
Al discorso dell’altro giorno di Scajola sono seguiti subito gli applausi delle grandi industrie energivore del paese, Enel su tutte, che ha subito colto la palla al balzo per avviare grandi progetti. Nei prossimi giorni, Fulvio Conti, amministratore delegato dell’azienda, presenterà al Governo il piano per la costruzione di 4 (forse anche 5) centrali nucleari entro il 2020.
L’idea di iniziare i lavori entro il 2013, espressa ieri dal Ministro dello Sviluppo Economico, non era avventata, anzi anche troppo pessimistica, secondo i calcoli dell’Enel perchè, a detta loro, ci vogliono 2 anni per cambiare la legge e due per l’iter delle autorizzazioni. Quindi entro il 2012 (massimo 2013 in caso di imprevisti) le costruzioni potrebbero essere avviate.
Le previsioni di produzione elettrica della totalità delle 4 centrali sarà di 6.000 megawatt, cioè il 10% del fabbisogno nazionale. Per la costruzione, che avverrà con la partecipazione della Edison, Eni e Sorgenia, ci vogliono circa 4 anni (un pò ottimistici a nostro avviso), e per l’avvio della produzione a pieno regime un pò di più, fino ad arrivare al 2020, appunto.
Messo da parte, per adesso, il nucleare “di quarta generazione“, dato che è ancora in via sperimentale e ancora non è considerato così pulito da non produrre scorie come si diceva da più parti, i reattori nucleari saranno ancora di terza generazione, quelli usati in tutta Europa al momento ma, garantiscono dall’Enel, migliorati, imparando dall’esperienza francese, spagnola e slovacca.
Le richieste di Conti sono che la legislazione preveda il potere decisionale nelle mani del Parlamento e non delle Regioni (lo crediamo bene, chi vorrebbe rischiare di installare una centrale nucleare nel cortile di casa propria), così come dovrebbe scegliere il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive, lavandosene le mani e delegando al Governo l’onere della scelta. I siti in cui costruire le centrali ancora non sono decisi, ma potrebbero essere presi in considerazione gli impianti attivi prima del 1987, come quello laziale di Latina, emiliano di Caorso, piemontese di Trino, o campano di Garigliano, oppure quello in cui erano già stati iniziati i lavori, ma poi interrotti, di Montalto, in Calabria.
Le richieste di Conti sono che la legislazione preveda il potere decisionale nelle mani del Parlamento e non delle Regioni (lo crediamo bene, chi vorrebbe rischiare di installare una centrale nucleare nel cortile di casa propria), così come dovrebbe scegliere il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive, lavandosene le mani e delegando al Governo l’onere della scelta. I siti in cui costruire le centrali ancora non sono decisi, ma potrebbero essere presi in considerazione gli impianti attivi prima del 1987, come quello laziale di Latina, emiliano di Caorso, piemontese di Trino, o campano di Garigliano, oppure quello in cui erano già stati iniziati i lavori, ma poi interrotti, di Montalto, in Calabria.
Se effettivamente dovessero entrare in funzione queste 4 centrali, il costo sulla bolletta per i cittadini potrebbe abbassarsi del 20-30% rispetto al corrispettivo pagato oggi, perchè si risparmierà sull’energia importata dall’estero. Ma intanto non si è mossa solo l’Enel. Infatti anche altre multinazionali, guidate sempre da Edison, hanno in progettazione la costruzione di almeno altre 5 centrali nucleari nel nostro paese. Alla fine si arriverebbe a pagare molto meno l’energia elettrica, ma il rischio di una concentrazione troppo elevata in un territorio troppo piccolo forse potrebbe essere eccessivo.