Gli amanti della birra potrebbero essere i paladini della lotta ai cambiamenti climatici

amanti della birra

Quando si dice non tutti i mali vengono per nuocere. Una notizia molto curiosa arriva dalla Repubblica Ceca: secondo un ricercatore del Paese dell’Est Europa, i cambiamenti climatici, oltre a deprimere lo stato di salute della Terra, stanno deprimendo anche i grandi bevitori di birra.

Se il naufragio delle Maldive non è stato sufficiente a stimolare l’azione sui cambiamenti climatici, potrebbe farlo la paura di perdere una delle bevande più diffuse sulla Terra? E’ quello che si è chiesto il climatologo Martin Mozny dell’Istituto Idrometeorologico della Repubblica Ceca, che insieme ai suoi colleghi afferma che la qualità del luppolo Saaz, la varietà delicata usata per fare la famosa Pilsner lager, è in calo negli ultimi anni. Dicono che il colpevole sia il cambiamento climatico, sottoforma di aumento della temperatura dell’aria.

Navi a perdere, rifiuti tossici nel relitto del mistero a Cetraro

jolly rosso nave a perdereLe chiamavano navi a perdere, imbarcazioni da far inabissare nella profondità delle acque con il loro carico di rifiuti tossici. Scorie radioattive da smaltire illegalmente con un metodo che fruttava un giro di affari di milioni di euro alle cosche della ‘ndrangheta. E il relitto ritrovato in questi giorni negli abissi del mar Tirreno, a largo delle coste di Cetraro, nota località balneare calabrese, potrebbe proprio essere uno di quegli scheletri nell’armadio tirato fuori da un pentito di mafia nel 1992. Trattasi di Francesco Fonti, che in una dichiarazione spontanea, avrebbe riferito di un gruppo di tre imbarcazioni fatte sparire nei fondali calabresi.

Una di queste, la Cunski, risponde perfettamente alle prime descrizioni riportate dalle autorità competenti sul relitto ritrovato. Un vecchio mercantile lungo 110 metri, individuato a circa 20 miglia nautiche dalla costa, incagliatosi ad una profondità di circa 480 metri. A localizzare la nave a perdere è stato il giro di ricognizione di un mezzo telecomandato sottomarino, in dotazione alla nave utilizzata dalla Regione Calabria nell’ambito di una perlustrazione voluta dalle autorità competenti proprio per far luce sull’eventualità di depositi di materiali tossici e scorie radioattive nei fondali tirrenici.

In Turchia anche il lusso diventa ecologico

varyap-meridian-green-building-istanbul

Una delle migliori ditte dell’architettura internazionale, la RMJM, ha appena sviluppato un nuovo eco-piano di lusso per un palazzo ad Istanbul, il quale sarà probabilmente la prima struttura certificata-LEED in Turchia. Il 90% del complesso residenziale e commerciale Varyap Meridian sarà costituito da spazi verdi e si prevede che il consumo di energia e di acqua sarà del 40% inferiore rispetto ai progetti analoghi.

La novità principale è che si tratta di una struttura di lusso, un hotel a cinque stelle e con appartamenti-attico. Gli sviluppatori affermano che anche “appartamenti per un piccolo studio” saranno disponibili, ma di certo i prezzi non saranno accessibili a tutti. In secondo luogo, si tratta di un grattacielo. In periferia. Un grattacielo lontano dalla città il cui i centri storici sono a misura d’uomo e percorribili a piedi, in una delle città più incredibili del mondo.

I cambiamenti climatici spingono gli uccelli fino al ghiaccio

oche sul ghiaccio

Si sapeva che i cambiamenti climatici stavano spostando le mete di migrazione degli uccelli, ma questo è davvero troppo. C’è addirittura una specie di uccello che è rimasto dove si trovava nei mesi invernali, invece di migrare a sud.

Un nuovo rapporto della US Geological Survey pubblicato su Arctic rivela che la cosiddetta “Pacific brant”, cioè un’oca di mare tipica del Pacifico, ha deciso di passare l’inverno nelle zone sub-artiche. In passato, il 90% della popolazione degli uccelli migrava in Messico, con il resto che si spargeva lungo la costa del Pacifico. Oggi ormai quasi un terzo trascorre gli inverni in Alaska. Per renderci conto della situazione, basti dire che almeno 3.000 uccelli rimasero in Alaska durante l’inverno del 1977, mentre oggi, il numero è salito a circa 40.000.

Depurare le acque con l’energia solare, ci pensano gli Ufo

UFO Solar Water Filters fotoArrivano gli Ufo, non alieni invasori della Terra, bensì depuratori delle acque eco-energetici che provvederanno a ripulire i fiumi ed i canali utilizzando l’energia solare. Il nome di questi complessi apparecchi deriva dalla caratteristica forma che ricorda quella di una navicella spaziale. La denominazione completa dei nuovi ritrovati dell’eco-tecnologia è UFO Solar Water Filters.

A idearli è stata la Tokyo’s NTT Facilities. E i primi due depuratori solari sono già sbarcati in Giappone, nel corso di una manifestazione cittadina, l‘Osaka Aqua Metropolis 2009 Festival. Ma prima che gli Ufo siano in vendita bisognerà aspettare ancora qualche tempo. Per il momento, infatti, i due macchinari che sono stati installati nelle acque di due canali di Osaka in Giappone sono semplici prototipi.

Partita la stagione di caccia peggiore al mondo a Taiji: oltre 22 mila cetacei rischiano la vita

uccisione delfini

Richard O’Barry, documentarista di fama internazionale sulla vita dei delfini, nonché addestratore del famoso Flipper, il protagonista della serie televisiva, se lo aspettava. Sapeva infatti che il blocco sulla caccia al delfino di quest’anno era troppo bello per essere vero, o durare a lungo. La stagione venatoria non è stata cancellata, ma soltanto spostata di 8 giorni.

I cacciatori di cetacei stagionali hanno già iniziato ad uccidere a Taiji (Giappone) circa 50 balene pilota e 100 delfini. Japan Probe ci informa che la caccia è iniziata verso le 5:30 di ieri mattina in Giappone, non appena le condizioni atmosferiche sono migliorate. Il piano dei pescatori di Taiji è di catturare circa 2.400 delfini durante questa stagione, e altrettante balene pilota, nessuna delle quali è protetta dal divieto della Commissione baleniera internazionale sulla caccia alle balene. Per cacciare loro, circa 22.000 tra delfini, focene e orche vengono “per errore” uccise durante ogni stagione di caccia.

Google investe nell’energia solare per abbattere i costi del 60%

bill weihl

Google sta sviluppando alcune nuove tecnologie solari, che ridurranno il costo da 18 centesimi a Kw-h a poco meno di 5. O almeno, questa è la speranza. Come tutti gli altri, Google è deluso dalla mancanza di innovazione nel settore delle rinnovabili, e così ha deciso semplicemente di fare da sé. Almeno questo è quello che il boss Bill Weihl ha spiegato oggi al Global Climate and Alternative Energy Summit organizzato dalla Reuters a San Francisco.

Alla fine il dato non è nemmeno troppo sorprendente. Google costruisce i propri server, in quanto quelli commerciali sono troppo costosi. La società dunque li può rendere più economici e permette al suo software “fatto in casa” di gestire le interruzioni.

Emissioni radiattive cellulari: una guida ci spiega come fare per ridurle

cellulare

Se vi dico cellulare verde, cosa vi viene in mente? Di solito le prime cose sono l’efficienza energetica, l’eliminazione delle tossine nella fabbricazione, la riciclabilità, e così via. Ma per quanto riguarda le emissioni di radiazioni? L’Environmental Working Group ha rilasciato un sito web che classifica oltre 1000 modelli di cellulari in base ai livelli di emissione.

Non è necessario avvolgere della carta stagnola intorno alla parte superiore del telefono, o altre soluzioni simili, ma basta dare un’occhiata ad alcuni numeri. Il gruppo afferma che:

Recenti studi hanno rilevato rischi significativamente più alti per i tumori del cervello e delle ghiandole salivari, tra persone che usano i cellulari da 10 anni o più. L’affermazione è provocatoria e inquietante, ma molta più ricerca è essenziale. Noi dell’Environmental Working Group stiamo ancora utilizzando i nostri telefoni cellulari, ma crediamo anche che fino a quando gli scienziati sapranno molto di più sulle loro radiazioni, diventerebbe corretto per i consumatori acquistare cellulari con le più basse emissioni.

Investimenti mirati sulla previsione del clima porterebbero enormi vantaggi all’economia

conferenza di ginevra

Alcuni investimenti mirati nel campo della scienza del clima potrebbero portare a maggiori benefici nel ridurre i costi di adattamento ai cambiamenti climatici, secondo una nuova ricerca pubblicata da scienziati del Regno Unito National Centre for Atmospheric Science (ANC). Pubblicato sulla rivista scientifica, Bulletin for the American Meteorological Society, lo studio dimostra che gli investimenti effettuati oggi, possono portare al 10-20% di miglioramento nelle previsioni climatiche per il Regno Unito e in Europa nei prossimi decenni, e fino a 20% nel resto del globo.

Questa è una buona notizia per le imprese e i responsabili politici attualmente alla ricerca di previsioni per gli aiuti di pianificazione per l’adeguamento ai cambiamenti climatici nei prossimi anni, e per i quali tali miglioramenti potrebbero presentare un enorme risparmio economico: l’incertezza nelle previsioni del clima significa che le misure di adattamento devono essere progettate con una maggiore elasticità, rendendole più costose.

Gran Bretagna: “rimpatriato” insetto esiliato oltre 100 anni fa

bombo

Un “cittadino” britannico, trasportato in Nuova Zelanda circa un secolo fa, sarà presto rimpatriato. Il bombo, un’insetto molto simile all’ape, è stato inviato agli antipodi della Terra per impollinare il trifoglio rosso nel lontano 1875 su un carico di agnelli in una delle prime navi frigorifere della storia. Cento anni dopo tuttavia, l’ape è morta nel suo Paese d’origine: l’ultima volta è stata vista nel 1988, ed è stata dichiarata estinta nel Regno Unito nel 2000.

Gli sforzi volti a reintrodurre il bombo sono stati contrastati dai fallimenti dell’allevamento in cattività e dal “jet-lag“, cioè l’incapacità sul lungo raggio di adattarsi allo spostamento improvviso di emisfero. La situazione è recentemente diventata urgente. In breve tempo i bombi hanno prosperato grazie ad un’altra specie non indigena, l’erba viperina, ma il governo della Nuova Zelanda è in procinto di avviare un programma di eradicazione di questa pianta.

Coltivazione senza arare: la nuova tecnica per aumentare l’assorbimento del carbonio in modo naturale

aratro

Una nuova idea potrebbe rivoluzionare il sistema dell’agricoltura, ma al tempo stesso risolvere anche il problema dei mutamenti climatici: la “no-till farming“, coltivare senza arare. Il concetto si basa sul fatto che quando le colture sono piantate senza arare, il suolo trattiene più di carbonio, il che significa meno emissioni nell’atmosfera.

Ma gli scienziati non sono del tutto sicuri che questa tecnica possa davvero recuperare carbonio meglio rispetto all’agricoltura convenzionale. Lo scienziato Michel Cavigelli del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti concorda sul fatto che la tecnica usata nelle zone rurali del Maryland può servire per contenere più carbonio nei campi arati.

Il riscaldamento globale farà diventare la carne di ottima qualità solo un ricordo

bistecca bianca

Se vi piace un pezzo di carne gustosa, assicuratevi di farne una bella scorta. La bistecca di maiale diventerà molliccia e pallida mentre si riscalda il mondo. Ad affermarlo sono gli scienziati veterinari, i quali spiegano che le bistecche potrebbero diventare più insipide, magre e più soggette a deterioramento.

Questo dipende dal fatto che lo stress sugli animali del calore durante il trasporto al macello può rovinare la qualità della carne. I bovini cominciano a soffrire lo stress da calore intorno ai 20 ° C, i suini a 31 ° C.

L’unica cosa di cui possiamo essere certi è che sarà l’esperienza peggiore susseguente all’aumento della temperatura con il cambiamento climatico

ha dichiarato Neville Gregory del Royal Veterinary College a Hatfield, Regno Unito. Gregory ha passato più di un decennio studiando come la qualità della carne varia con la temperatura a cui sono tenuti gli animali d’allevamento. In un articolo pubblicato su Food Research International, mette le sue scoperte nel contesto dei cambiamenti climatici futuri.

Quanta CO2 emette quest’articolo?

usare il pc

Venti milligrammi sono solo l’importo medio delle emissioni di carbonio generate dal tempo impiegato a leggere le prime due parole di questo articolo. Ora, a seconda di quanto velocemente si legge, circa 80, forse anche 100 mg di C02 sono stati rilasciati. E i pochi minuti che ci vorranno per arrivare alla fine di questo post faranno emettere circa un grammo di gas a effetto serra, se non di più.

Questo può non sembrare molto:

Ma nel complesso, se si considerano tutte le persone che visitano un sito web e poi tutti i secondi che ciascuno di essi spendono su di esso, si rivela essere un gran numero

dice il Dott. Alexander Wissner-Gross, professore presso la Harvard University che studia l’impatto ambientale dei computer. Wissner-Gross stima che ogni secondo in cui qualcuno naviga in un sito Web semplice, genera circa 20 milligrammi di C02. Se si scarica una canzone, si invia una email o si guarda un video in streaming, si ha un impatto variabile sull’ambiente.

Secondo alcuni ricercatori, c’è la necessità di creare un ecosistema verde, dove internet non è solo indispensabile ma anche urgente.

Fa parte del quadro complessivo di sostenibilità. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per compiere un’azione seria per evitare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici. Avviare un qualche tipo di iniziativa è assolutamente vitale.

spiega Chris Large, capo del settore ricerca e sviluppo del UK-based Climate Action Group. Una serie di studi hanno messo in evidenza la crescente domanda di energia dei computer. Un rapporto del 2007, dalla società di ricerca Gartner, ad esempio, stima che la produzione, uso e smaltimento di tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni genera circa il 2% dei gas a effetto serra del mondo, analogo a quello prodotto da tutta l’industria dell’aviazione.

Il riscaldamento globale è eccessivo? La geoingegneria fa scattare il piano B

scudo solareLa grande istituzione scientifica della Royal Society ha pubblicato una revisione completa delle possibilità dell’ingegneria climatica per invertire il riscaldamento globale. Il riesame renderà difficile per i Governi riuscire ad ignorare il problema. Si dice che mentre la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra “assolutamente” devono rimanere una priorità, ci sono una serie di possibilità che questa non sarà sufficiente per tenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 ° C.

La mia ipotesi è che c’è una possibilità del 50% che si possa ottenere qualcosa con la riduzione delle emissioni

spiega John Shepherd dell’Università di Southampton nel Regno Unito, presidente del gruppo Royal Society e autore della relazione. Se l’umanità vuole evitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico, deve essere pronta a distribuire in modo sicuro i metodi di geoingegneria come e quando necessario. Secondo Shepherd abbiamo già raggiunto un incremento di 1,6° C.

Egli è convinto che dovremmo sapere che nei prossimi due decenni, se gli sforzi non saranno sufficienti, non riusciremmo a ridurre le emissioni per evitare i 2 ° C di surriscaldamento. In caso contrario, la sua personale opinione è che dobbiamo essere preparati per un piano B.