianza del successo del Protocollo di Montreal. Gli scienziati dicono che il settore dell’ozono che si è diradato potrebbe essere definitivamente restaurato entro la metà del secolo, secondo quanto riferito all’AFP.

L’ozono funge da intermediario tra il sole e la superficie terrestre, assorbe la luce ultravioletta e la sua mancanza può comportare il danneggiamento del DNA nelle piante e negli esseri umani, con conseguenze devastanti come i tumori della pelle. La riduzione del famoso buco dell’ozono non è stata immediata, tanto che ad un certo punto si era anche pensato che il Protocollo non fosse servito a molto. Il motivo è stato che questo strato si era andato continuamente assottigliando, anche dopo la fine dell’utilizzo dei CFC, fino a toccare il picco il 24 settembre del 2006, quando si è registrata la rilevazione più ampia.

Da quel giorno in poi invece la situazione è andata man mano migliorando, portando ad una misurazione sempre minore, perfettamente rilevabile dalle misurazioni odierne, le quali fanno ben sperare per il futuro. Gli unici dubbi ora permangono nell’utilizzo degli idroclorofluorocarburi (HCFC) e idrofluorocarburi (HFC), i quali hanno sostituito i CFC e la cui domanda è aumentata molto negli ultimi anni. La situazione è costantemente controllata e per ora non è affatto preoccupante.

Fonti: [Ansa; Huffington Post]

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