Raccolta differenziata vetro

Raccolta differenziata vetro

Il vetro è un liquido solidificato non cristallizzato, composto da diversi materiali come ossido di silicio, diossido di germanio, anidride borica, anidride fosforica e anidride arsenica. Esso è talmente presente nelle nostre case da essere uno dei materiali più comuni anche nei rifiuti. E’ utilizzato praticamente per qualsiasi cosa, dall’imballaggio degli alimenti alla composizione di elementi decorativi, passando per una miriade di utilizzi comunissimi.

Visto il suo largo utilizzo si desume che si utilizzano una gran numero di materie prime per produrlo, e dunque il riciclo del vetro serve principalmente per risparmiare le emissioni dovute al rifornimento e alla lavorazione degli “ingredienti” per produrlo. Tra tutti gli elementi riciclabili, probabilmente il vetro è quello che ha una maggiore capacità di riciclabilità visto che, a differenza della carta ad esempio, è riutilizzabile potenzialmente all’infinito.

Australia a caccia dei cammelli inquinatori

Probabilmente in questi giorni vi sarà capitato di leggere una notizia che poteva sembrare un pesce d’aprile fuori stagione, ma da quanto apprendiamo da fonti australiane, pare che non ci sia davvero nulla da scherzare. I cammelli selvatici che vivono in Australia stanno diventando un grosso problema e, per risolverlo, il Governo ha deciso di risolvere la questione alla radice, sterminandoli.

Pare infatti che il Governo australiano stia valutando una sorta di regime di “carbon credits” (crediti di carbonio) da aggiudicare con l’uccisione di cammelli nell’entroterra perché possono essere un pericolo per le specie autoctone, e perché…inquinano troppo.

Global Wind Day 2011: giornata mondiale dell’energia eolica

Domani, domenica 12 giugno 2011, si aprono le urne per il referendum, con uno dei quesiti incentrato sul tema dell’energia, ed in particolare sul nucleare. Ma domani il fato vuole che sia anche la giornata mondiale dell’energia eolica con “Global Wind Day“, un evento internazionale promosso dal Global Wind Energy Council (Gwec) e dall’Associazione europea dell’energia eolica, l’Ewea. A darne notizia è Legambiente che in Italia, assieme all’Anev, Associazione nazionale energia del vento, ha organizzato proprio per la giornata di domani, domenica 12 giugno 2011, numerose iniziative sul territorio nazionale.

Attualmente in Italia il vento, fonte energetica pulita, inesauribile e rinnovabile, con i 6.000 MW presenti in parecchie centinaia di Comuni italiani è in grado da un lato di produrre energia tanta quanta ne serve annualmente a ben 4,3 milioni di famiglie, e dall’altro, sottolinea Legambiente Abruzzo, garantisce un risparmio ambientale pari alla bellezza di 6,3 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica (CO2) non immesse in atmosfera.

Nucleare: in Francia causa siccità e mette in pericolo l’agricoltura

Il nucleare, come abbiamo spesso visto su queste pagine, porta con sé un gran numero di problemi. Dalle radiazioni alle scorie, più o meno sono tutti noti, ma ce n’è uno che spesso passa in secondo piano, ed invece potrebbe essere il più importante di tutti: l’acqua.

Per far sì che una centrale funzioni, e che non corra il rischio di fondere il nocciolo provocando un disastro, c’è bisogno di una gran quantità d’acqua che possa raffreddarlo. Lo abbiamo imparato a Fukushima, vedendo che, dopo il terremoto e tsunami, c’è stato un problema con il rifornimento di acqua dolce (non va bene quella del mare) che ha poi portato alla fusione dei reattori. Ma cosa avviene quando l’acqua scarseggia?

Bandiere blu 2011 in Lombardia e Piemonte

    Il 2011  ha visto assegnare il riconoscimento Bandiera blu anche a due regioni che non hanno di certo il mare, ma splendidi laghi, puliti: la Lombardia e il Piemonte. Regioni da sempre votate alla produzione e all’industria  meritano per questo un plauso maggiore per aver ottenuto il riconoscimento dopo politiche ambientali efficienti ed efficaci.

    La regione Lombardia per la prima volta ottiene la Bandiera blu per la località di Gardone Riviera, in provincia di Brescia. Si riconfermano invece per l’attenzione all’ambiente e alla qualità delle acque e delle spiagge, le località di Cannero Riviera e Cannobio Lido (Verbania), in Piemonte.

      Alimentazione: gli italiani preferiscono il biologico

      Un italiano su tre consuma prodotti biologici. E’ quanto risulta da una ricerca effettuata da Coldiretti e Ismea, in collaborazione con il Censis, nel 2011. Un risultato importante visto che, fino a qualche anno fa, i cibi spazzatura e quelli congelati la facevano da padrona, mentre l’inversione di tendenza attuale è netta. Rispetto allo scorso anno infatti, l’Istituto di Ricerca ha stabilito che c’è stato un incremento del 13% nel cosumo di prodotti biologici, per un ammontare complessivo di 3 miliardi di euro per il settore.

      La ricerca è stata supportata dai dati europei del Nutritional quality and safety of organic food. A review, stilata dall’Istitut National de la Recherche agronomique (Inra), che ha confermato il dato anche al di fuori dei confini nazionali. Secondo i 50 ricercatori dell’Inra infatti, latte, frutta e verdura stanno aumentando la loro presenza sulle tavole europee in quanto i cittadini si sono resi conto dell’importanza dell’alimentazione, e che mangiare sano a lungo andare giova alla salute.

      La mucca clonata che produce latte umano è made in Argentina

      Una mucca clonata, fatta nascere per produrre, una volta adulta, latte materno simile a quello generato dagli esseri umani. Succede in Argentina. Lei si chiama Rosita ed è nata grazie all’ingegno del National Institute of Agrobusiness Technology e della National University of San Martin.

      Nel comunicato diffuso dall’istituto di ricerca argentino si legge che l’animale è venuto alla luce lo scorso 6 aprile. Il parto è avvenuto ricorrendo al cesareo per via delle dimensioni dell’animale al momento della nascita: si parla, nella nota diffusa dal laboratorio, di un peso pari a 45 kg. Per avere un’idea più precisa della sproporzione con le mucche normali, pensate che questo peso corrisponde a circa il doppio di un bovino non modificato.

      Green Office Day, il decalogo dell’ufficio sostenibile

      Green Office Day, ricorre oggi la giornata di sensibilizzazione ad un comportamento sostenibile in ufficio. Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa intende diffondere pratiche rispettose dell’ambiente, attente ai consumi ed alle emissioni delle attività produttive e ricreative all’interno degli spazi lavorativi e nel percorso che si snoda da lavoro a casa.

      Per aderire è sufficiente compiere almeno un’azione ecosostenibile cercando di coinvolgere colleghi e superiori. Il decalogo di un ufficio ecoresponsabile che si rispetti messo a punto dai promotori prevede alcuni steps che in verità andrebbero compiuti ogni giorno, alcuni non solo per rispettare l’ambiente ma anche per stare meglio e mantenersi in forma, come andare in bici o a piedi a lavoro, per fare solo un esempio. E’ salutare e non inquina. In alternativa optare per i mezzi pubblici o per il car sharing.

      Investimenti energie rinnovabili: il ruolo delle banche

      Si terrà il prossimo 16 e 17 giugno del 2011, a Roma, “Green Energy: rinnovare il credito alle energie rinnovabili”, il primo Forum incentrato sull’energia verde, un settore che, in accordo con quanto mette in risalto l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, risulta essere di grande interesse per gli Istituti di credito.

      Al punto che oramai in Italia tutti i Gruppi bancari hanno attivato degli appositi desk dedicati solo ed esclusivamente alle fonti rinnovabili; il tutto a fronte, in accordo con i dati forniti dall’ABI, di un impegno delle banche pari a 13 miliardi di euro complessivi, tra eolico e fotovoltaico, tra leasing e project financing andando a considerare solo gli impianti di taglia industriale.

      Rubbia: “il nucleare costa troppo, meglio le rinnovabili”

      A pochi giorni dal referendum, torna in campo Carlo Rubbia, il premio Nobel per la fisica che, a causa delle sue idee contro il nucleare, è stato costretto ad emigrare per lavorare all’estero. Ciò non significa che, di tanto in tanto, non possa tornare a far sentire la sua voce. Ed è quello che ha fatto sulle pagine di Repubblica, in un’intervista che potrebbe mettere la parola fine ad ogni discussione sul nucleare.

      Prendendo spunto dai dibatitti che si stanno facendo nelle ultime settimane, quando finalmente si è tornato a parlare del futuro energetico della nazione, Rubbia si è concentrato su due punti fondamentali, cercando di sfatare i miti messi in circolazione dai fans dell’atomo sguinzagliati dal Governo, e cioè il costo del nucleare e l’efficienza delle rinnovabili.

      Ambiente, pubblicato Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano

      E’ stato pubblicato il VII Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla situazione del nostro Paese e dei 48 maggiori centri urbani d’Italia. Il progetto di monitoraggio ha visto il coinvolgimento dell’intero sistema delle Agenzie Ambientali: ARPA (Agenzia ambientale della Regione), APPA (Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente della Provincia Autonoma di Trento),  e la condivisione di ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), ACI (Automobile Club d’Italia) e ISTAT (Istituto nazionale di statistica).

      I dati emersi non sono tra i più rassicuranti in fatto di inquinamento, rifiuti e qualità della vita, ma sono un punto di partenza per la pianificazione, la programmazione e la gestione dell’ambiente e del territorio urbano.

      Celle solari flessibili battono il record di efficienza

      Gli scienziati dell’Empa, il Laboratorio federale per la scienza e la tecnologia dei materiali, hanno prodotto delle celle solari flessibili in seleniuro di indio rame gallio (CIGS) con una efficienza luminosa di conversione del 18,7%. Si tratta del grado di efficienza per una cella solare più elevato al mondo. Questo traguardo, circa l’1% in più rispetto al record precedente (17,6%), potrebbe sembrare un piccolo passo in avanti, ma se lo si considera nel contesto di costante miglioramento della tecnologia, è davvero significativo.

      Ciò che conta, più dell’efficienza energetica che, per ora, è ancora relativamente bassa, è il tasso di miglioramento, e come può essere sfruttato (1-2% moltiplicato per molti gigawatt di capacità fa un enorme quantità di energia prodotta). Considerando che ogni anno si migliora dell’1-2%, vuol dire che tra una decina di anni potremmo vedere decuplicate le potenzialità dell’energia solare.

      Incendio raffineria Priolo: Gruppo Sedna, puntare sulle rinnovabili

      Oggi, giovedì 9 giugno 2011, i tecnici del Gruppo Sedna, presenti presso il parco solare di Melilli, hanno scattato in esclusiva le foto del rogo che c’è stato presso la raffineria di Priolo (SR). Il Presidente della società, Antonio Siano, nell’esprimere solidarietà ai lavoratori dell’impianto, ha sottolineato come occorra puntare sulle rinnovabili.

      L’incendio presso la raffineria di Priolo ha provocato una nube alta che ha letteralmente sovrastato la città, e che riapre i problemi legati alla sicurezza mentre impianti a fonti rinnovabili come quelli fotovoltaici sono sicuri e non inquinano; anzi, l’energia pulita prodotta, rispetto a quella generata con le fonti tradizionali, garantisce ingenti risparmi di anidride carbonica (CO2) che così non viene immessa in atmosfera.

      Guida blu Legambiente, Pollica e altre 13 località italiane a gonfie vele

      Guida blu 2011, la bussola di Legambiente e Touring Club Italiano per trascorrere delle vacanze al lago o nelle località costiere optando per luoghi rispettosi di parametri come la tutela ambientale, la natura incontaminata, la difesa del territorio e del patrimonio artistico, enogastronomico e paesaggistico. E, ovviamente, l’acqua pulita, requisito indispensabile per delle vacanze da vivere immersi.

      In testa alla classifica delle migliori, le località a gonfie vele, troviamo anche quest’anno Pollica (SA), nel Cilento, una vetta che per l’associazione ambientalista

      è ancora più significativa in un contesto, come quello campano, che paga una cattiva gestione del territorio martoriato da abusivismo edilizio, rifiuti e mala depurazione.