Trovata la causa delle basse temperature della primavera, si chiama “La Niña”

di Marco Mancini 6

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Per chi si preoccupava del riscaldamento globale, la natura ha previsto una soluzione. Si chiama “La Niña”, ed è il contrario del vecchio “El Niño“, cioè il processo di riscaldamento dei venti e dei mari.

Se vi state chiedendo come mai quest’anno la primavera sembra non arrivare mai, la risposta la danno gli esperti dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, con sede a Parigi. Secondo i loro dati, quest’anno sarà un’anomalia rispetto agli ultimi. Infatti oltre alla primavera in cui saremo costretti ad indossare i cappotti, anche l’estate sarà meno afosa del solito, dato che sono previste temperature ben al di sotto della media.


Questo tipo di fenomeno “avviene periodicamente nelle acque equatoriali dell’Oceano Pacifico – spiega Michel Jarraud – a causa degli alisei che spostano le acque fredde del mare verso la superficie”.
Infatti non è la prima volta che avviene. Tra il 1988 e l’89 la Niña si era già fatta viva, portando ad un brusco abbassamento delle temperature, chiamate “il grande gelo“, che però non saranno ripetute quest’anno, che dovrebbe essere un pò più mite.

In questi ultimi mesi, il fenomeno ha già scatenato piogge intense e inondazioni in Indonesia, Malesia, Australia e Africa, ondate di gelo nel Nord America e tempeste sull’Atlantico. In Asia ha portato all’abbassamento di 2 gradi del termometro. E ora ne stiamo sentendo le conseguenze anche in Europa. Il fenomeno a dir la verità era già cominciato a giugno dello scorso anno, ed è andato pian piano incrementandosi fino al picco che stiamo vivendo da novembre ad oggi. Il suo ciclo dura circa 12 mesi, e quindi tra giugno e luglio prossimi dovrebbe esaurirsi, facendoci passare almeno un agosto al mare. Se invece non dovesse passare, le difficili previsioni del fenomeno fanno pensare che esso potrebbe portare ad una serie di uragani nell’Atlantico tropicale.
Dicevo difficili perchè le previsioni del suo antagonista Niño sono molto più semplici perchè le aree calde sono più facilmente individuabili, e poi perchè è già successo che l’influenza della Niña durasse per più di 12 mesi, come avvenne nel triennio 1991-94, in cui però l’abbassamento di temperatura non fu costante.

Ma non tutte le regioni del mondo avranno problemi con la Niña. Infatti l’abbassamento della temperatura gioverebbe ad esempio l’India, che avrebbe meno problemi con i suoi monsoni estivi, o nella zona del Sahel africano che soffrirebbe meno siccità grazie all’aumento delle precipitazioni.
Secondo gli scienziati riunitisi in questi giorni a Bangkok per trovare una soluzione all’emissione dei gas serra, l’abbassamento delle temperature di quest’anno sarà un’evento occasionale e non la soluzione definitiva del riscaldamento globale. Infatti secondo le loro previsioni nei prossimi anni le temperature riprenderanno a salire, fino a raggiungere un picco stimato nel 2013.

Commenti (6)

  1. nel 2012 termina l’olocene (ovvero gli ultimi 11.000 anni di Sgralaciazione)

    l’umanita’ ha davanti a se 13.000 anni d GLACIAZIONE a partire dal sostizio di primavera del 2012.

    non lo dico io. lo dicono i geologi di tutto il mondo. le stelle, i maja, la storia. TUTTO! scienza inclusa.

    stiamo parlando di un fenomeno che avviene CICLICAMENTE ogni 24.000 anni (e PROVA la teoria secondo la quale l’intero sistema solare orbiti intorno ad un “centro” lontano milioni di anni luce da noi.)

  2. che dire, sono rimasto senza parole….spero solo che questa volta le previsioni non si avverino 🙂

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