Energia solare spaziale, partono i primi progetti

di Marco Mancini 2

L’energia solare proveniente dallo spazio, utilizzata per la produzione di energia elettrica, tra un po’ lascerà il campo della fantascienza e si trasformerà in realtà. Secondo recenti progetti infatti pare che le case in California usufruiranno di questa incredibile tecnologia già nel 2016, nell’ambito di un nuovo piano sulle tecnologie energetiche rinnovabili che va ben al di là dei pannelli solari montati sui tetti. Questo vedere così lontano fa tanto sembrare antica la nostra vecchia Italia, dove probabilmente nel 2016, quando in California prenderanno l’energia dallo spazio, staremo ancora cominciando a capire quanto conviene montare i pannelli solari in casa.

PG&E avrebbe acquistato 200 megawatt di energia solare spaziale dalla Solaren Corp. per oltre 15 anni di energia garantita sufficiente ad alimentare decine di migliaia di case. Solaren utilizza i pannelli solari sui satelliti in orbita per catturare la forza del sole, e convertirla in energia a radiofrequenza che viene trasmessa fino alla stazione ricevente sulla Terra. Qui l’energia viene sottoposta ad una conversione in energia elettrica ed alimenta la rete elettrica di PG&E che poi la rinvia alle abitazioni.

Trattandosi di pannelli solari in orbita, sicuramente l’ambiente sarebbe più pulito, avremmo una fonte di energia solare affidabile che permette di evitare le interruzioni nei giorni nuvolosi o con il cattivo tempo sulla Terra. Questa prospettiva ha indotto la NASA e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti a studiare le possibilità dell’energia solare spaziale, nonostante i pesanti costi per lanciare in orbita i pannelli solari.

Un ex scienziato della NASA è riuscito finora a dimostrare come la tecnologia di trasmissione delle onde radio porta l’energia dallo spazio sulla Terra. Lui e il suo team hanno trasmesso l’energia solare su una distanza di quasi 150 km tra due isole delle Hawaii, durante un esperimento durato quattro mesi nel 2008. Visti i risultati, secondo Gary Spirnak della Solaren, pare che la tecnologia di trasmissione sia “molto matura” sulla base anche di quello che è oggi l’uso dei satelliti di comunicazione.

Secondo sempre la Solaren, la tecnologia attuale sui satelliti è sufficiente, quindi questa novità non avrebbe bisogno di ulteriori studi e non richiede nuovi tipi di missili. La stazione di ricezione a terra potrà essere ovunque, una zona abitata o in mezzo al deserto. Per il primo progetto in California è stata scelta la contea di Fresno. Maggiori informazioni sul progetto pilota sono attese per la prossima estate.

Fonte: [Livescience]

Commenti (2)

  1. mmm, forse però c’è un problema, la ionosfera, non so se riflette le onde elettromegnetiche solo verso l’interno o anche verso l’esterno, mah, magari la dispersione è molto limitata

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