Premio impresa ambiente, aperte le iscrizioni per il 2011

Torna anche quest’anno il Premio Impresa Ambiente, giunto alla sua quinta edizione. L’iniziativa è nata con il compito di premiare le imprese pubbliche e private che si distinguono per il rispetto dell’ambiente e per la responsabilità sociale. Il riconoscimento dello European Business Awards for the Environment per le aziende italiane è stato istituito dalla Direzione Generale della Commissione Europea nel 1987.

Il Premio Impresa Ambiente 2011 si svolge in collaborazione con Ecopolis, la manifestazione internazionale dedicata all’ambiente e alla sostenibilità, promossa dalla Fiera di Roma e dalla Camera di Commercio della Capitale, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico, del Ministero dell’Ambiente e di Unioncamere. C’è tempo fino al 28 febbraio 2011 per partecipare al Premio Impresa Ambiente.

Bare ecologiche, come essere ambientalisti anche dopo la morte

Forse hai fatto del tuo meglio per vivere una vita eco-friendly: hai riciclato, hai preferito la bicicletta all’auto, hai sostenuto la causa verde. Quindi, quale modo migliore per far riposare le tue spoglie mortali di una bara sostenibile? Prima o poi è una cosa che capiterà a tutti, e dunque è meglio prendere in considerazione l’impatto ambientale che di solito segue alla sepoltura tradizionale.

Al convegno del mese di ottobre della National Funeral Directors Association, diverse aziende hanno messo in mostra alcune nuove innovative bare verdi, che sono realizzate con materiali biodegradabili come ad esempio il vimini o del giornale riciclato. Secondo una recente ricerca un quarto degli americani preferirebbe avere un funerale ecologico, dunque il momento per le aziende del settore sembra propizio.

Shopper riutilizzabili: ci sono anche quelli praticamente indistruttibili

Dall’inizio del 2011, finalmente potremmo dire, anche in Italia è scattata la messa al bando degli odiati ed inquinanti sacchetti di plastica, quelli, per intenderci, con cui andiamo a fare la spesa. Al momento tanti supermercati stanno smaltendo le scorte, e quindi nulla cambia ma solo per poco; a regime, visto che non potranno essere più prodotti, i consumatori dovranno dotarsi di shopper biodegradabili che dovrebbero costare di più rispetto a quelle inquinanti.

In vendita, comunemente, in accordo con quanto riporta la Coldiretti, è già possibile acquistare per fare la spesa delle borse di iuta, molto leggere, che però non garantiscono un’apprezzabile durata.

Sacchetto di plastica bio, quanto mi costi

Continua ad infuriare la polemica generata dal caos sulla messa al bando dei sacchetti della spesa inquinanti, in vigore, se vi pare, dal primo gennaio 2011. Si fa presto a dire addio alla tradizionale busta di plastica se a rimetterci non sono le casse dello Stato quanto piuttosto i cittadini. Con questo non intendiamo affatto negare la validità della 296 ed il merito del Governo che fortunatamente non ha concesso ulteriori proroghe all’entrata in vigore del decreto ma fa riflettere come il costo del sacchetto bio, superiore a quello delle buste andate in pensione, vada a pesare sul consumatore quando quelle maggiormente pericolose per l’ambiente erano in molti supermercati addirittura gratis.

Ed ora che succede? La sostenibilità ha un prezzo più alto e nessuno vuole pagarlo. Non lo Stato certamente che non ha previsto incentivi che rendessero più morbido il passaggio dall’una all’altra versione degli shoppers. Non i negozianti che, giustamente, fanno notare che questo tipo di sacchetti gli viene a costare di più e non intendono rimetterci.
Tra i due portafogli, il terzo paga. Ed il terzo è il nostro, quello dei cittadini. In un articolo apparso ieri su Repubblica, si prende in esame il caso di Milano, dove il sacchetto di plastica bio arriva a costare dai 10 ai 20 centesimi.

Sprechi, quanto consumano gli elettrodomestici spenti

60 euro l’anno. E’ questa la cifra che una famiglia media italiana potrebbe risparmiare se spegnesse anche la lucina dello stand-by ogni volta che un elettrodomestico non viene usato. A dimostrarlo è stata una ricerca congiunta di Legambiente, Politecnico di Milano e del sito Viviconstile.org, in merito al progetto europeo Selina per il monitoraggio degli sprechi energetici.

Come già anticipato giorni fa, l’11% della nostra bolletta energetica potrebbe essere tagliato se si acquistassero elettrodomestici a norma, cioè quelli che in modalità stand-by consumano meno di un watt, oppure se si staccasse direttamente la spina. Il problema è che dalla ricerca risulta che il 30% degli elettrodomestici oggi in commercio non segue questa norma, risultando così fuorilegge. Ma quali sono gli apparecchi più energivori? Lo vediamo dopo il salto.

Purificazione dell’acqua: il modo più ecologico? Le bucce di banana

Le bucce di banana hanno eluso qualsiasi tentativo di riutilizzo per secoli. Nell’immaginario comune sono ormai il simbolo dei rifiuti, visto che non si riesce a trovare un modo per riciclarle, ma dopo un tentativo rimasto ancora a livello sperimentale di utilizzarle per il riscaldamento domestico, ora pare siano in grado di ripulire l’acqua sporca.

Un chimico brasiliano, Milena Boniolo dell’Università Federale di São Carlos, nei pressi di São Paulo, ha fatto una scoperta che potrebbe salvare migliaia di bucce di banana dal cestino della spazzatura. Una volta essiccata e macinata in polvere, dice Boniolo, la buccia acquisisce la capacità di ripulire l’acqua inquinata.

Rifiuti in Campania, emergenza o risorsa? Intervista all’ambientalista dell’anno, l’imprenditore casertano Antonio Diana

Per Legambiente è l’ambientalista dell’anno, ma l’imprenditore Antonio Diana, titolare della Erreplast, un’azienda del casertano che trasforma le bottiglie recuperate con la raccolta differenziata, ci piace descriverlo riciclando le sue stesse parole, come un cittadino campano che non si è lasciato prendere dai luoghi comuni del “tutto è inutile”, ”è solo un business per le ecomafie”, e ha trasformato i rifiuti in risorsa avviando un’azienda che dà lavoro a cento persone a Gricignano D’Aversa, in un’area che, speriamo quanto prima, venga definita più spesso terra di Antonio e di chi come lui, e non più terra patrimonio del clan dei Casalesi.

I camorristi hanno assassinato suo padre Mario nel 1985 ma Antonio e suo fratello Nicola non si sono piegati alla pacata rassegnazione ottenendo giustizia, riscatto dal dolore e vita, malgrado le mille difficoltà rappresentate non solo dalle mafie, ma anche da un sistema istituzionale di gestione dei rifiuti che li obbliga spesso ad importare le bottiglie di plastica da altre regioni. Paradossale, in un territorio sommerso dai rifiuti, plastica in primis. Noi di Ecologiae abbiamo raccolto la sua preziosa testimonianza, certi che la sua esperienza sarà utile a quanti sognano di fare impresa in modo sostenibile al Sud: si può fare.

Saldi, attenzione agli elettrodomestici fuori norma

I saldi sono cominciati il 2 gennaio in alcune città del Paese e come ogni anno, la corsa agli acquisti e agli sconti attirerà moltissimi risparmiatori che hanno atteso l’inizio dei saldi per rinnovare il proprio guardaroba, per sostituire il vecchio microonde e per acquistare un nuovo televisore. Eppure

Pochi sanno che dal gennaio del 2010 i nuovi elettrodomestici immessi sul mercato avrebbero dovuto rispettare la nuova direttiva europea che ne riduce i consumi sotto a 1 watt quando sono in standby, cioè spenti ma pronti all’uso.

Questo il monito di Legambiente per i saldi del nuovo anno. Difatti dal 1 gennaio è in vigore un nuovo servizio di etichettatura che indicherà i livelli di risparmio energetico dei televisori, ma a breve il nuovo sistema di etichettatura sarà esteso agli altri elettrodomestici per guidare i consumatori nell’acquisto dell’apparecchio a maggior risparmio energetico ed efficienza.

Aziende verdi 2010: vincono tra le altre Ikea e Honda

Sul finire del 2010, Greenopia ha pubblicato un rapporto sulle Corporate Leaders più sostenibili dell’anno. Le aziende multinazionali sono state classificate in base a 5 criteri: progettazione di edifici verdi, catena di approvvigionamento, rapporto di sostenibilità, riciclaggio, e comportamento dei dirigenti, suddividendoli in sette categorie. I vincitori sono stati Ikea per la casa, Patagonia nel campo della moda, Pizza Fusion per i prodotti alimentari, Honest Tea nel campo delle bevande, Honda per le automobili, Virgin America per il settore aereo e Dell per l’innovazione.

Secondo Greenopia, ciascuna di queste sette società ha fatto grandi progressi nella sostenibilità, nonostante non si trattasse sempre di grandi realtà industriali. Patagonia ad esempio

renderà più ecologico l’abbigliamento sul mercato e si è confermata leader nel settore ad ogni passo del suo cammino.

Cucina vegetariana, la vellutata di carciofi

Dopo gli eccessi, e gli sprechi alimentari, delle festività natalizie, è il nostro organismo stesso a supplicarci di concedergli della verdura per disintossicarsi dai cibi ipercalorici ed iperconditi dei luculliani banchetti di Natale. Per il nostro appuntamento del fine settimana con l’alimentazione sostenibile, il primo del nuovo anno, vogliamo dunque dare spazio ad una ricetta vegetariana che vede protagonista un ortaggio, rigorosamente di stagione: la vellutata di carciofi.

Con la nostra ecobussola ben orientata verso i consigli e le prodezze culinarie dei nostri amici di Gingerandtomato, vediamo cosa ci occorre e come mettere in tavola questo piatto fumante.

Lampadine a basso consumo, è polemica in Europa

Le lampadine a basso consumo energetico, il cui consumo è stato promosso dall’Europa dallo scorso settembre quando l’Unione ha posto fine alla produzione delle lampadine a incandescenza, continuano a destare interesse e polemiche.

Il motivo è dovuto ad un test effettuato dall’Ufficio tedesco dell’ambiente che ha riscontrato, seppur in bassa quantità, la presenza di mercurio nelle lampadine a basso consumo di energia. Gli eurodeputati ecologisti tedeschi hanno allora sollevato un’inchiesta. Ma le lampadine a basso consumo sono davvero verdi per l’ambiente e migliori delle lampadine a incandescenza? Lo chiede il vice-presidente del Parlamento europeo Silvana Koch-Mehrin

Su pressione di una follia climatica, si è deciso rapidamente di interdire le lampadine incandescenti, senza tenere conto della presenza di mercurio in quelle a lungo consumo.

Risparmio energetico: una nuova etichettatura sui televisori li renderà più efficienti

Acquistare un televisore sarà un po’ più facile a partire dal prossimo anno per gli utenti americani, grazie ad un nuovo servizio di etichettatura che, come accaduto già con gli Energy Star (lo standard di efficienza per gli elettrodomestici), presto potrebbe arrivare anche in Europa.

Secondo una nuova modifica dell’articolo del Federal Trade Commission’s Appliance Labeling Rule, ogni televisore costruito dopo il 10 Maggio 2011 dovrà avere un’etichetta EnergyGuide sul display in modo che i consumatori sappiano cosa attendersi da modelli diversi in merito al risparmio energetico.

Energia: i finanziamenti pubblici ai combustibili fossili sono 12 volte maggiori delle rinnovabili

Sembra mettere tutti d’accordo la linea politica di finanziare maggiormente il comparto delle rinnovabili, a dispetto di quello dei combustibili fossili. Almeno in linea teorica. La riforma energetica globale, dopo che gli Stati Uniti l’hanno bocciata sul loro territorio, rischia di subire una pesante sconfitta anche nel resto del mondo.

Per rilanciare il settore, come per ogni ramo dell’industria, sono vitali sovvenzioni e contributi per le aziende. Il problema è che, come spiega una nuova relazione della USC Marshall School of Business, il comparto dei combustibili fossili, in tutto il mondo, riceve ben 12 volte l’ammontare delle sovvenzioni destinate all’energia pulita.

Risparmio energetico: Regione Puglia, critiche da CNA Impianti

Piovono critiche, nella Regione Puglia, in particolare da parte di CNA Impianti, in merito al recente accordo sulle misure per il risparmio energetico adottate sul territorio dall’Amministrazione regionale con accordi che, tra l’altro, hanno riguardato il colosso elettrico ed energetico Enel. Secondo gli artigiani impiantisti della CNA Puglia, l’accordo Enel-Regione Puglia rappresenta a conti fatti, ed in barba tra l’altro alla concorrenza, uno spot pubblicitario per l’Amministrazione regionale ed ancor di più per Enel che ne guadagna con un effetto di vera e propria promozione a tutto campo.

Questo, sempre secondo la CNA Puglia, avviene a scapito delle piccole e medie imprese del settore che, di contro, per la loro attività non possono far leva su sponsorizzazioni istituzionali rilevanti come quella tra Enel e Regione Puglia, così come allo stesso modo non possono avere la stessa capacità di comunicazione.