Energia pulita dall’acqua, la nuova scoperta italiana

di Valentina Ierrobino 1

Un gruppo di ricercatori italiani ha sviluppato un sistema di elettrodi formati da nanotubi di carbonio che sono in grado di innestare un processo di fotosintesi artificiale per produrre energia pulita, dall’acqua.

Il processo è come quello che si sviluppa in natura: come le foglie dall’acqua e dal sole producono zucchero e ossigeno, così l’équipe composta da studiosi del Cnr di Padova e da ricercatori delle Università di Padova, Trieste e Bologna, ha messo a punto un processo di fotosintesi artificiale, un traguardo mai raggiunto finora.

La scoperta del catalizzatore giusto è la chiave di volta per convertire il nostro mondo all’energia rinnovabile e pulita al posto dei combustibili fossili

ha dichiarato Maurizio Prato, uno dei ricercatori italiani. Sì, si tratterebbe di una rivoluzione nel campo dei consumi e dell’ecosostenibilità. Sulla rivista accademica Nature Chemistry è spiegato il procedimento per la creazione del catalizzatore che mette in atto lo splitting, ossia la scissione delle molecole di acqua in idrogeno e ossigeno. Come spiegano gli studiosi Marcella Bonchio e Maurizio Prato, la molecola di acqua, H2O

Si forma dal punto di vista chimico facendo reagire idrogeno e ossigeno, in un processo che produce grandi quantità di energia ed è alla base delle celle a combustibile.

Se questo processo è stato già da anni riprodotto nei laboratori, la reazione inversa, ossia la scissione della molecola di acqua in idrogeno e ossigeno,

resta oggi uno degli obiettivi più ambiziosi della ricerca.

In natura il procedimento adottato da foglie ed alghe utilizza un enzima, detto Photosystem II (PsII) ma la sua architettura è troppo complessa per essere riprodotta dall’uomo. Gli elettrodi messi a punto dai ricercatori italiani, realizzati con nanotubi di carbonio con un diametro esterno di 25 nanometri, o milionesimi di mm, possono riprodurre questo processo attraverso la fotosintesi artificiale. All’interno del catalizzatore avviene la reazione chimica, con l’uso di poca energia nei quattro atomi di metallo ancorati in esso corrono gli elettroni che sono sprigionati dalla reazione. Le molecole di idrogeno sarebbero così utilizzate per alimentare motori e il loro uso sostituirebbe il petrolio e i combustibili fossili nella produzione di energia. La generazione di idrogeno può essere fatta anche dall’acqua del mare.

[Fonte: La Repubblica]

[Foto: minifur]

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