Menù a chilometri zero antiobesità, in Veneto e Calabria si può

Mangiare ecologico, economico, sano si può. E’ già realtà in due regioni italiane molto distanti tra loro ma accomunate da una legge che incentiva i menù chilometri zero. Parliamo del Veneto e della Calabria, che hanno scelto di premiare i ristoranti che acquistano prodotti locali, riducendo al minimo l’impronta ecologica.
La legiferazione sugli incentivi ai cibi chilometri zero è stata approvata dalle due amministrazioni regionali, grazie alla promozione di una raccolta di firme da parte della Coldiretti che incentiva la preferenza, in mense, fast food e ristoranti, di prodotti locali, al fine di porre un freno alle emissioni del trasporto alimentare e di combattere il caro-prezzi delle merci destinate alle nostre tavole.

I piatti impatto zero hanno un triplice vantaggio: prezzi contenuti, un pranzo completo viene a costare sui 25-30 euro circa; maggiore freschezza e qualità dei prodotti, non sottoposti a lunghi viaggi da un capo all’altro del mondo; poche calorie e maggiore impatto positivo sulla salute, dovuto all’utilizzo di meno conservanti e alla genuinità dei prodotti agricoli, molti dei quali biologici, non trattati e, soprattutto, di stagione.

Rifiuti: decreto-arresti esteso a tutte le regioni italiane

Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0,5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l’abbandono, lo sversamento, il deposito o l’immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro“. Recita cosi il testo dell’articolo 6 del decreto legge 172/2008 varato dal Consiglio dei Ministri l’8 Novembre scorso per fronteggiare l’emergenza dello smaltimento dei rifiuti nella sola regione Campania.

Ecco come le isole dell’energia daranno elettricità al futuro

I porti, specialmente quelli oceanici, abbondano di energie rinnovabili (sole, vento e onde). Ognuna di queste si potrebbe chiamare semplicemente “Isola dell’Energia“, un impianto galleggiante che ha le potenzialità di raccogliere molta più energia rinnovabile di quello che potrebbe fare con il petrolio.

Il concetto è un parto della mente dell’inventore inglese Dominic Michaelis, il quale è partito dalla sua personale insoddisfazione sul lento progresso dello sviluppo della conversione dell’energia termica degli oceani, un processo in cui l’acqua viene pompata dal fondo degli oceani per generare elettricità.

Unione Europea sblocca vendita frutta e verdura imperfetta

Cambiano gli standard di vendita di numerosi prodotti del mercato ortofrutticolo, per i quali l’Unione europea ha eliminato i rigidi parametri di perfezione, finora requisiti indispensabili per rientrare nella frutta e verdura smerciabile sul bancone di fruttivendoli e verdurai.
E così troveremo nel reparto ortofrutta anche i frutti bruttini, ammaccati, bitorzoluti, gobbi, insomma quelli che fino ad ora erano solo un vago ricordo legato all’agricoltura priva di trattamenti dei nostri nonni.

A segnare questo cambiamento di rotta contro modelli di frutta e verdura considerati troppo perfetti sono stati i ventisette Paesi aderenti all’Unione, che hanno deciso di approvare la proposta in materia avanzata dalla Commissione Europea.
I prodotti ortofrutticoli svincolati dai precedenti parametri sono in tutto ventisei ed includono alcuni tra i più comuni ortaggi e frutti che arrivano sulle nostre tavole quotidianamente: carciofi, asparagi, albicocche, meloni, melanzane, aglio, cipolle, cavoli, prugne e spinaci.

G-Oil: l’olio motore biodegradabile proveniente dal grasso delle mucche

Un olio motore completamente biodegradabile. Non è fantascienza ma realtà. La Green Earth Technologies, azienda americana leader nel settore dei prodotti biodegradabili, infatti, ha creato il G-Oil, un olio per i motori realizzato non a partire dal tradizionale petrolio ma dal grasso delle mucche. Nello specifico, la GET per produrre il G-Oil utilizza grassi animali derivanti dagli scarti dell’industria della trasformazione della carne. Il risultato è un olio motore ecologico e biodegradabile utilizzabile per i veicoli a benzina e a diesel, per le falciatrici, per i ciclomotori e per i motocicli. Notevoli i vantaggi per l’ambiente: si stima che G-Oil impieghi solo 9 giorni per degradarsi completamente, a fronte del limite di 28 giorni fissato dalla legge americana.

Al via settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile

Lunedì. E’ l’alba di una nuova settimana. Ma quella appena iniziata non sarà una settimana come le altre, almeno non per noi ecologisti, che seguiremo in tutta Italia la miriade di eventi legati alla Settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile.
Sette giorni, da oggi 10 novembre fino al 16 novembre, interamente dedicati ad iniziative, più di quattrocento nell’intera Penisola, di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti e del riciclaggio.

Il progetto, promosso dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, prevede numerose tappe, raduni, conferenze, dimostrazioni pratiche, escursioni, percorsi educativi inerenti all’annoso problema dell’accumulo di spazzatura negli spazi urbani e non.

Unione europea salva le scimmie, primati non più utilizzabili in ricerche scientifiche

Il problema dell’abuso di cavie animali, come conigli, roditori, gatti e scimmie nella ricerca scientifica, è da sempre un tema molto caro a noi di Ecologiae.
Se è inevitabile riconoscere l’utilità dell’utilizzare test sugli animali per sperimentare nuove cure contro le malattie più rare e mortali per l’uomo, non possiamo che scandalizzarci quando si fa soffrire un coniglio solo per testare l’efficacia dell’ennesima lacca per capelli o di un prodotto depilatorio, come vi abbiamo mostrato nelle raccapriccianti immagini diffuse da Petatv, la televisione che difende i diritti degli animali dai soprusi dell’uomo.

Dopo la mobilitazione di numerose associazioni, in primis la Lav (Lega Antivivisezione), di numerosi rappresentanti dello star system, dell’opinione pubblica mondiale, e più in generale di tutti gli animalisti, qualcosa sembra muoversi anche in Europa.
A Bruxelles, infatti, l’Unione si è pronunciata contro l’utilizzo delle scimmie nella ricerca scientifica, salvo in casi rari, previa autorizzazione speciale concessa a favore di ricerche che si rivelino effettivamente fondamentali per la sopravvivenza della specie umana e per debellare gravi malattie.

Ecomondo, il congresso di Rimini per industriarsi correttamente

Torniamo a parlare di rifiuti, in particolar modo di risposte concrete per arginare il problema, seguendo le proposte avanzate dai partecipanti al congresso Ecomondo, che ha aperto i battenti il 5 novembre a Rimini e che proseguirà i suoi lavori fino a domani, 8 novembre. Significativo lo slogan scelto anche dal sito www.ecomondo.com per pubblicizzare la manifestazione: Industriarsi correttamente.
Ed è proprio delle strategie per far fronte alla crisi ambientale e all’annoso problema dell’immondizia e dei suoi possibili reimpieghi che discutono gli esperti riuniti alla dodicesima rassegna internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.

Interessanti le nuove idee presentate nel corso della conferenza. Ad attirare l’attenzione, sono soprattutto alcuni innovativi ed originali progetti che potrebbero rivoluzionare l’approccio al trattamento dei rifiuti negli spazi urbani. La prima è il naso anti-amianto, un naso elettronico in grado di individuare il pericoloso minerale e di eliminarlo.

Lavare i pannelli fotovoltaici con il Solar Wash della OCS Energy

Abbiamo parlato molte volte dei pannelli solari, della loro installazione, delle loro potenzialità e dei loro costi. Oggi ci occupiamo di un altro aspetto molto importante ma spesso sottovalutato e trascurato: la pulizia dei pannelli fotovoltaici. Come tutti i dispositivi collocati all’aperto, i pannelli sono esposti a tutta una serie di rifiuti, come insetti morti, foglie, muschi e resine, che ne sporcano la superfice a cui contribuiscono anche gli agenti atmosferici tra cui il vento, la pioggia e la neve. Tutto questo accumulo di sporcizia influisce negativamente sulle prestazioni dei pannelli solari, diminuendone sensibilmente l’efficacia. Gli impianti fotovoltaici, infatti, subiscono lungo il loro ciclo di vita, un calo delle prestazioni con perdite di energia prodotta dal 5 al 25% e molto spesso queste perdite sono causate dalla sporcizia che si accumula sui pannelli.

Inventato lo spray solare

Alle volte le invenzioni migliori avvengono per caso. La storia che vi stiamo per raccontare proviene dagli Stati Uniti, terra natale di tante invenzioni ecologiche, sempre prolifica nel campo delle tecnologie, e purtroppo sempre molto più avanti della nostra vecchia Europa.

Xiaomei Jiang, ricercatrice dell’Università della Florida, insieme alle sue colleghe cercavano un modo per dare potenza ai sensori dei loro microscopi che potessero rilevare tossine o sostanze chimiche pericolose, che le aiutassero a scoprire queste sostanze in punti infinitesimamente piccoli.

Da un fungo della Patagonia arriva il mico-diesel

Al fine di scongiurare il rischio di un’eventuale crisi globale dovuta alla scarsità di petrolio e per tutelare la salute del nostro Pianeta, cresce sempre di più l’attenzione alle fonti di energie alternative, con particolare riguardo alle nuove generazioni di carburanti. L’ultima scoperta in merito arriva dall’America dove un gruppo di scienziati della Montana State University (MSU) ha individuato un particolare fungo capace di produrre delle sostanze chimiche simili al tradizionale combustibile diesel. Si chiama Gliocladium roseum ed è un piccolo micete che cresce nella foresta pluviale della Patagonia, dove è stato scoperto.

Crollata l’industria del biologico, la Crisi Economica colpisce anche l’ecologia

La Borsa cade, l’Economia traballa, e purtroppo a risentirne è anche il mondo ecologico. Il mercato del cibo biologico che negli ultimi anni cresceva a doppia cifra si è improvvisamente arrestato. Il portafoglio è più leggero, e forse si preferisce diminuire la qualità a tavola per spendere di meno.

Quando i tempi si fanno duri, i consumatori potrebbero essere meno interessati al tipo di alimentazione che segue la mucca che hanno servito per cena, o se le carote sono state coltivate senza concimi chimici, l’importante è che queste siano costate poco.

Approvata dal Consiglio europeo la nuova direttiva quadro sui rifiuti

Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi“. E’ questa la definizione di rifiuto che da’ il testo della nuova direttiva quadro sui rifiuti approvata, nella versione finale, il 20 ottobre scorso dal Consiglio Europeo. La direttiva, che abroga la 2006/12/Ce sui rifiuti, la 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e la 75/439/Cee sull’eliminazione degli oli usati, contiene tutta una serie di misure sulla gestione dei rifiuti a tutela dell’ambiente e della salute umana. Il testo della direttiva definisce, innanzitutto, alcuni concetti basilari come quelli di rifiuto, smaltimento e recupero.

La marina americana sceglie le navi ad aquilone

Un grande aquilone in grado di sfruttare il vento per aiutare le imbarcazioni nella navigazione. E’ questa la nuova frontiera della nautica che, come abbiamo già spiegato tempo fa, va alla ricerca di soluzioni ecosostenibili per abbattere i consumi e soprattutto le emissioni nocive. Questo innovativo sistema di propulsione motore-vela verrà impiegato dalle forze armate americane che saranno le prime organizzazioni ad utilizzare l’aquilone per trainare le proprie imbarcazioni. L’ufficio di logistica della marina americana, il Navy’s Military Sealift Command ha deciso, infatti, di noleggiare la Beluga, un cargo tedesco che utilizza il nuovo sistema di propulsione, per il trasporto di materiali dalle basi americane all’Europa. Il meccanismo applicato è per molti versi simile a quello del kitesurf con la tradizionale vela che viene sostituita da un enorme aquilone che, collegato alla nave tramite una cima, sfrutta l’energia del vento per aiutare il motore a far muovere l’imbarcazione.