Autobus a gas naturale, la nuova idea per ripulire le città dall’inquinamento

di Redazione 2

Dopo i motori ibridi, a idrogeno, al bioetanolo, a biogas ed elettrici, ecco un nuovo tipo di motore, quello a gas naturale.
In realtà non è proprio una novità. Il gas naturale, meglio noto come metano, è già presente in alcuni impianti di poche, rare, auto, ma la vera novità è che adesso questo nuovo tipo di impianti verrà applicato agli autobus (anche se in Svizzera è presente già da un pò).

La prima città a fornirsene è Torino, in cui sono già 100 gli autobus che circolano consumando gas naturale, rispettando l’ambiente.
Il metano è un idrocarburo, come il petrolio, ma a differenza dell’oro nero non contiene zolfo e, durante la combustione, emette il 20% in meno di CO2 e una quantità ridottissima di polveri sottili, quelle che poi provocano danno alla salute, che invece la benzina sprigiona in quantità enormi.


Nel capoluogo piemontese l’iniziativa ha preso piede grazie alla volontà dell’azienda di trasporti pubblici GTT, che ha affidato all’artista Ugo Nespolo il marchio di questa iniziativa verde (nella foto). L’artista si è anche occupato della decorazione, con un progetto visivo incentrato su mobilità e ambiente.
Il costo totale degli autobus è stato di 24,5 milioni di euro, la cui metà è stata finanziata dalla Regione.

I vantaggi di utilizzare questa nuova tecnologia sono tanti. Prima di tutto il costo, nettamente inferiore a tutti gli altri combustibili sul mercato (60% in meno della benzina, 40% in meno del gasolio). Secondo perchè questo genere di impianto è finanziato per legge. E poi, non per ultimo, i vantaggi che ne può trarre l’ambiente.
Infatti c’è sicuramente una riduzione di ossidi di azoto e di carbonio, particolato e idrocarburi incombusti, e assenza di piombo, ossidi di zolfo e composti policiclici aromatici. Ad avvantaggiarsene saranno anche le nostre orecchie, dato che con il metano c’è una minore rumorosità dei motori rispetto a quelli a gasolio, avvertibile sia all’interno che all’esterno dei veicoli. Anche il trasporto è più agevole, e a differenza delle petroliere, o di quei camion mastodontici che portano la benzina ai distributori, c’è una bassissima percentuale di incidenti, che rende molto più sicura la sua circolazione.

In molti potranno contestare che la rete di distribuzione del metano è molto ristretta. Anche a questo si sta provvedendo. Infatti per quanto riguarda gli autobus il problema non si pone, basta costruire un distributore all’interno del deposito; per quanto riguarda le auto private, stanno sorgendo, soprattutto sulle autostrade, i primi distributori di metano, e si è passati negli ultimi 5 anni da 350 impianti a oltre 600.

Per il futuro sono in progettazione dei nuovi tipi di autobus, ancora più ecologici. Sono i cosiddetti autobus a “gasolio bianco“. Questo nuovo tipo di carburante, costituito da un mix di acqua e gasolio con l’aggiunta di additivi, consente riduzioni fra il 30 e il 70% delle emissioni delle micropolveri e in media del 50% delle emissioni degli inquinanti regolamentati. Anche l’Unione Europea si sta muovendo in questa direzione, portando al 10% l’obiettivo della presenza dei biocarburanti sul totale del mercato dei carburanti per veicoli entro il 2010, fino ad arrivare al 30% entro il 2020.
Ma se questa tecnologia ha già preso piede in Svizzera e Germania, perchè noi italiani dobbiamo arrivare sempre ultimi?

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